Domenica andiamo a guardarli negli occhi 

 

C’è qualcosa di particolare negli occhi di un volontario della Pubblica Assistenza. C’è la sicurezza di chi saprebbe come tirarti fuori da un arresto cardiaco, di chi con una manovra Heimlich riuscirebbe a farti sputare fuori il boccone che ti sta soffocando e magari con una cintura stretta nel punto giusto riuscirebbe ad evitarti il dissanguamento in seguito ad una ferita.

Negli occhi di un volontario c’è la fierezza di chi tante volte ha vinto la sfida contro il destino, la consapevolezza di quanto sia importante un secondo. Ma c’è anche il dolore per quelli che nonostante il suo aiuto non ce l’hanno fatta e l’amarezza di chi sa che il lieto fine è garantito solo nei film.

Domenica 23 luglio, in piazza Matteotti, volontari della Croce d’Oro di Manesseno celebrano i quarant’anni dalla fondazione. 
Andiamo a guardarli negli occhi.

Claudio Di Tursi


Autovelox a Sant’Olcese in sinergia con il Comune di Serra Riccò

Un passo importante, un’altra scelta coraggiosa che sicuramente i santolcesini apprezzeranno e che ci trova, come gruppo di opposizione, pienamente d’accordo.

Sant'Olcese Inform@

​Il Consiglio comunale ha recentemente approvato una convenzione con il Comune di Serra Riccò per svolgere alcuni servizi di Polizia locale in forma associata.
In particolare lo scopo principale della convenzione riguarda la realizzazione di controlli elettronici della velocità in un’ottica di maggiore sicurezza stradale.

Come noto, il problema nel Comune di Sant’Olcese è avvertito soprattutto in fasce orarie specifiche e per zone più problematiche, specie in tarda serata, quando a volte si registrano addirittura delle pseudo gare automobilistiche.

Verranno posti cartelli fissi di segnalazione dei controlli, oltre ai pannelli luminosi già oggi presenti recanti l’avvertimento. Questo perché il cosiddetto pannello itinerante rende troppo facile l’elusione. La politica non è certo quella di fare cassa, ma è invece quella di sensibilizzare sempre più l’automobilista. Lo stesso scopo è nelle intenzioni di questo articolo. Informare preventivamente, nella massima trasparenza. Rispettiamo dunque i limiti e le regole, e non ci saranno ne…

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ULTIMA CHIAMATA PER IL TORNEO CALCISTICO PIÙ SGANGHERATO DELLE TERRE EMERSE!

Fate in fretta! Iscrivetevi e fate iscrivere i vostri amici al Torneo Durante Ettore. Al di là del tono serioso della locandina il divertimento è assicurato! 

Durante il servo sarà potrete mangiare panini con salame o la salsiccia e Se siete golosi vi aspettano ottimi krapfen!

Intervista alla campionessa! Teresa Frassinetti incontrerà i bimbi di LiberaLaMente lunedì 10 luglio.

LiberaLaMente

Esattamente un anno fa i nostri bimbi si sono entusiasmati a seguire la Nazionale Italiana di Pallanuto femminile “7 Rosa” alle Olimpiadi di Rio 2016. Facevano tutti il tifo per Teresa Frassinetti, alla sua terza olimpiade dopo Pechino e Londra.

Questo il link dell’intervista fatta prima di Rio  https://liberalamentegenova.wordpress.com/2016/05/26/il-centro-estivo-liberalamente-vola-alle-olimpiadi-con-teresa-frassinetti/).

Teresa Rio 20167 Rosa che a Rio 2016 ha vinto la medaglia d’argento (oro agli Stati Uniti) e che ci ha fatto emozionare tantissimo!

teresa azioneRio2016 Olympic Games

Lunedì 10 luglio i nostri bimbi la potranno finalmente incontrare e conoscere di persona e avranno l’opportunità di confrontarsi con un’atleta e donna straordinaria.

Francesca Arghittu

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Sant’Olcese: in arrivo fondi per i danni causati dal dissesto idrogeologico 


ANSA:

 Le aziende edili liguri e la manodopera locale saranno favorite nella gare d’appalto da circa 50 milioni di euro previsti per i prossimi due anni in Liguria contro il dissesto idrogeologico. E’ il risultato dell’intesa firmata stamani a Genova dall’assessore regionale alla Difesa del suolo Giacomo Giampedrone con sindacati, associazioni di categoria e ordini professionali. Ammontano a 25 milioni di euro di fondi Por Fesr e 22 milioni del Fondo di solidarietà per l’alluvione 2014 gli investimenti pronti a partire nei prossimi mesi per la messa in sicurezza del territorio. Risorse destinate a lavori da compiere nei Comuni di Montoggio, Sant’Olcese, Noli, Ortonovo, Rapallo e La Spezia. I sindacati stimano che potrebbero portare oltre un centinaio di assunzioni. “Attraverso l’accordo – ha detto Giampedrone – la Regione Liguria si impegna a fare in modo che i Comuni beneficiari dei contributi osservino le linee guida individuate per l’aggiudicazione dei bandi valorizzando gli elementi qualitativi”.

CIAO MAESTRA ROSA

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Di Flavio Poggi

CIAO MAESTRA ROSA
Oggi ho saputo che è mancata la mia Maestra Rosa Medicina. Quelli del mio anno, io sono del 1968, sono stati fra gli ultimi a frequentare le scuole elementari a Torrazza, nell’edificio divenuto poi sede del Centro di Educazione Ambientale. Le maestre che io ricordo erano due, Enrichetta Paccani e Rosa Medicina, entrambe di Torrazza. Era un’altra scuola quella dei nostri tempi: la maestra era unica e portava la sua classe dalla prima alla quinta elementare. Si stava con lei dalle 8 a mezzogiorno e ti insegnava a leggere, scrivere e far di conto e a scoprire che in Italia ci sono pure il Molise e la Basilicata… per cinque imprescindibili anni della nostra vita io e i miei coetanei dei dintorni abbiamo avuto la Maestra Rosa come seconda mamma. Una persona dolcissima e gentile, con una vocina sottile che i miei ricordi remoti e sicuramente un poco romanzati dalla nostalgia non accostano a nessuna sfuriata o rimprovero.
Mi ha dato molto la Maestra Rosa, sia in termini di educazione, sia di insegnamento e di incoraggiamento ad andare avanti negli studi, credendo nelle mie capacità e propensioni.
L’ho incontrata poche volte una volte finite le elementari. Ma ricordo quando la rividi poco dopo essermi laureato: l’orgoglio sincero col quale si congratulò con me per il risultato raggiunto. Mi disse che sapeva che ce l’avrei fatta e io le risposi che era anche grazie a lei ed al suo lavoro.
Rivedo ancora oggi di tanto in tanto molti dei miei vecchi compagni delle elementari e vedo che sono tutti diventati delle belle persone. Merito sicuramente delle nostre famiglie e dell’ambiente sano nel quale abbiamo avuto la fortuna di crescere. Ma credo che ognuno di noi, vecchi compagni di classe delle elementari di Torrazza oltre quarant’anni or sono, quando ha saputo o saprà che la Maestra Rosa se n’è andata, verserà una lacrima di dispiacere e riconoscenza. Ciao Maestra.

ATP: È IL FALLIMENTO L’UNICA SPERANZA?

Ieri, domenica 18 giugno, una banda di giovinastri adolescenti – tra cui il mio primogenito- ha pensato bene trascorrere la prima giornata di sballo presso le piscine di Casella. Le autorità locali di Pubblica Sicurezza erano state avvertite per tempo, così tutto è andato per il meglio. Mezzo di trasporto prescelto, naturalmente, il trenino; punto di ritrovo all’andata, e di smistamento al ritorno, la stazione di Vicomorasso. 

Il trenino la domenica fa otto corse all’andata verso Casella e sette al ritorno verso Manin: non c’è da scialare ma neanche da lamentarsi troppo. I ragazzi sono partiti alle 9 e 35 – le piscine aprono alle 10,00- ed erano di ritorno alle 19 e 40, più dieci ore di casini inenarrabili, roba da picchiarli al rientro a prescindere. 
Mentre, intorno alle 19,30, salivo con la macchina verso Vicomorasso per andarli a riprendere, ho incrociato il bus ATP che scendeva da Sant’Olcese diretto a Bolzaneto per la sua TERZA ED ULTIMA corsa della giornata. 
Ecco, è qui che vi volevo portare. Il Comune versa ad ATP ben 40.000 (quarantamila) euro all’anno: non solo le corse che coprono l’intero percorso da Sant’olcese a Bolzaneto nelle giornate festive sono solo tre all’andata e tre al ritorno, un numero irrisorio, una vera e propria presa in giro, ma non sono nemmeno integrate con il servizio ferroviario.  
Delle tre ridicole corse a scendere neanche una ha una coincidenza decente con gli orari del Trenino alla stazione di Vicomorasso che, per la sua posizione, è la più indicata per l’interscambio treno/linea extraurbana.
Se arrivi col trenino a Vicomorasso alle 8,02, e da lì vuoi proseguire con la corriera verso Bolzaneto, devi aspettare trenta minuti il mezzo che parte alle 8,25 da sant’Olcese chiesa; se prendi la corsa del trenino che arriva alle 10,57 aspetti fino alle 11,30; se arrivi alle 19,40 sei fottuto perché la corriera è passata dieci minuti prima e ti chiami un taxi -che tanto devono lavorare anche loro- oppure prendi il treno prima, quello che arriva alle 18,18 e te ne stai ad aspettare quasi un ora e un quarto. 

A salire la situazione da ridicola diventa tragica.
Uno sventurato che volesse partire da Bolzaneto con ATP e arrivare a Casella via trenino si troverebbe a compiere un’impresa titanica. 

Il primo dei tre bus utili parte da Bolzaneto alle 7,48 ed arriva a Vicomorasso intorno alle 8,15: il trenino passa alle 9,35 aspetti un’ora e venti in un posto dove non c’è assolutamente nulla se non la fermata del bus e quella del treno. Portati da leggere.

A Casella, però, si mangia anche bene. Partendo con lauto anticipo da Bolzaneto alle 10,48 arrivi a Vicomorasso alle 11,15. Il Trenino è passato alle 10,57 e…niente, l’hai perso. Aspetti solo un’ora e 18 minuti fino alle 12,33- intanto si stimola l’appetito- e sei a Casella all’una e tre minuti: non male.

Forse con la cena ed il pernotto a Casella va meglio, vediamo. Prendi il bus a Bolzaneto alle 18,53 – la tua terza ed ultima possibilità- arrivi a Vicomorasso alle 19,20, aspetti “solo” venti minuti fino alle 19,40 e sei a Casella paese alle 19,55: perfetto, un ora e due minuti sono un tempo accettabile per una tratta del genere e l’orario per la cena è indicato. Poi, però, rimani a Casella a dormire perché l’ultimo treno del ritorno è partito alle 19,10 e l’ultima corriera alle 19,25. 
Ditemi, ora, a cosa servono i continui richiami a non usare il mezzo privato quando si fa di tutto per scoraggiare l’uso del mezzo pubblico, non lavorando con un po’ di intelligenza ad una cosa essenziale come le coincidenze. E ditemi anche se vi sembra questa la maniera migliore per incoraggiare il turismo nell’entroterra sfruttando un mezzo dal richiamo formidabile come il Trenino.
Claudio Di Tursi