Destinazione “Clavierwarts”

Giorni fa nella cassetta delle lettere, confuse tra le bollette e la pubblicità molesta, abbiamo trovato due missive inattese. Identiche per fattura, erano però indirizzate a due destinatari diversi: i miei due figli. I pargoli sono stati convocati in una misteriosa località montana, “Clavierwarts”, per un corso di orientamento alla magia e stregoneria. La busta conteneva anche un biglietto per il treno in partenza rigorosamente dal binario 9¾. È iniziata così la preparazione per la settimana più attesa dai ragazzi, quella del mitico Campo ACR.

Gli aspiranti maghi, che gia riescono così bene nella magia di non essere quotidianamente malmenati per le loro malefatte, sono partiti stamane e torneranno domenica prossima. Una settimana lontano da genitori, cellulari, TV e PlayStation. Una settimana di ricalibrazione quanto mai necessaria anche in vista della ripresa delle attività scolastiche. Ma anche una settimana di puro divertimento in cui il tema dei giochi e delle sfide a squadre sarà proprio la saga di Harry Potter. A preparare la pozione magica a colazione, pranzo e cena tre streghe conosciute in tutto il mondo per la loro abilità culinaria: Rosa, Anna e Marisa.

Noi non possiamo che ringraziare, senza trucco alcuno, loro, le streghe, gli educatori e Don Giorgio, che con la sua saggezza ed autorevolezza modera una miscela tanto esplosiva.

Buon divertimento a tutti!

Claudio Di Tursi

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Io sono stato straniero 


Di Elena Viola*

 Io sono stato straniero. (E lo sono tutt’ora per qualcun altro)

Lo dice Enzo bianchi, Priore della Comunità monastica di Bose in un celebre discorso tenuto in Senato in occasione della Giornata nazionale della Memoria delle vittime dell’immigrazione. (ciò’ che è scritto nelle parentesi lo dico io).

Lo abbiamo ribadito anche ieri sera nei locali della SMS Unione di Manesseno durante una serata dedicata al tema dell’immigrazione dal titolo “ Richiedenti asilo e profughi: una realtà senza stereotipi”.

Ci hanno guidato nella riflessione le parole dell’Assessore Taddeo e dei suoi ospiti, il dottor Valle – medico volontario in operazioni di soccorso “Mare Nostrum” e i volontari delle organizzazioni CEIS, ARCI e UN’ALTRA STORIA che si occupano quotidianamente di accogliere e accompagnare nel processo di integrazione i migranti che arrivano nelle strutture d’accoglienza cittadine.

Ci hanno raccontato dei progetti che sono nati per permettere a queste persone di imparare la lingua e un mestiere spiegandoci l’importanza di far sentire l’individuo parte attiva della società civile per evitare che finisca nella rete della criminalità organizzata e ci hanno raccontato delle difficoltà a reperire alloggi dove collocare queste persone data la forte diffidenza delle comunità locali verso gli immigrati percepiti come pericolosi o portatori di malattie e disagi. Si è ragionato in termini di numeri e indubbiamente pare non percorribile la strada della ghettizzazione degli immigrati in aree concentrate per problemi in ordine alla sicurezza dei migranti stessi e per la difficoltà oggettiva a gestire un grande numero di persone con provenienze, storie e aspirazioni diverse. La soluzione migliore individuata dai volontari presenti rimane quella di collocare piccole unità di immigrati nel tessuto sociale cittadino per prevenire fenomeni di intolleranza e razzismo e favorire l’integrazione.

Mi ha particolarmente colpito l’invito a riflettere sul fatto che il fenomeno migratorio è presentato come un’emergenza migratoria quando invece si tratta di un fenomeno fisiologico, sicuramente accentuato dalla sfavorevole congiuntura attuale, però destinato a durare nel tempo. Se riflettiamo in quest’ottica capiamo quanto urgente sia velocizzare e favorire i processi di integrazione e accoglienza verso coloro che non necessariamente scappano da guerre e distruzioni ma molto più verosimilmente sono alla ricerca di un’opportunità di vita migliore. Non dimentichiamoci che noi italiani prima di essere terra di approdo per i migranti (che per inciso, scapperebbero dal suolo italico se potessero…) siamo stati terra di emigranti. Tra regioni italiane ancora prima che verso l’Europa o l’America. E quando salivamo su quei piroscafi diretti verso “La Merica”, avevamo in tasca i pochi averi e le tante speranze di chi oggi si avventura nel deserto e patisce fame e vessazioni per un pezzo di futuro. Eravamo noi i diversi, quelli che rubano il pane ai giovani, che molestano le pei figlia della comunità e spaventano i bambini, eravamo noi quelli sporchi, malati e vessati. Giusto per riflettere, oggi sono circa 150 mila gli italiani che vivono e lavorano all’estero. Volete dirmi che questi nostri conterranei non sono stranieri agli occhi degli autoctoni? Scusate ma non ci credo.

Vi lascio con una riflessione del succitato Enzo Bianchi.

“(… omissis )Da sempre è la fame che si muove verso il pane, non viceversa, e non ci sono né muri né mari che capaci di fermare chi è talmente disperato da considerare un viaggio senza speranza preferibile alla certezza di una morte atroce nella propria terra. O pensiamo che se uno avesse un’aspettativa di sopravvivenza “a casa sua” metterebbe a repentaglio la vita in un’avventura bestiale? (…omissis) ”

*Elena Viola è Capogruppo in Consiglio Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese

Trallallero canti popolari e apericena@ereixe.com

 

DOMENICA 16 Ottobre dalle ore 18 le voci del Gruppo Spontaneo Trallalero in uno dei luoghi dove tanto si è cantato e si canta, Torrazza, nell’Agriturismo E Reixe, luogo bellissimo dall’atmosfera accogliente, situato in una posizione magica che guarda tutta la vallata. I canti a partire dalle ore 18 per prepararsi ad un apericena con sfiziosità varie e a seguire, focaccia con il formaggio e funghi porcini, vino bianco del nostro e per finire torta Zena fatta con la ricetta originale. Prezzo della serata: apericena e concerto 20 euro.

Pietro Salice propone un corso di fotografia digitale 

Pietro Salice,  fotografo di rara competenza, un artista con un considerevole background tecnico ed informatico,  propone un corso base di fotografia digitale.

Ecco come lo presenta sulla sua locandina

La sperimentazione nasce dall’esigenza di far diventare reale un’immagine irreale che altrimenti rimarrebbe tale, inconsistente e insignificante se non per chi la possiede.

Pietro Salice è nato a Genova, il 12 novembre 1960, vive e lavora a Genova. Consolida il percorso artistico diplomandosi presso il Liceo Artistico Paul Klee e dopo l’approdo all’Accademia Ligustica di Belle Arti, si laurea in Scenografia nel 2008. Mantiene attiva la passione della fotografia, iniziata nel 1975 come autodidatta, ha frequentato corsi specialistici con i fotografi, Fredrick Clarke, Alberto Terrile e Giorgio Bergami, continuando un costante percorso di ricerca e studio.

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A seguito di un corso dedicato alle classi prime della scuola media A. Negri di Manesseno e durante un dialogo con diversi genitori degli alunni partecipanti, è emerso l’interesse degli stessi ad approfondire l’argomento fotografia digitale, conoscenza ed approfondimento di uno strumento che ha soppiantato il classico sistema analogico, vedi fotocamere a rullino fotografico, con nuove tecnologie che vanno a pari passo con l’evoluzione tecnologico-informatica, da qui l’idea di organizzare una serie di incontri dove imparare, approfondire e/o migliorare le tecniche divinatore dell’arte fotografica. Nulla di particolarmente barboso o pesante, traumatico od impressionante, semplicemente un confronto ed un raffronto per affrontare con esempi semplici e dialoghi l’ABC della fotografia digitale. Questi incontri discostano dai classici, ed a mio parere poco dinamici, corsi di fotografia, per il fatto che si andrà ad affrontare tutte quelle che sono le difficoltà oggettive dell’approccio alla materia con minime nozioni di carattere informatico atte a superare le prime avversità, quali ad esempio, la lettura della memoria, lo scaricamento della stessa all’interno del PC o semplicemente il manuale utilizzo dell’oggetto fotocamera. Questo corso è un appello a non fingersi esperti solo perchè gira voce che ormai tutti possono fotografare. Certo, tutti possono fotografare ma imparare a farlo è un’altra cosa. Dedicato a chi ha da poco intrapreso il cammino di avvicinamento alla fotografia o già fotoamatore desidera approfondire le principali nozioni di base della tecnica fotografica e della comprensione del linguaggio fotografico.

Il Corso fotografico a Sant’Olcese è dedicato a chi, pur essendo dotato di grande passione, ha poche competenze tecniche ed esperienze in ambito fotografico. È composto da incontri di 1 ora circa ciascuno, che si tengono nella fascia oraria 20.00 -21.00. Ogni incontro ha una componente teorica, nella quale sarà illustrata la tecnica, e una componente pratica che si terrà in studio o in esterno. Il corso prevede un modulo dedicato alla storia della fotografia, per comprendere al meglio l’evoluzione del media e delle tecniche. Seguono moduli di stampo più tecnico su come regolare e usare la propria macchina fotografica. Il tutto è chiuso da una mostra esposizione dei migliori lavori di ogni singolo partecipante in luogo da destinarsi. Ogni corsista deve disporre di una macchina fotografica (compatta o reflex: va bene qualsiasi modello) e dovrà portarla con sé ad ogni lezione. Data di presentazione : Venerdì 14 ottobre h. 20 VIA GRAMSCI 11, 16010 Sant’Olcese Genova

Vi raccontiamo la Mappalonga, un importante evento che si è svolto sul nostro territorio 


Di Flavio Poggi*

Chi di noi non ha mai usato Google Maps o un qualsiasi navigatore satellitare? Questi servizi cartografici sono “proprietari”, cioè sono di proprietà di qualcuno che decide se, come e quando aggiornarli e distribuirli. Forse, invece, solo pochi sanno che, come per altri software, anche nel settore dei servizi cartografici si sta sviluppando il movimento e la cultura dell’”open source”, cioè dei prodotti liberi e gratuiti.In particolare OpenStreetMap è un progetto che punta a creare e rendere disponibili dati cartografici, liberi e gratuiti a chiunque ne abbia bisogno. Il progetto è stato lanciato perché la gran parte delle mappe normalmente si pensano libere, hanno, in realtà restrizioni legali o tecniche, impedendo quindi alle persone il loro uso per scopi produttivi, creativi.

La Mappalonga, evento organizzato nell’ambito del progetto strategico Open Maps, che fa parte della Strategia Digitale di Regione Liguria, si è svolto il 1° ottobre 2016 ed stato una mapping party itinerante lungo il percorso del trenino di Casella.

L’evento, finalizzato a promuovere la cultura della cartografia libera, consisteva in una manifestazione durante la quale i partecipanti hanno contribuito, in gruppo, alla mappatura condivisa di aree specifiche del territorio.

Come altri eventi abitualmente organizzati da OpenStreetMap, la Mappalonga era rivolta a chiunque avesse voglia di partecipare anche se a digiuno di nozioni di cartografia. Così utenti esperti e principianti hanno collaborato insieme con l’obiettivo di ottenere una conoscenza approfondita dell’area da mappare.

Ai partecipanti sono stati illustrati gli strumenti e le metodologie da utilizzare nel corso della sessione introduttiva, nella sala convegni di Bi. Bi. Service di via XX Settembre. In seguito, i partecipanti si sono mossi sul territorio e hanno mappato una zona a scelta nell’intorno di quattro stazioni ferroviarie: Torrazza, Sant’Olcese Chiesa, Campi (Casanova) e Casella Paese.
Durante il rilievo le squadre erano accompagnate da alcune associazioni locali: l’associazione Sanberfest, la Guardia Antincendi e la Confraternita di Casanova.

In occasione della Mappalonga, la Ferrovia di Casella ha autorizzato le riprese video del percorso del treno direttamente dalla cabina di guida. I video, realizzati sia all’andata sia al ritorno e saranno saranno caricati su Mapillary, servizio di foto geolocalizzate analogo a Google Street View. L’obiettivo del servizio è di rappresentare fotograficamente il mondo intero e non solamente le strade usando le foto in modalità crowdsourcing, ovvero con i contributi delle persone.

*Flavio Poggi è Consigliere Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese

RACCOLTA INDIFFERENZIATA

Di Giorgio Bruzzone*

No, non si tratta di un post che vi esorta a buttare tutto ciò che non vi è più utile o che scartate dal lavoro domestico e di cucina nello storico ma obsoleto “cassonetto VERDE”, è solo l’ invito che il fotografo LUIGI FOGLIATI mi ha dato per visitare la mostra fotografica che si tiene in questi giorni al Castello di Nervi nei pressi del porticciolo sulla famosa passeggiata Anita Garibaldi.
In questa suggestiva cornice tutti i giorni dalle 16.30 alle 20 Luigi è lieto di accompagnarvi nel percorso della piccola ma interessantissima mostra che vede come soggetto unico rifiuti abbabdonati agli angoli della strada, sopra le grate o sui tombini, nelle principali vie e piazze di Genova.In circa 4 anni di osservazione, scelta, scatto e solo giocando sulla saturazione cromatica, senza l’ausilio di programmi professionali di elaborazione fotografica, Luigi ha stampato in formato quadrato (una scelta evocativa per i nostalgici del medio formato) alcune delle centinaia di foto che ritraggono l’abbandono e l’indifferenza verso la propria città.
Il messaggio di questa mostra è sicuramente duplice: una denuncia al comportamento scorretto che noi cittadini spesso abbiamo nel non rispettare le elementari regole di vita sociale sull’abbandono di immondizia lungo le strade e le piazze delle nostre città, ma anche un’aspetto artistico che dimostra come anche dalla spazzatura abbandonata e dalla noncuranza dalle cattive abitudini si può estrarre qualcosa di positivo.
Personalmente ho ammirato la mostra con estremo interesse e il messaggio che ho colto e interpretato è sicuramente il primo: NON BUTTIAMO NULLA A TERRA O DAI FINETRINI DELLE AUTO MANTENIAMO PULITA LA NOSTRA CITTA’.

*Giorgio Bruzzone fa parte del coordinamento del Comitato Indipendente per Sant’Olcese.


STASERA GNOCCHI!

gnocchi_al_pesto

Siete pronti? Siete caldi? Avete osservato un ascetico digiuno da almeno una settimana?

Bene! Allora tutti abili e arruolati per sedere ai tavoli del circolo ANSPI e gustare i prelibati gnocchi al pesto o al sugo e prelibati manicaretti sapientemente cucinati dalle girls del circolo.

Non solo gnocchi però nelle serate ANSPI: questa sera è di scena il vecchio west con il “piatto del cowboy” e carne alla brace; sabato sera va in scena la grande tradizione ligure e la cima alla genovese sarà la regina della serata. Domenica il pomeriggio sarà dedicato a piccoli con teatro e baby dance, mente dalle 18.00 aperitivo e musica chiuderanno degnamente la kermesse gastronomica.  

Ogni sera poi una proposta musicale a tema vi terrà compagnia e vi farà ballare fino al mattino (o quasi…)

Forza dai, slacciate le cinture e  indossate scarpe comode. Vi aspettiamo numerosi!

Lo Staff