Uno studente di prima media scrive al Sindaco (in incognito)

Ho 12 anni, abito a S.Olcese e mi chiamo Orso ( perché? Pensavate che i Ferragnez detenessero il monopolio dei nomi sopra le righe…se così vogliamo chiamarli?)

Ho appena terminato la prima media, alla Ada Negri. Mi ci sono voluti circa 9 mesi per imparare a sopravvivere in questa jungla fatta di materie, professori e compagni con gli ormoni impazziti…

Alla fin fine siamo arrivati in fondo a questa prima media e per festeggiare il lavoro svolto dai compagni del Consiglio Comunale dei Ragazzi ci hanno portato a Villa Serra (che a me mi piace da matti, ci farei tutte le materie in Villa, ginnastica, scienze, storia e geografia … tutto quel verde sprecato e noi chiusi nelle aule …). Nell’auditorium ci ha salutato il Sindaco, Armando, che a me mi piace perché ti chiama per nome e lo puoi chiamare per nome. Le mie compagne sono tutte  pazze del Sindaco, credo che sia il primo nella lista dei fighi che gira a ricreazione. Io, modestamente,  sono in penultima posizione ma ho speranze per il futuro.  Tanto lui tra poco si sposa…

Ecco, dicevo, il Sindaco ci ha salutato, ci ha fatto sedere e poi ha parlato e alla fine ha pronunciato le parole che mi sono sembrate pesanti come pietre: NUOVO EDIFICIO SCOLASTICO!

E’ vero che ha precisato che noi non la frequenteremo mai e che forse i nostri figli lo faranno … però metti che tira fuori dal cilindro un superpotere e …zac! Ti costruisce una nuova scuola?!? Io non ce la posso fare!

Perché fare una nuova scuola quando puoi avere questa? Certo, la mia scuola oggi è dentro ad un condominio, a vederla da fuori è decisamente bruttina… però dai, quando la signora del piano di sopra prepara il tocco di funghi a me mi viene una fame…mi ricorda il tocco della nonna Cesira e tutto mi sembra più bello. Mi dispiace solo per i compagni che mangiano a scuola, a loro ci vorrebbe il ricostituente della Cesira per affrontare il pranzo in quella stanza… triste… grigia…sembra la prua di un Titanic arenato nel Secca.

Nella mia scuola abbiamo un sacco di luce, perché fare una scuola in un posto magari più luvego…  ? Nelle nostre aule quasi tutte le tapparelle non funzionano. Meglio, vuoi mettere che risparmio? Noi facciamo educazione al risparmio energetico. Ed è per questo che le luci di emergenza nei corridoi funzionano a scartamento ridotto e il bagno dei docenti è buio. Anzi, i Prof dimostrano di essere particolarmente atletici facendola al buio, io non sempre ci riesco e al mattino quando la mamma se ne accorge son pattoni.

All’incontro tutti a parlare di scuola tecnologica… ma anche noi abbiamo la lim, nell’aula polivalente. Certo, la tapparella rotta ci costringe a peripezie da gatto Silvestro ma è un dettaglio, come la maniglia che manca dalle porte dei bagni dei disabili o il fatto che almeno un bagno degli studenti su 4 ad ogni piano sia fuori uso, ci sia una crepa nel soffitto della sala Professori o il fatto che infiltrazioni d’acqua costringano intere classi a spostarsi da un’aula all’altra… non siete mai contenti: qui si insegna religione e storia assieme, Mosè che guida il popolo eletto fuori dall’Egitto attraverso il Mar Rosso – che io lo conosco bene dato che almeno una volta al mese il nonno Berto mi costringe a 3 ore di cinema precambriano. Tutta cultura che ti verrà bene, poi. Ora ho capito a cosa si riferiva.

Certo, Nonno Berto dice anche che si deve fare attività fisica, che la carne che cresce a mescia e quindi un bel giardino dove sfogarsi un po’ ci vorrebbe. Ma io gli dico sempre: ma dai, abbiamo fatto l’asilo in Arvigo, le elementari a Manesseno e vuoi che siamo abituati al giardino?!? Ma manco alla palestra se è per quello!

Lui scuote la testa e torna a guardare Ben Hur. Del resto lui non la capisce l’edilizia scolastica moderna.

Ciao da Orso M. Tullo.

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L’insostenibile inconferibilità della rumenta

Di Flavio Poggi*

Venerdì pomeriggio. Visto che ho un paio d’ore decido di fare un po’ di pulizia attorno a casa e sgomberare i vari oggetti che ho accumulato nei pressi del garage. Carico tutto sul furgone: qualche vecchia latta di pittura, un sacchetto di lampadine a led o basso consumo fulminate, due sedie da giardino rotte, una batteria da auto esausta e un cingolo in gomma della motocarriola strappato, e via verso l’isola ecologica di Pontedecimo.

Giunto al centro di raccolta dei rifiuti, mi presento alla “reception” dove dichiaro la tipologia degli oggetti da smaltire. Quando riferisco del cingolo la responsabile dell’AMIU solleva lo sguardo e mi dice, categorica: “Ah! Il cingolo non lo possiamo prendere.”. Una signora, dietro di me, sghignazza ironicamente mentre io rimango impietrito. Con gli occhi sgranati e, quasi ridendo per l’assurdità della situazione, le rispondo: “E allora dove dovrei portarlo?”. E lei, seraficamente: “Ah, non lo so! Però noi non possiamo prenderlo. Ci hanno dato disposizioni di non prendere quella roba, né gli pneumatici e neanche tutti i materiali elencati su quel foglio.”

Alzo gli occhi e su un foglio scritto col pennarello leggo: “Non si raccolgono: pneumatici, guaine impermeabilizzanti e carta catramata, onduline, lana di vetro e di roccia, estintori e bombole del gas….”. Sicuramente mi dimentico qualche altro materiale….

A quel punto, sconsolato, scarico gli altri materiali e, col cingolo strappato nel cassone, ritorno mestamente a casa. Farò ancora un tentativo e lo porterò da un gommista, nella speranza che, magari, dietro il pagamento della tassa di smaltimento, lo accetti, come accetta gli pneumatici…se non fosse così sarò costretto a gettarlo in un cassonetto dell’indifferenziato, oppure a tenermelo ad imperitura memoria…o a depositarlo nella rotatoria all’inizio di via Sardorella, ai piedi del dinosauro di gomma, che magari se lo mangia lui…

Trovo veramente assurdo e sbalorditivo che ci siano dei materiali che, se conferiti da privati, non vengano raccolti neppure alle isole ecologiche. E’ uno stupido incentivo all’abbandono incontrollato dei rifiuti ed all’irresponsabilità di cittadini già di per sé fin troppo poco dotati di senso civico, come dimostra ampiamente lo stato di degrado in cui versano la nostra città e le campagne retrostanti. Trovo ancora più agghiacciante che i responsabili dell’isola ecologica non diano, per lo meno, indicazione su come smaltire i rifiuti che si ritrovano sul groppone ai tapini malcapitati costretti, loro malgrado, a riportarsi a casa le loro masserizie che, magari, hanno raccattato in qualche terreno o in una vecchia baracca nell’atto di ripulirlo e renderlo nuovamente decoroso non solo per sé, ma anche per tutta la collettività.

*Flavio Poggi, geologo, è Consigliere Comunale per il Comitato.

Corsi di Judo, ginnastica e autodifesa femminile al palazzetto dello sport


Vorremo segnalare a tutte le lettrici di Sant’Olcese il corso di autodifesa. È l’occasione buona per tenersi in forma e apprendere qualche tecnica in grado scoraggiare i malintenzionati.

Per ingrandire la locandina cliccateci su.

Topi nei bidoni della spazzatura tra Manesseno e Arvigo


I roditori  hanno colonizzato l’area di conferimento tra Manesseno ed Arvigo, fate attenzione quando aprite i bidoni per depositare i rifiuti. È auspicabile che gli organi preposti procedano celermente alla bonifica e prendano gli opportuni provvedimenti nei confronti di AMIU.

Claudio Di Tursi

ATTENZIONE: A FEGINO, TRASTA, BORZOLI E CORONATA ESCE ACQUA MARRONE DAI RUBINETTI


Circa un’ora fa è stata segnalata la fuoriuscita di acqua sporca dai rubinetti di Fegino, Trasta, Borzoli e Coronata. 

IREN è stata avvisata e si sarebbe raccomandata di non bere l’acqua. Appena saremo in possesso di ulteriori notizie ve le comunicheremo. Se volete fare  segnalazioni inerenti altre zone usate i commenti al post su questo blog o su Facebook.

Condividete questo post e restate sintonizzati.

Claudio Di Tursi.

Vieni a morire in Valpocevera 


In Valpolcevera la mortalità è più alta che in altre zone della Liguria, è un dato di fatto certificato. La popolazione è costretta a vivere in mezzo ad inquinanti di ogni tipo prodotti dalle tante servitù che con gli anni si sono insediate in questa povera valle. Si vive in mezzo ai depositi di petrolio con le case sotto i ponti delle autostrade e l’incubo che se ne costruiscano di nuove. Si vive, anzi si muore, respirando l’amianto tirato fuori dalle gallerie del Terzo Valico.

La Valpolcevera è il posto in cui si manifesta più che altrove la dicotomia tra salute e lavoro tipica dei paesi sottosviluppati perché si è vittime di un’imprenditoria incapace di cogliere la sfida del cambiamento epocale che sta facendo crescere l’occupazione e l’economia in altri paesi: il passaggio dal petrolio alle energie rinnovabili. Sono complici di questa inerzia letale i politici a livello centrale e locale sistematicamente piegati ai voleri di intrallazzatori, banchieri e faccendieri, abituati a fare affari sulla pelle dei cittadini senza rischiare capitali nella conversione delle attività produttive.

Amministratori di cui abbiamo potuto cogliere l’impreparazione proprio in questi giorni, occupati a rilasciare dichiarazioni rassicuranti sui pericoli per la salute mentre a Fegino i cittadini si sentivano male per le esalazioni fortissime prodotte dal greggio. Cittadini che avrebbero dovuto essere tempestivamente evacuati dalle loro abitazioni fino al ripristino delle condizioni minime di sicurezza, a cui invece è stato detto di respirare il meno possibile.

Se avesse piovuto qualche ora in più sabato, se ci fossimo trovati di fronte ad una perturbazione di quelle a cui siamo tristemente abituati in Liguria, il danno a livello ambientale sarebbe stato immane; altro che affermare, come ha fatto il Presidente della Regione,  che il pericolo è scampato perché le correnti non portano il greggio verso le spiagge ma verso la Francia.

Claudio Di Tursi

Genova, torrente Polcevera - perdita di petrolio nel torrente

Genova, torrente Polcevera – perdita di petrolio nel torrente

L’aria salubre di Fegino 

  Ieri, il giorno dopo il disastro ambientale causato dallo sversamento di circa 600.000 litri di petrolio greggio prima nel Rio Pianego, poi nel Rio Fegino e, successivamente, nel Polcevera, il Presidente della Regione Toti, confortato dal l’assessore Giampedrone, dall’Assesore Comunale alla protezione civile Crivello e dai tecnici dell’ARPAL, si è affrettato a dire ai giornali, alle TV locali e nazionali che non c’è pericolo per la salute degli abitanti di Fegino.

A sentire molti di loro, però,  le cose non starebbero proprio in questi termini, visto che accusano difficoltà respiratorie e fastidio per il cattivo odore.

Facendo ricerche in rete ci siamo imbattuti in un documento sulla sicurezza  destinato ai lavoratori dell’Eni che vi linkiamo per dovere di cronaca. Nel documento si parla anche dei malori dovuti all’inalazione e si classifica la sostanza “petrolio greggio ” come “cancerogeno di categoria 1B (classificazione CEE). “Tale caratteristica , si legge nel documento,  associata all’elevata volatilità del prodotto rende necessaria la predisposizione di adeguate misure preventive e protettive che limitino l’esposizione ai vapori.

Ecco il link al documento prelevato dal sito dell’ENI:

https://lapelledellorso.files.wordpress.com/2016/04/petrolio_grezzo_v3_it.pdf

Ecco il link originale:

https://www.americanagip.com/it_IT/attachments/azienda/attivita-strategie/exploration-production/regolamento-reach/Petrolio_Grezzo_V3_IT.pdf
Claudio Di Tursi