Domenica andiamo a guardarli negli occhi 

 

C’è qualcosa di particolare negli occhi di un volontario della Pubblica Assistenza. C’è la sicurezza di chi saprebbe come tirarti fuori da un arresto cardiaco, di chi con una manovra Heimlich riuscirebbe a farti sputare fuori il boccone che ti sta soffocando e magari con una cintura stretta nel punto giusto riuscirebbe ad evitarti il dissanguamento in seguito ad una ferita.

Negli occhi di un volontario c’è la fierezza di chi tante volte ha vinto la sfida contro il destino, la consapevolezza di quanto sia importante un secondo. Ma c’è anche il dolore per quelli che nonostante il suo aiuto non ce l’hanno fatta e l’amarezza di chi sa che il lieto fine è garantito solo nei film.

Domenica 23 luglio, in piazza Matteotti, volontari della Croce d’Oro di Manesseno celebrano i quarant’anni dalla fondazione. 
Andiamo a guardarli negli occhi.

Claudio Di Tursi


ASD FUTURA: Il Basket per i ragazzi di Sant’Olcese!


Sara Gadaleta, tra i fondatori dell’ASD Futura ci tiene a farlo sapere: anche i ragazzi di Sant’Olcese possono essere avviati al Basket. 

Sono tre le possibilità per chi vuole avvicinarsi a questo sport dinamico e responsabilizzante: allenarsi a Pedemonte, alla Crocera di Cornigliano o a Largo Figoi. 

Conosco Sara da qualche tempo, è una santolcesina doc di cui mi hanno colpito fin da subito la solarità e l’entusiasmo che mette nelle cose che fa. Con lei ed i preparatissimi allenatori di ASD Futura i vostri ragazzi si troveranno molto bene. 

Trovate riferimenti ed informazioni su questo sito:

http://www.futuragenova.it

Il Basket è uno sport dove sono importanti la rapidità, la precisione nell’esecuzione e, soprattutto, il sentirsi parte di un collettivo con un proprio ruolo e le proprie responsabilità. Un po’ come nella vita.

Claudio Di Tursi

I COMPUTER TORNANO IN VITA CON I RAGAZZI DI RI-GENERAZIONE

Un progetto delle Cooperative La Cruna, Agorà e Cisef per il bando della Compagnia di San Paolo “Stiamo tutti bene: educare bene, crescere meglio“.
Giovedì 30 marzo alle ore 15.30 prima consegna di computer riportati a funzionare nell’ambito del progetto Ri-Generazione finanziato con il bando della Compagnia di San Paolo “Stiamo tutti bene” e destinato a ragazzi tra gli 11 e i 14 anni dell’alta Val Polcevera: i giovani coinvolti hanno donato i computer che hanno riportato “in vita” alla scuola Ada Negri di Sant’Olcese dove saranno utilizzati per diverse attività, prevalentemente con alunni che necessitano di sostegno. 

Oltre ai partecipanti al progetto ed i loro genitori, erano presenti il dirigente scolastico Ferrari Guido e gli assessori dei tre Comuni coinvolti Gabriele Taddeo, Serena Di Cecio e Gigliola Bruzzo.

I ragazzi che frequentano le scuole di Serra Riccò, Sant’Olcese e Mignanego (e Genova in alcuni casi) stanno partecipando da febbraio ai laboratori organizzati nell’impianto di stoccaggio e avvio al riutilizzo di rifiuti tecnologici gestito dalla Cooperativa Sociale La Cruna a Rivarolo. Seguiti dagli educatori di Cisef e Agorà imparano dai professori e da alcuni studenti che svolgono l’alternanza scuola-lavoro dell’IPSIA ODERO come riassemblare un pc a partire da componenti di scarto; insieme ad una studentessa del DIBRIS installano browser e programmi open-source e infine con gli esperti della Scuola di Robotica usano il computer e il programma Scratch per fare muovere e interagire robot creati con altri componenti di scarto.

Un progetto a tutto tondo insomma che affronta il tema della prevenzione della dispersione scolastica con metodi formativi nuovi, avvicina i ragazzi in modo concreto al mondo del lavoro, li sensibilizza ai problemi di salvaguardia dell’ambiente e trasmette loro l’importante concetto che una oggetto rotto può essere riparato e può tornare ad essere utile. 

La possibilità di recuperare materiali, ridare loro forma e renderli di nuovo utili può infatti restituire ai ragazzi la consapevolezza di “poter fare” e di avere in sé delle risorse, attivando una ricaduta in termini di cittadinanza attiva e restituendo loro un riconoscimento sociale.

Per realizzare questa idea ci sono voluti gli sforzi congiunti di tanti enti di diversi ambiti: l’idea del progetto e il coordinamento della formazione è a cura della Cooperativa La Cruna con IPSIA Odero, Dibris e Scuola di Robotica; il coordinamento dei ragazzi e delle scuole è seguito dalla Cooperativa Cisef, gli educatori sono della Cooperativa Cisef e del Consorzio Agorà; i ragazzi provengono dalle scuole dell’Istituto Comprensivo Serra Riccò e dell’Istituto comprensivo Teglia e i comuni di Sant’Olcese, Mignanego e Serra Riccò collaborano attivamente mettendo a disposizione risorse come il pulmino 9 posti che viene utilizzato per l’accompagnamento gratuito dei ragazzi coinvolti. 

Il progetto coinvolge circa 30 ragazzi e le loro famiglie, da febbraio a giugno saranno effettuate 63 ore di formazione e sarà attivato anche uno sportello di counseling a disposizione gratuita delle famiglie.

Bisognerebbe restare bambini


Di Elena Viola*

In casa mia si dice che spesso e lezioni più grandi le impartiscono i piccoli. Ed in effetti i piccoli atleti della pallamano santolcesina ci hanno dato una magistrale lezione di dignità, civiltà e orgoglio. Con eleganza, determinazione ed estrema naturalezza … come solo i bambini sanno fare. Messi davanti al bivio – giocare senza le compagne di squadra o non giocare affatto – i bambini hanno scelto in modo unanime e compatto di non disputare la partita in programma domenica e neppure le successive partite di campionato. O tutti o nessuno. Non ci sono storie. Sono una squadra e come tale si sono comportati. 

Se mai avessimo avuto bisogno di conferme circa il valore e la bontà del progetto educativo portato avanti dall’allenatore, la risposta che è venuta ieri sera non può che renderci orgogliosi dei nostri atleti e grati di cuore al nostro Mister.

Personalmente non sono in grado di dare giudizi sulle scelte della Federazione e nemmeno desidero farlo. Nelle sedi adatte ci sarà modo di riflettere e ragionare sulle decisioni assunte.

Nel mio piccolo desidero ringraziare la Polisportiva nella persona del Presidente che ha fortemente appoggiato la coraggiosa decisione dei nostri atleti e ancora una volta i campioncini della pallamano di Sant’Olcese per aver mostrato a noi tutti il vero significato della parola squadra. 

*Elena Viola è Capogruppo in Consiglio Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese.

Halloween 2016 a Manesseno: per stasera è tutto pronto!

A Manesseno se non sono matti così non li vogliamo!


Alla Società di Mutuo Soccorso, si inizieranno a sfornare deliziosi panini caldi già dalle 18,00; alle 18,45 Organizer Vella predisporrà le squadre di piccoli filibustieri a caccia di caramelle. Alle 21,00 si parte con la disco per grandi e piccini ed a seguire la nomina del Re dei Mostri!

Al Centro Socio Ricreativo di Manesseno PRE-Halloween dalle 16,45 alle 18,45.

Non mancate che porta malissimo (a meno che non restiate a casa per consegnare fiumi di dolcetti ai piccoli mostri che busseranno all’uscio)!

Accuse a Villa Serra: la risposta del parco


Com’era logico aspettarsi, arriva puntuale la replica della direzione del parco alle accuse del nostro lettore Roberto. 

Chiunque voglia contribuire alla discussione può usare il nostro modulo di contatto (clicca qui)

Il Signor Roberto improvvisamente scopre le “magagne” del Parco. A cosa è dovuta questa folgorazione? Semplice. Recentemente l’Amministrazione Consortile e il Comune di Sant’Olcese hanno approvato un nuovo regolamento di accesso al Parco che peraltro riprende quanto era previsto nel precedente con la differenza che ora è possibile sanzionare i trasgressori.

Il nuovo regolamento è in linea con quello del Comune di Genova e di tutti i Parchi Nazionali per divieti e comportamenti degli utenti.
Il Consorzio ha affidato compiti di vigilanza e sanzionatori alle Guardie Zoofile della Lega Nazionale per la difesa del cane.
Fra le regole da rispettare c’è quella di tenere i cani al guinzaglio (come in tutti i Parchi Pubblici).
Ecco cosa succede con cani lasciati liberi di scorrazzare:

1)Recentemente una signora è stata morsicata e giustamente si è lamentata con noi perchè non facciamo rispettare il regolamento;
2) Mamme che protestano per cani che spaventano i bambini;
3) Germani e papere sbranati;
4) Cani che rincorrono e terrorizzano il pavone libero nel Parco;
5) Cani che si azzuffano;
6) Proteste di chi porta il proprio cane al guinzaglio mentre altri non si attengono al regolamento.

Queste le motivazioni. 
Le reazioni: Apriti cielo, urla, strepiti contro il personale della biglietteria e minacce di chiusura del Parco (sic!!).
E veniamo al merito delle “circostanziate accuse” del Signor R.:

-“Per gli animali non c’è addetto e che vivono grazie ai visitatori”: Falso, non solo il nostro personale a turno provvede per il mangime ma abbiamo visite periodiche del veterinario che si occupa degli animali.

-“Due pavoni sono rinchiusi in una gabbia piccola e fatiscente”: I pavoni sono rinchiusi perchè la femmina sta covando e non abbiamo bisogno delle segnalazioni del Signor R. per la sistemazione di quell’area dove è prevista la realizzazione di una voliera con questo iter:

Progetto definitivo: Maggio 2016, Autorizzazione Sovrintendenza: Giugno 2016; Altre procedure (Gara appalto etc…) Settembre-Ottobre 2016; Possibile inizio lavori: Novembre 2016.

Ma prima di tutto abbiamo dovuto mettere in sicurezza (lavoro non da poco) il muro perimetrale (vincolato).

-“La manutenzione del verde specie gli alberi di alto fusto è scarsa e spesso cadono grossi rami”: Falso. La manutenzione del verde è curata dai nostri giardinieri ed è riconosciuta da tutti di ottimo livello. In quanto agli alberi di alto fusto il Raggruppamento di Imprese A.T.I. di Grugliasco (TO) nella primavera scorsa ha ultimato il controllo periodico sulla stabilità degli alberi e tutte le mattine il nostro personale verifica che non vi siano rami pericolanti.
-“Carenza d’acqua….si doveva fare un pozzo”: Anche in questo caso il Signor R. scopre l’umidità nel pozzo. A parte le non poche difficoltà autorizzative e tecniche (scavare un pozzo non è come aprire il rubinetto di casa), segnalo che il Consorzio ha da tempo realizzato un pozzo nel Secca che immetterebbe acqua nel lago ma purtroppo con il persistere della siccità acqua non ne arriva. Stiamo valutando e studiando altre soluzioni con Tecnici e Geologi.
Detto tutto questo vogliamo ricordare che il Parco di Villa Serra ha ricevuto il premio della Giuria Popolare 2015 per il “Parco più bello d’Italia” e che, anche quest’anno, abbiamo ricevuto il certificato di Eccellenza Trip Advisor “per aver ricevuto regolarmente punteggi alti da parte dei visitatori” i quali non solo apprezzano il Parco per la manutenzione costante ma hanno il buon senso di valutare anche momentanei situazioni di difficoltà dovute alla scarsità d’acqua.
Queste le “adeguate risposte ad accuse tanto circostanziate” quanto fasulle.
Consigliamo pertanto di attenersi al regolamento se non si vuole incorrere nelle previste sanzioni che non servirebbero se si usasse il buon senso e si rispettassero le regole.
Per quanto concerne gli apericena e il Bar Pizzeria e, aggiungiamo noi, le circa 90 giornate di intrattenimento con sport, teatro, burattini, animazione con le scolaresche, mostre, visite guidate, e tante iniziative di solidarietà tutte attività lecite che rientrano nelle finalità di questo Ente gestore del Parco Storico di Villa Serra.
Parco Storico non vuol dire un “museo all’aperto imbalsamato” ma sito da vivere per la sua bellezza con eventi tesi a valorizzare il tempo libero, luogo di incontro di giovani e anziani, di socialità e di cultura e non un giardino privato dove far scorrazzare libero a piacimento il proprio cane.

L’amministrazione e la Direzione Consortile

ACR di Manesseno: un’occasione di crescita unica per i nostri ragazzi


Lo scorso anno, quando ho capito che non si sarebbe svolto il campo estivo dell’ACR, ci sono rimasto male. Gli educatori che negli anni precedenti non avevano mancato di realizzare il sogno di tanti bambini e ragazzi, a causa di impegni lavorativi avevano dato forfait; e i ragazzi che solo l’anno prima avevano frequentato il campo in qualità di ospiti, ancora non se la sentivano di prendere in mano l’organizzazione di un evento così impegnativo. 

Ho incrociato le dita sperando che fosse solo una cosa occasionale, che questa splendida tradizione non si fosse, in realtà, persa per sempre. 

Perché non è scontato che una ventina di ragazzi tra i sedici ed i venticinque anni decidano di dedicare parte delle loro ferie, della loro estate, a tenere a bada una marea di bambini e ragazzini in una casa colonica. Se lo fanno è perché ricordano i campi che hanno frequentato da ospiti; le risate, le sfide nei giochi a squadra, i manicaretti preparati dalle inossidabili Anna e Rosa e magari anche qualche sobbalzo del cuore; per la voglia di restituire quanto gli è stato dato ed anche di più.

Quest’anno, per fortuna, i ragazzi ce l’hanno fatta. Domenica scorsa abbiamo accompagnato i pargoli a Castagnabuona, un posto incantevole sulle alture di Varazze, dove ad attenderli c’erano già Don Giorgio, Anna e Rosa e loro: i fantastici educatori dell’ACR Manesseno. 

Scaricati zaini e valigie siamo tornati tranquilli a casa, sapendo i ragazzi al sicuro e senza il maledetto cellulare a portata di mano: due telefonate alla settimana a mamma e papà col telefono degli educatori e camminare. 

A Castagnabuona si stanno divertendo un sacco. Sono stati al mare, corrono tutto il giorno e fanno gite. La sera si sfiancano con i giochi di gruppo e poi salgono in camerata a dire un sacco di stupidaggini prima di addormentarsi stanchi morti ma felici. 

Al campo si fanno i turni: chi serve in tavola, chi fa le pulizie… insomma si impara a stare insieme e a rispettare il lavoro degli altri.

Ieri sera Livia, la mia più piccola, ha avuto un po’ di mal di gola. Lara, un’educatrice storica dell’ACR di Manesseno, ci ha telefonato chiedendoci che medicina darle. Noi abbiamo detto sconsolati il nome del farmaco ma loro, incredibilmente, ce l’avevano. Stamattina ci hanno richiamato, la piccola aveva due lineette di febbre, per lei la vacanza aspettata tutto l’anno era finita. Quando siamo andati a riprenderla abbiamo trovato Martina, un’educatrice dell’ultima tornata, seduta sul letto accanto a lei che cercava di consolarla. Livia un po’ frignava, le dispiaceva separarsi dalle amichette del cuore. Nella camerata accanto mio figlio Federico giocava a carte con Stefano e Nicolò, altro che Pockémon Go. Gli ho chiesto se gli dispiacesse che Livia tornava a casa in anticipo e lui, per tutta risposta, ha fatto un ghigno, così gli ho stritolato una spalla. Quel gaglioffo deve imparare come si sta al mondo, fra qualche anno potrebbe diventare educatore ACR.

Claudio Di Tursi