Sant’Olcese: in arrivo fondi per i danni causati dal dissesto idrogeologico 


ANSA:

 Le aziende edili liguri e la manodopera locale saranno favorite nella gare d’appalto da circa 50 milioni di euro previsti per i prossimi due anni in Liguria contro il dissesto idrogeologico. E’ il risultato dell’intesa firmata stamani a Genova dall’assessore regionale alla Difesa del suolo Giacomo Giampedrone con sindacati, associazioni di categoria e ordini professionali. Ammontano a 25 milioni di euro di fondi Por Fesr e 22 milioni del Fondo di solidarietà per l’alluvione 2014 gli investimenti pronti a partire nei prossimi mesi per la messa in sicurezza del territorio. Risorse destinate a lavori da compiere nei Comuni di Montoggio, Sant’Olcese, Noli, Ortonovo, Rapallo e La Spezia. I sindacati stimano che potrebbero portare oltre un centinaio di assunzioni. “Attraverso l’accordo – ha detto Giampedrone – la Regione Liguria si impegna a fare in modo che i Comuni beneficiari dei contributi osservino le linee guida individuate per l’aggiudicazione dei bandi valorizzando gli elementi qualitativi”.

Sicurezza idrogeologica: la Regione stanzia fondi per Sant’Olcese


Di Flavio Poggi*

Ottime notizie dalla Regione!Con la delibera di programmazione dei fondi europei di sviluppo regionale (POR-FESR), passata proprio nell’ultima Giunta del 2016, che ripartisce quasi 4 milioni di euro di risorse per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico sul territorio regionale, viene finanziato anche l’intervento di sistemazione idrogeologica idraulica e agraria dei Rii Bevegni e Fontanasse, per un importo complessivo di 560.000,00 € di cui 392.000,00 di contributo europeo!

Si tratta di un importante intervento di sistemazione delle regimazioni idrauliche delle aree di Vivagna e Bevegni in aree che da decenni soffrono di rilevanti problematiche di dissesto, le cui ripercussioni determinano problemi anche più a valle, su tutta la vasta area in frana che da questa zona si estende fino al fondovalle di Pian del Mulino.

La richiesta presentata dal nostro Comune sul bando per la programmazione dei fondi POR-FESR è risultata fra le 5 selezionate su tutto il territorio regionale a fronte delle 46 domande pervenute. Un successo davvero insperato e di cui rallegrarsi, a dimostrazione che se si provano ad affrontare seriamente le problematiche che sono presenti sul nostro territorio si riescono anche ad ottenere le risorse per cercare di sistemarle.

Un successo non privo di qualche complicazione e avvertenza: il 30% di cofinanziamento richiesto, per un importo di 168.000,00 €, rappresenterà certamente una notevole sfida nella quadratura dei bilanci dei prossimi due anni. I lavori, inoltre, dovranno inderogabilmente essere conclusi e collaudati entro il Dicembre 2018, e, con le tempistiche richieste dalle procedure di gara ed appalto sia per la progettazione sia per la realizzazione dei lavori, l’obbiettivo non è per nulla scontato. Tuttavia, dopo il grande risultato conseguito con la realizzazione dei marciapiedi a Manesseno, conclusi davvero a tempo di record, siamo fiduciosi che si riesca a centrare questo altro importante risultato per il nostro territorio.

Con l’avvio dei lavori anche per la sistemazione dei rivi Gazu e Ciubeca, che scendono da S. Olcese Chiesa e Vicomorasso a Piccarello, a loro volta finanziati dalla Regione con 350.000,00 e 300.000,00 € rispettivamente, il 2017 si presenta come un anno importante per la difesa del territorio dell’alta valle dal rischio alluvionale!

*Flavio Poggi è consigliere Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese.

 

LA BUFALA DEI FONDI ALLUVIONE!

 Doverose precisasazioni sulla notizia degli 1,4 milioni stanziati dalla Regione per le alluvioni:
La notizia diffusa ieri sera dagli organi di stampa – e che anche noi de lapelledellorso avevamo ripreso – circa le risorse stanziate dalla Regione per il ripristino di danni alluvionali, dei quali beneficia anche il nostro Comune, ci aveva fatto sicuramente piacere, ma anche colto un pochino di sorpresa. I recenti fenomeni alluvionali, infatti, hanno colpito territori diversi rispetto a quelli citati nell’elenco riportato dalla stampa. Approfondendo, quindi, le fonti, si è svelato l’arcano: il famoso 1,4 milioni di euro è parte di un “vecchio” fondo di circa 5 milioni di euro di risorse erogate da un’ordinanza di Protezione Civile nazionale per i danni alluvionali dei fenomeni del Novembre 2012, ripartito ed assegnato nell’Agosto 2013. La programmazione di queste risorse aveva compreso anche un intervento nel nostro Comune: quello del Rio dei Berti, finanziato con un importo complessivo di circa 300.000 €, 240.000 dei quali di provenienza “regionale”.

Nulla di nuovo, quindi, purtroppo. Probabilmente solo un semplice equivoco legato ad una frettolosa comunicazione agli organi di stampa di un atto prettamente tecnico che dettaglia con maggiore precisione finanziamenti già assegnati più di due anni fa. Ma, si sa, in un periodo di vacche magre e di alluvioni ricorrenti come questo, la politica è sempre ansiosa di dimostrare la propria sensibilità alla tematica distribuendo risorse al territorio…in questo caso, purtroppo, si tratta solo di una minestra riscaldata. Speriamo, a questo punto, che l’intervento in questione, dopo ben due lunghi anni di gestazione, venga finalmente concretamente avviato.

Coordinamento Comitato Indipendente per Sant’Olcese

L’alluvione nelle menti

MALTEMPO: GENOVA DESERTA, SCATTA DIVIETO CIRCOLAZIONEFra meno di dodici ore sulla nostra regione splenderà il sole ed avrà sulla memoria dei suoi abitanti lo stesso effetto che aveva sulla pellicola delle macchine fotografiche che si usavano ancora una ventina di anni fa, quando per sbaglio ne aprivamo il dorso senza avere riavvolto il rullino: la cancellazione totale.
Il lavoro dei volontari, della protezione civile, dei famosi angeli del fango, l’operosità proverbiale degli abitanti di questa terra bellissima e fragile e la magia dei lavori affidati “in somma urgenza”, cancelleranno in breve  le tracce del disastro di questi giorni  perfezionando il processo di rimozione e le nostre menti saranno nuovamente pronte a ricevere il verbo dei politici.

Questi, dopo una prima fase in cui si si stracceranno le vesti invocando lo stato di calamita ed i relativi finanziamenti statali, ritorneranno a dire che la nostra regione è isolata, che bisogna fare quelle grandi opere di collegamento – principalmente Gronda e Terzo Valico – che hanno promesso alle lobby dei cementificatori tra una partita a carte e qualche bicchiere di quello buono, nei circoli esclusivi dai quali si governano veramente la città e la regione.

Sono loro la vera calamità. Per perseguire lo scopo che si sono prefissati non guardano in faccia a nessuno. Con la devastazione ancora in atto, il cittadino di Serra Riccò ancora disperso e la conta dei danni ancora da fare, Burlando ha già iniziato a spiattellare la solita tiritera. Sul Decimonono di oggi  si possono  leggere le risposte del Governatore al giornalista che lo invitava a pronunciarsi circa l’opportunità di mettere in atto stravolgimenti così pesanti del nostro delicatissimo territorio “questa è una regione piccola che rischia di essere ancora più isolata” avrebbe affermato, perfettamente allineato con colei che lui stesso ha indicato come candidata ideale a succedergli alla guida della regione: la twittante Raffaella Paita che cerca di rifarsi un’immagine spendibile alle primarie dopo lo scandalo della mancata allerta del 9 ottobre.

E mentre persino dall’interno del PD iniziano a levarsi le prime voci critiche  circa le assurde priorità dei nostri politici regionali e sulla loro gestione del territorio, con Ermete Realacci che afferma “il dissesto impone un cambio di priorità, in Liguria è più importante la manutenzione del territorio che la Gronda ed il terzo valico”, ed il premier Renzi che parla di piani urbanistici a crescita zero, la classe politica ligure in maniera scandalosamente bipartisan spinge con forza queste opere devastanti senza preoccuparsi di mettere in cantiere  un piano pesante di risistemazione del territorio, di regimentazione delle acque, di sistemazione di rivi, di abbattimento di manufatti abusivi che costituiscono intralcio allo scorrere dei torrenti.
D’altronde è bene che rimanga tutto così, l’emergenza perenne e sistematica porta denaro a fiumi ben canalizzati, questi sì, nelle tasche giuste.

Nel leggere queste cose proverete un certo fastidio, molti anche qualcosa di più, dolore forse. Non preoccupatevi: domani il sole, come al solito, vi farà dimenticare tutto.

Claudio Di Tursi

Alluvione del 15 novembre: la situazione

Cerchiamo di fare il punto della situazione dei danni lasciati dall’alluvione appena trascorsa.
– Situazione di forte dissesto a carico delle sponde del rio Pinasco a monte dell’abitato omonimo fino all’altezza di Bevegni.
-Importanti frane per erosione spondale con evidenze di arretramento, determinano il rischio di invadere il rivo che confluisce nel Sardorella poco a monte di Piccarello.
– Un’abitazione isolata in località Liggia. Due colate detritiche a valle di Arvigo superiore con rischio di ulteriori collassi determinano la chiusura della strada di Isola.
– Ad Assalino è franato un altro pezzo di strada. Ricordiamo che la comunale era comunque ancora interrotta dall’alluvione del 9 ottobre.

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– Una frana alla testata di un rivo fra Bevegni e Vivagna, probabilmente causata da carente regimazione delle acque superficiali. risulta essersi aggravata.

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– A Manesseno, nella zona di Villa Serra, alcuni fondi delle Case Popolari e della Scuola Media Ada Negri si sono allagati. Già nella serata di ieri La Guardia Antincendi li aveva liberati.

– La provinciale sopra Vivagna, dopo anni di crepe sempre più numerose è crollata del tutto.

 

 

 

SCUOLA: A CAUSA DELL’ALLUVIONE FINIRÀ TRE GIORNI PIÙ TARDI

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dal sito ligurianotizie.it

ALLUVIONE E SCUOLA. POSTICIPATO DALLA REGIONE LIGURIA IL TERMINE LEZIONI DAL 9 AL 13 GIUGNO

GENOVA 12 NOV. Domani (oggi n.d.r.), giovedi 13 novembre, riaprono dopo tre giorni di “out of service” le scuole chiuse in molte parti della Liguria (tranne comunque nel chiavarese) soggette all’Allerta 2, scaduto oggi alle 15 . E i giorni di lezione persi? La chiusura dell’Anno Scolastico per gli studenti delle zone colpite dalle recenti alluvioni slitta di tre giorni. Passerà dal 9 al 13 giugno.

Nella delibera di Giunta presentata ieri sera dall’Assessore all’Istruzione Pippo Rossetti sono state delineate le linee guida che i Presidi potranno applicare per evitare eventualmente tale chiusura posticipata dell’Anno Scolastico.

La prima riguarda la possibilità di utilizzare alcuni giorni delle vacanze pasquali, la seconda l’eliminazione di qualche ponte tra quelli stabiliti in autonomia dai Collegi Docenti dei singoli Istituti.

Le scuole che applicano la “settimana corta”, senza la frequenza del sabato, potranno disporre lezioni appunto nelle giornate di sabato.

Questi provvedimenti sono stati decisi per arrivare ai 200 giorni di lezione e recuperare le ore perse durante le alluvioni che hanno colpito in intensità diversa e cronologicamente frammentata dall’imperiese, a Savona e provincia, da Genova e provincia, allo spezzino.

Il limite massimo per restare sui banchi di scuola non potrà superare il 15 giugno, data degli esami di Stato di terza media.

Marcello Di Meglio

Intervista a Primocanale: Armando Sanna prende le distanze dalla speculazione edilizia del passato


Lavorare su quello che ci unisce e ragionare su quello che ci divide: questo è lo spirito con cui oggi vi proponiamo questo documento audio.

E’ la registrazione integrale dell’intervista rilasciata a Primocanale dal nostro Sindaco Armando Sanna. La parte finale, che nel video pubblicato dall’emittente non viene trasmessa, è per noi molto importante perché segna la distanza tra la nuova amministrazione e le miopi scelte compiute delle giunte precedenti  in materia urbanistica.

Speriamo che tali importanti dichiarazioni di intenti trovino al più presto attuazione nella redazione di un nuovo Piano Urbanistico Comunale che liberi il nostro paese dal cancro della speculazione edilizia.

Claudio Di Tursi