ULTIMA CHIAMATA PER IL TORNEO CALCISTICO PIÙ SGANGHERATO DELLE TERRE EMERSE!

Fate in fretta! Iscrivetevi e fate iscrivere i vostri amici al Torneo Durante Ettore. Al di là del tono serioso della locandina il divertimento è assicurato! 

Durante il servo sarà potrete mangiare panini con salame o la salsiccia e Se siete golosi vi aspettano ottimi krapfen!

Nous sommes italiens

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di Elena Viola
Enormi spiegamenti di forze dell’ordine a Roma e Parigi in questa domenica di gennaio insolitamente calda e non solo dal punto di vista meteorologico.
A Parigi si sta svolgendo una grossa manifestazione pacifica di condanna degli atti terroristici che hanno insanguinato la Francia e per difendere una delle libertà fondamentali per ogni democrazia: la libertà dì opinione.
Nella capitale italiana, invece, si gioca il derby Roma e Lazio. Roma è una città blindata con strade da bonificare da spranghe, petardi e armi da taglio. Intere vie sono interdette al traffico per evitare che le tifoserie entrino in contatto tra loro e con i residenti. Viene da fare un paragone grossolano ma immediato tra fondamentalisti in nome di un Dio e questi facinorosi in nome di una casacca colorata; paura, omertà, ipocrisia e violenza li abbiamo in casa nostra e lo sappiamo; ma facciamo finta di nulla, ci giriamo dall’altra parte in nome di una logica di poteri e soldi che prima o poi porterà all’implosione di un intero sistema sociale ed economico.
*Elena Viola è Capogruppo del Comitato Indipendente per Sant’Olcese

Calcio a Sant’Olcese: la sconfitta del Comitato

Pallone_Sgonfiodi Danilo Pestarino con lunga e polemica prefazione di Claudio Di Tursi

Qualche tempo fa scrissi un articolo dal titolo “Abbiamo riservato un posto per una buona notizia”: era il 19 aprile 2013. La buona notizia che avremmo voluto darvi era che sì, che ce l’avevamo fatta, che avremmo riportato il calcio a Sant’Olcese. Sarebbe stato un calcio diverso, un calcio pulito, cristallino. Un ritorno alle origini, ad un calcio orientato ai bisogni dei ragazzi, non a quelli degli sponsor o di certi genitori affetti da megalomania. Sarebbe stato un calcio senza compromessi, mai avremmo unito il nome di San’Olcese a quello di un’altra squadra: non è giusto, non si fa l’uovo più grosso del culo. Giochi con chi puoi giocare con i calciatori che hai, ti iscrivi ai campionati a cui ti puoi iscrivere con i soldi che hai. Tieni le rette basse e non vai a cercare i fenomeni dalle altre squadre pagandoli a peso d’oro. Volevamo creare un attaccamento verso la maglia figlio della consapevolezza che se è vero che non si può vincere sempre è anche vero che si può perdere con dignità, la fierezza e l’onore di avercela messa tutta, di non avere barato, di essere stati leali in campo perché lo si è anche nella vita.

Ed è proprio con lealtà ed onestà che ci siamo rivolti agli Amici del Rugby che avevano ottenuto il contratto per l’affitto del campo. Loro dovranno versare al Sostentamento Clero cifre importanti per l’affitto come importanti saranno le cifre da sborsare per la gestione del campo, e, naturalmente, hanno fatto di tutto per ospitarci così da condividere questi oneri. Ma dopo una serie di trattative non siamo riusciti a metterci d’accordo e non è stata colpa di nessuno: semplicemente, almeno per quest’anno, non ci sono le condizioni. È anche vero che non abbiamo sentito da parte della gente tutta questa vicinanza al progetto: i genitori avevano premura di trovare per i piccoli fenomeni un approdo sicuro per la prossima stagione a costo di passare più tempo in macchina che sul campo da gioco, d’altronde quando si gestisce un campione sono prezzi che bisogna pagare. E così abbiamo dovuto rinunciare. Vi lascio alle parole di chi,più di chiunque altro, Ci aveva messo il cuore su: Danilo Pestarino

 

Ci ho provato, ci abbiamo provato è più giusto dire, con tutte le nostre forze ma non ci siamo riusciti. Il prossimo anno il calco a Sant’Olcese non ci sarà. Molti saranno contenti, altri diranno “te l’avevo detto che non c’era niente da fare”, altri ancora staranno appollaiati a gufare contro il rugby nella speranza che fallisca il progetto insediandosi al suo posto.
Personalmente ho tanta tristezza e mi verrà un colpo al cuore vedere il campo triste e spoglio e soprattutto senza i bimbi (i miei bimbi). Per questo motivo starò distante da Sant’Olcese per un po’.
Non mi sento di augurare al rugby di fallire, anche se su molti argomenti siamo su altre lunghezze d’onda e non siamo riusciti a trovare un accordo, anche perché sempre di sport si tratta e di bambini o ragazzi che lo praticano.
Le considerazioni sulle colpe sono già state ampliamente dibattute e francamente mi interessano poco, resta solo l’amarezza. – Danilo Pestarino

Dopo cinquant’anni il calcio lascia il campo di Sant’Olcese

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Naufragati miseramente i tentativi di comporre la questione campo a causa della rigidità dei due contendenti, il Campomorone-Sant’Olcese lascia l’impianto di Sant’Olcese per andare ad allenarsi e Giocare a Bolzaneto, soluzione senz’altro più comoda soprattutto per chi proviene da Campomorone.

Il Calcio che vorrei e che non esiste più

La leva calcistica della classe ’68

Francesco De Gregori, Titanic (1982)

Sole sul tetto dei palazzi in costruzione,
sole che batte sul campo di pallone e terra
e polvere che tira vento e poi magari piove.
Nino cammina che sembra un uomo,
con le scarpette di gomma dura,
dodici anni e il cuore pieno di paura.
Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia.
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori
che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro a un bar,
e sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai.
Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.
Nino capì fin dal primo momento,
l’allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell’area, tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare.
Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia.
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.

Disputa Calcio – Rubgy sul campo di Sant’Olcese: il comunicato ufficiale del Campomorone-Sant’Olcese

usd sant'olcesePubblichiamo integralmente un lunghissimo Comunicato di Alessio Vernazza, Direttore Generale della  U.S.D. Campomorone S.Olcese. Lo pubblichiamo volentieri anche se contiene critiche nei confronti di due nostri Consiglieri, Giorgio Bruzzone e Maria Grazia Lanzavecchia. Non ci dispiacciono le critiche, signor Vernazza, quello che non ci piace e che lei si permetta di fare considerazioni su chi debba o meno scrivere sul nostro blog: nessuno quando scrive sul nostro blog è, come dice lei, “sul blog sbagliato”. Noi accettiamo il contributo di tutti perchè riteniamo che solo attraverso il confronto si possa venire a capo di questioni come queste. E siamo sicuri che, nonostante il suo sia il post più lungo dei 393 fino ad ora pubblicati, su questa singolare vicenda ci saranno ancora molte cose da dire.

Claudio Di Tursi.

Ecco il comunicato ufficiale dell’U.S.D. Campomorone S.Olcese

In un primo momento non volevo intervenire, per tante e svariate ragioni, la prima delle quali è che, seppur abbastanza giovane, ho capito in pochi anni che a cercare di farsi in quattro per il sociale spesso ci si rimette esponendosi a facili critiche e “sparlate” gratuite, a cui solitamente si espone chi fa,  e che spesso giungono da chi si rifugia dietro a comode tastiere di computer, sparando sentenze qua e là in preda a deliri di onniscienza o bramosie di ergersi a giudici universali, guardandosi però bene dall’approfondire le vicende con i diretti interessati o dal chiedere versioni ufficiali (affermo ciò coscientemente in quanto quasi nessuno dei partecipanti alla discussione sul blog ci ha mai posto domande precise in tal senso, quindi suppongo che al massimo abbia ascoltato versioni riportate, di seconda, terza, quarta o addirittura quinta mano o abbia addirittura ascoltato solo la versione di una campana, il che mi pare fazioso e limitante, soprattutto in tale vicenda); in aggiunta a ciò non nego che la vicenda mi stia dando parecchia “nausea” e stress fin dal suo sorgere (circa 4 anni fa)…Poi però ha prevalso la volontà di tutelare una delle Società calcistiche più serie del panorama dilettantistico (a detta non mio o di chi altro vi opera ma degli esterni che ci conoscono) e con essa tutte le persone che ne fanno parte che invece che ricevere riscontri positivi e ringraziamenti per ciò che fanno a titolo di volontariato nel ns. Comune devono viceversa leggere tali bestialità infondate e tali accuse mosse da chi magari fino al giorno prima manco sapeva che a S.Olcese vi fosse un campo o che lo sapeva ma non vi ha mai messo piede o che non ha mai provato a liberarsi una domenica pomeriggio per venire a tifare la prima squadra del proprio comune o una sua leva giovanile…

Dopo questo sfogo iniziale,  figlio di una profonda delusione e stupore per quanto letto in alcuni commenti, vengo all’esposizione dei fatti nudi e crudi che le circa 15 persone presenti alla riunione di Venerdì 5 Aprile hanno già ascoltato in tale occasione (a tal proposito mi stupisco che Giorgio B., proprio uno dei presenti, dica di non sapere bene come sia vestita la vicenda…), mentre leggo con sommo piacere quanto scritto in maniera onestissima e rispecchiante la realtà dei fatti dalla Sig.ra Altobelli che non conoscevo prima di tale riunione e che ha partecipato con estrema discrezione ed educazione a tale incontro.

Veniamo ai fatti, quelli VERI e REALI testimoniati da date, documenti e circostanze:

Breve cronistoria campo:

Il campo sportivo di S.Olcese “Don Oxilia” è stato costruito su un terreno parrocchiale, circa 50 anni fa, dagli abitanti del Paese, in parte sovvenzionati da un uomo del posto che fece fortuna, in parte grazie ad autotassazione degli abitanti più facoltosi dell’epoca ed alle donazioni di Don Rossi (cui non a caso abbiamo intitolato il ns. importante torneo giovanile estivo, giunto alla 23 esima edizione).  Tale campo fin dalle origini fu dato in gestione alla Società calcistica del paese (U.S. Sant’Olcese) e, dalle sue varie dirigenze, fu gestito al meglio prima in terra battuta, poi in erba vera, poi di nuovo in terra, per arrivare all’attuale sintetico.

Però, purtroppo, alla morte di Don Rossi, il subentrante Parroco di S.Olcese, pentendosene successivamente, donò il 75% di tale struttura ad un ente economico laico che cura gli interessi del Clero e le sue proprietà, denominato I.D.S.C. (Istituto Diocesano Sostentamento Clero con sede a Genova, in via Serra). Tale Istituto, come canone di affitto, dapprima chiese cifre molto basse, poiché si rendeva conto di non aver investito un centesimo in tale struttura, ricevuta magicamente in dono, e poiché era consapevole che il campo in terra battuta non era di certo una prelibatezza.    Negli anni dell’avvento dei terreni sintetici (2005 circa) la Proprietà  IDSC e la Società  S.Olcese iniziarono a ragionare insieme sulla possibilità di realizzare il campo in erba sintetica, ipotesi divenuta poi concreta con decisione di spartire le spese per la realizzazione, di metà se ne fece carico la Proprietà IDSC e dell’altra metà se ne fece carico la Società che ricevette per meriti fondi appositi di Fondazione Carige, Regione e Provincia.

Questo importante investimento però fu l’inizio della fine,   l’IDSC iniziò a pretendere dalla Società un canone di affitto sempre più ingente (per rientrare velocemente dell’investimento) con un contratto altamente pretestuoso (per non dire altro) che chiedeva un canone di affitto ad aumentare: primo anno € 12.000, secondo € 18.000, terzo € 24.000, quarto e successivi 5 a € 36.000…questo oltre alle spese di utenze, custodi, e manutenzione interamente a carico della Società (ed essendo la struttura vetusta necessita di molti interventi). Inoltre il contratto recitava che la struttura versava in perfetto stato di conservazione e così andava restituita, peccato che tale struttura sia una struttura simil-fatiscente, con impianti vecchi, tetto bucato, problemi alla rete idrica, di riscaldamento, fognaria, elettrica, e posizionata su un’area dissestata a livello idrogeologico, in zona rossa franosa e con il terreno intorno al campo sempre più franato verso valle…

Da questo momento iniziò tra la Società S.Olcese e l’IDSC proprietario una trattativa con annessa contesa epistolare per cercare di non firmare tale contratto altamente iniquo, bensì uno più ragionevole, non a caso durante tale contesa la ns. Società continuava a versare un canone di € 12.000 annui per non esser accusata di essere in difetto ed affermando di esser disposta a pagare di più ma non di certo i 36.000 € richiesti.

Ingresso in scena degli Amatori Rugby Genova:

Proprio in questi anni ci chiedeva, attraverso una “buona parola” di un ns. amico e politico locale, di poter venire ad affittare l’impianto per alcuni spazi una piccola società di rugby, sfrattata malamente da altri impianti calcistici tipo Serra Riccò perché tacciata di rovinare il manto erboso e di creare disagi, l’Amatori Rugby Genova. Tale compagine, in virtù della buona parola ricevuta, veniva da noi accolta a braccia aperte, con trattamento economico di favore ed altri benefit di accoglienza e cortesia.   Per alcuni anni non ci furono problemi, anzi l’Amatori Rugby, grazie anche alle poche spese che doveva sostenere per restare in affitto da noi cresceva nei numeri ed avendo di anno in anno sempre più squadre e necessità di maggiori spazi non palesavano alcuno stupore vedendo che aumentavano di conseguenza anche gli accordi economici, pur restando bassi se rapportati agli altri impianti calcistici liguri.  Inoltre i dirigenti del Sant’Olcese calcio iniziarono a confidarsi con i dirigenti del Rugby in merito alla contesa in atto tra essi e l’IDSC per la firma di quel maledetto contratto, credendo di trovare nel Rugby dei validi alleati e non delle serpi in seno come si sarebbero rivelati qualche tempo dopo…

La gravissima scorrettezza:

Infatti ciò che accadde dopo credo spieghi molto bene ai tanti moralisti come, in questa vicenda, non vi siano questioni economiche (chi scrive ad esempio dedica circa 6 ore al giorno alla società calcistica mettendo di tasca propria molti denari a puro titolo di volontariato a fini sociali e per propria passione personale, sottraendo tempo al proprio lavoro ed alla propria vita privata per pura passione verso tale movimento calcistico, verso i suoi dirigenti,allenatori,tifosi e atleti che ne fanno parte e verso la propria terra natia, senza percepire alcunché neanche a titolo di rimborso spese).

La storia della questione economica è stata messa in giro ad arte da qualche dirigente del Rugby che, vistosi con le spalle al muro dal punto di vista etico, ha cercato di strumentalizzare a proprio vantaggio tale situazione non riuscendo a giustificare in altro modo la grave scorrettezza perpetrata nei nostri confronti (e che vi sto per raccontare).

Anzi, se proprio qualcuno è stato mosso da ragioni di avidità economica, quello è stato proprio il Direttivo del Rugby, smanioso di mettere le mani su un impianto sportivo per accaparrarsi un fantomatico contributo Regionale o della Federazione Rugby di 50.000 euro che avrebbe ricevuto, all’epoca dei fatti, qualora avesse stipulato un regolare contratto di gestione per un impianto sportivo ed ammesso dal suo stesso Presidente Rattazzi alle autorità comunali a suo tempo.

Correva, mi pare, la stagione 2008-2009 (ma, come capirete dopo, in questo frangente hanno importanza i mesi e non gli anni).  Durante l’anno 2008 vi furono alcuni incontri tra la ns. dirigenza ed il Comune per cercare la soluzione ottimale per tale campo sportivo, a tal fine si provò addirittura ad acquistare l’impianto, ma la richiesta, da parte dell’IDSC, di 1 milione 200mila euro spiazzò e scoraggiò sia noi che il Comune stesso, nonostante avessimo prodotto perizie che attestavano il valore di tale impianto sui 400 mila euro circa e presentando anche un’offerta di tale importo.

Nel 2009 invece avvenne l’incredibile:  a  FEBBRAIO 2009  L’Amatori Rugby Genova, approfittando della confidenza da noi fatta loro sulla situazione di conflittualità tra la ns. Società e la proprietà del campo IDSC organizzò, segretamente, degli incontri con la proprietà IDSC, facendosi sottoporre un contratto (a quanto pare oscillante tra i 12 e i 18 mila euro, non ci è dato saperlo né tantomeno lo vogliamo sapere)  e si affrettò a sottoscriverlo senza interpellarci o metterci al corrente di alcunché !!!!!!!!!

Noi, ignari di tutto, continuammo a condurre la struttura sportiva sino a fine stagione, ovvero MAGGIO 2009, momento in cui avvennero le ulteriori scorrettezze: un giorno di MAGGIO 2009 (quindi già consapevoli di aver firmato il contratto come futuri gestori dell’impianto facendoci dunque le scarpe in casa nostra) l’Amatori Rugby ci disse che avrebbe avuto bisogno di più spazi per la stagione ventura, noi ci mostrammo disponibili chiedendo come ovvia conseguenza un aumento del canone (cifra più alta rispetto a prima ma pur sempre inferiore rispetto a quella chiesta dagli altri impianti calcistici per lo stesso monte-utilizzo e rapportata ai valori di mercato dell’epoca). Fu così che senza darci alcuna risposta nel merito tennero il preventivo per provare a strumentalizzarlo attribuendo ad esso il motivo della stipula del contratto ma trascurando forse il dettaglio che nei contratti e nei preventivi è presente la data e che quindi la loro tesi dei motivi economici sarebbe stata smontata facilmente!!!  Dubitiamo che il Rugby abbia firmato a Febbraio il contratto senza dirci nulla perché già sapeva che a Maggio gli avremmo richiesto di più….a meno che, oltre che dirigenti di Rugby, non siano anche veggenti del futuro con la sfera di cristallo…

Riassumendo a FEBBRAIO firmavano il contratto per la stagione successiva di durata decennale e a MAGGIO avveniva la loro richiesta di maggiori spazi con nostro successivo preventivo economico………………donde alcune domande, crediamo, eticamente legittime:  Perché i dirigenti del Rugby hanno firmato questo contratto senza informarci al momento opportuno? E perché hanno poi montato questa fittizia  richiesta di preventivo, consci del fatto che sarebbe stato un preventivo più elevato rispetto all’anno precedente ed inutile poiché avevano già il contratto in mano per essere loro i futuri gestori? Forse perché resi avidi dalla possibilità di attingere al contributo da 50.000 € ??? (a pensar male si fa peccato ma talvolta ci si azzecca disse qualcuno…)

Ebbene a questi quesiti il Sig. Rattazzi, presente come Presidente dell’Amatori Rugby alla riunione di Venerdì 5 Aprile, palesando un grande imbarazzo, non ha saputo/voluto rispondere, se non come citato dalla Sig.ra Altobelli in un commento precedente, con un beffardo: “ma perché dovrei rispondere?! Io ho un contratto valido e lo voglio far valere… Parlano i contratti…”    Queste eticamente imbarazzanti risposte venivano ripetute tra lo stupore di tutti i presenti che lo accusavano di aver perpetrato una clamorosa scorrettezza nei ns. confronti, priva di etica sportiva e di basso profilo morale, col Sindaco in testa, il quale ha più volte esortato invano il Rattazzi a rispondere, a dare spiegazioni sensate, per cercare una conciliazione qualora il Rattazzi avesse fatto mea culpa in merito a tale scorretta metodologia di stipulazione del contratto. Ma tali risposte non sono arrivate ed il nostro Direttivo ha potuto mostrare ai presenti il perché di tale impossibile convivenza con chi si comporta così pur fregiandosi di appartenere allo sport del Terzo tempo o della correttezza (oltre anche ad una impossibilità di convivenza per ragioni di spazi campo). Lo sport Rugby siamo sicuri che sia degno di tali onorificenze e complimenti ma di certo, almeno a nostro avviso, non ne è altrettanto degna la Società Amatori Rugby Genova, che ha agito in violazione di ogni principio etico, morale e di lealtà sportiva, adducendo, anni fa, come motivazione per il loro gesto che, quando hanno firmato il contratto, erano ad un Torneo in Veneto e dunque impossibilitati ad avvisarci sulle loro intenzioni (rammento per i più giovani che nel 2009 forse non esisteva whatsapp, ma di certo esistevano già sms, telefonate e mail per poter avvisare non solo dal Veneto alla Liguria, ma anche dall’Australia alla Liguria).

Tale scorrettezza è ancora più grave se si pensa che l’Amatori Rugby Genova ha potuto espandersi proprio grazie all’ospitalità  riservatagli  a suo tempo della società S.Olcese calcio, alla quale ha poi fatto le scarpe, e questo solo per arpionare un contributo da 50.00 euro!

Tale scorrettezza risulta ancor più evidente se si pensa che la Società di calcio che da sempre gestisce il campo, ha la sede nel Comune e ne porta il nome, il logo e la maggior parte dei suoi tesserati è ivi residente, a differenza dell’Amatori Rugby Genova che non porta il nome del nostro paese, non lo rappresenta ed ha sede in Via San Vincenzo a Genova.

Talvolta parlando con amici per spiegare l’accaduto mi lascio andare ad alcuni paragoni che forse rendono meglio l’idea rispetto a tante narrazioni di eventi:

è come se l’impresa edile che viene a farti i lavori in casa, al termine dei lavori ti dicesse “ho finito i lavori, però nel frattempo ho firmato io il nuovo contratto col padrone di casa, per cui da domani casa tua diventa casa mia. Però ti invito ogni tanto a venirmi a trovare e se vuoi possiamo convivere se mi paghi un affitto”

…Come ci rimarreste voi????     E come rispondereste all’ ”amorevole” impresa edile in questione che vi propone una simile convivenza????

Conclusioni:

Quindi bando ai moralismi sulla pelle altrui, il blog (che ringrazio per il servizio di informazione) si chiama pelle dell’orso non perché bisogna fungere da tappeto a pelle d’orso mettendo la dignità sotto le scarpe facendosi calpestare a mò di tappetino porgendo sempre l’altra guancia dopo aver già preso un bel pugno, trascurando ogni aspetto educativo, etico, morale e di corretta convivenza civile,  bensì si chiama pelle dell’orso perché rappresenta ed espone i problemi dei cittadini di S.Olcese (e all’interno del rugby mi risulta che vi sia solo una piccola percentuale di famiglie del nostro Comune, e quindi, benché siano ovviamente degne del massimo rispetto, devono rendersi conto che sono nel blog sbagliato e che la loro Società dovrebbe reclamare spazi al Comune di Genova e non a quello di S.Olcese, non essendo società sportiva di tale Comune)!  Viceversa i cittadini di S.Olcese che hanno a cuore il proprio paese, come lo ho io, dovrebbero arrabbiarsi perchè una società di Genova è venuta a sottrarre loro, con una scorrettezza, uno dei pochi impianti sportivi situati nel Comune ed utilizzati dalla più grande realtà sportiva del nostro Comune, appropriandosene con una grave scorrettezza, di sicuro non degna di essere da esempio ai più volte citati bambini cui vogliamo insegnare i nobili valori della sportività!

Per dovere di cronaca, la causa è stata intentata da noi contro l’IDSC proprietaria dell’impianto al solo fine di prolungare il più possibile la nostra permanenza nell’impianto pur sapendo, fin da subito, che sarebbe stato solo un posticipare il doloroso ed inevitabile evento, e per far ciò ci siamo ulteriormente sobbarcati elevati costi giudiziari.

E per carità che non vengano più strumentalizzati i bambini, che nessuno provi a barricarsi dietro i bambini che son ben lontani da queste dinamiche scorrette attuate dagli adulti per propri fini personali e non di certo in nome dei giovani atleti!  Poiché da noi essi sono sempre stati tutelati e sempre lo saranno da parte della nostra Società che è di esempio a tutte in tal senso. Basti pensare che la ns. Società quest’anno è in lizza per un premio UEFA  denominato “RESPECT” proprio per le qualità morali, ospitali, organizzative e strutturali del proprio settore giovanile e che è stata designata quale miglior settore giovanile ligure per la stagione in corso e per questo segnalata a Roma!  A suggello di ciò  Sabato 25 Maggio si terrà nel nostro ormai quasi ex impianto di S.Olcese il raduno di tutte le scuole calcio genovesi con più di 300 bambini festanti a correre e giocare in virtù di quanto costruito dalla ns. Società in questi anni con la forza di POCHI e LODEVOLI volontari.   Quindi i nostri bambini saranno sempre tutelati e mai strumentalizzati, anzi cercheremo per loro una struttura che ci costerà molto di più ma che sarà certamente più comoda, moderna, igienica, e salubre rispetto all’attuale, e che consentirà una maggiore crescita calcistica e sociale dei ragazzi, benché magari non potrà vantare lo stesso bellissimo paesaggio o tale aria pulita.

….Ma noi crediamo altresì che il tempo sia galantuomo e che darà modo di valutare chi operava correttamente e nell’interesse dei bambini per puro volontariato e chi invece era accecato da inspiegabili bramosie di possesso e da biasimevoli interessi economici di contributi pubblici o simil tali.

E con queste precisazioni esorto a che non si strumentalizzino più i bambini né si facciano banali moralismi sugli aspetti economici della vicenda dato che sono proprio posti al contrario rispetto ai termini nei quali sono stati posti nei commenti dei precedenti frequentatori del Blog!!!!!!!!!!!!!!!!!!!  E che ancor meno si provi a strumentalizzare la vicenda a livello politico perché sport e politica nulla hanno a che spartire, e non vogliamo essere il ricettacolo di qualche speculatore di voti in odore di elezioni (nessuna accusa a nessuno per il momento, ma avviso ai naviganti ai quali potesse balenare per la testa tale idea)!   Mentre ai genitori dei tesserati del Rugby, indignati perché, a seguito della scoperta di tale scorrettezza, abbiamo mandato via L’Amatori Rugby Genova pro tempore dal ns impianto, rammento che noi a suo tempo avevamo detto che la   Vs. Società non era ben accetta solo finchè erano presenti i dirigenti che avevano perpetrato la più volte citata scorrettezza, ma che qualora essi fossero stati allontanati noi vi avremmo ri-accolti a braccia aperte in CASA NOSTRA; però, ahimè, a distanza di 3 o 4 anni, vedo che gli interlocutori con cui dobbiamo parlare per il Rugby son sempre gli stessi e allora scusate ma evidentemente condividete il modus operandi di questi Signori e ciò credo sia di cattivo esempio a livello di etica sportiva, perché non ha imposto nessuno al Sig. Rattazzi, che tanto lodate, di firmare quel contratto a nostra insaputa, salvo poi raccontarvi “quella dell’uva”  sull’aumento del canone e quant’altro ed omettendo che l’ha fatto solo per poter ottenere il contributo da 50.000 euro, costringendo poi voi famiglie a mille spostamenti nel segno del “chi troppo vuole nulla stringe” (però consolatevi perchè d’ora in poi avrete tutto per Voi il campo tanto bramato per ottenere il quale avete/hanno calpestato ogni moralità e senso civico) !

Infine la ns. Società ha informato l’Amministrazione Comunale e gli altri capigruppo politici di essere disponibilissima a collaborare nella costruzione e gestione di nuovi impianti calcistici che dovessero sorgere in futuro nel territorio comunale e di voler mantenere vessilli, nome e logo ad onore del proprio paese, poiché crediamo che possa essere motivo di orgoglio  per i suoi abitanti e motivo di identificazione per i propri atleti come è stato fin’ora. Qualora qualcuno volesse far nascere altre Società del territorio che vadano a portare denari all’Amatori Rugby Genova per affittare il campo facciano pure, siamo in un mondo libero, ma sappiano questi avventori che così facendo vanno a sovvenzionare la Società che ha fatto sì che la Società calcistica di S.Olcese con 50 anni di storia fosse sfrattata dal proprio campo costruito appositamente dalla gente del posto…    E se qualcuno, come invece  paventa Maria Grazia (che tra l’altro mi stupisco ci attacchi in quanto la conosco essere persona di indubbie doti morali, ma voglio pensare abbia solo ricevuto una narrazione distorta dei fatti) dovesse scegliere altre realtà calcistiche ci dispiacerà moltissimo dato che siamo affezionati ad ogni nostro iscritto e cerchiamo di fare sempre il meglio per loro,  ma non potremo trattenere a forza nessuno perché noi andiamo avanti per dare un servizio sociale alla ns. Comunità secondo principi etici e morali che riteniamo invalicabili e che stavolta son stati drasticamente violati, quindi finchè ci saranno persone che si rispecchieranno in tali valori e principi e crederanno in noi come persone e nel nostro operato come dirigenti andremo avanti fieri e orgogliosi di tale investitura morale (perché noi possiamo girare a testa alta forti di essere sì dalla parte dei gabbati ma fortunatamente dei corretti),  qualora tale investitura venisse meno invece torneremo tutti a dare maggior spazio alla propria vita privata…

Chiedo scusa per la lunghezza ma, ahimè, le vicende sono state tante, tortuose e tutte degne di essere spiegate nel miglior modo possibile (anche se qualcuna di minor importanza ho dovuto tralasciarla), spero di essere, almeno in parte, riuscito nel mio intento esplicativo e spero che in tal modo si sia posta la parola fine al rincorrersi di voci errate e di falsi miti.  Ciò detto spero che sulla vicenda si ponga la parola fine per ognuna delle due Società sportive interessate perché questa polemica non porta a nulla di costruttivo, che ognuno vada avanti secondo i propri dettami e secondo i principi di condotta etica che ritiene più opportuni.

Alessio Vernazza

Direttore Generale della Società prima U.S.D. S.Olcese ed ora U.S.D. Campomorone S.Olcese

Siamo di nuovo nel Pallone!

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di Danilo Pestarino*
Ragazzi si ricomincia.
Lunedì 3 settembre sul campo di S.Olcese i ragazzi nati dal 1997 al 2007 potranno allenarsi, correre e divertirsi, imparando a giocare a calcio.
Un pò di cose sono successe nel frattempo. Usd S.Olcese ha avviato una collaborazione con Usd Campomorone decidendo di unire le forze e fare una società unica. Per i nati dal 2002 al 2007 cambia poco o nulla. Ci continuermo ad allenare a S.Olcese e giocheremo a Campomorone le partite casalinghe in un campo a 5 o a 7 a seconda della leva. Per colore he giocano a 11 cambia ancor meno perchè continueranno ad allenarsi ed a giocare a S.Olcese.
La cosa positiva è che si potranno conoscere, fare amicizia ed incontrare in amichevole anche coloro che si alleanno e giocano nel polo di Campomorone e che fanno parte della nostra stessa società.
L’altra novità è che la società, in virtù di strutture adeguate ed allenatori qualificati, ha avuto il riconoscimento di scuola calcio (una delle poche a Genova oltre a Genoa e Sampdoria).
Personalente non vedo l’ora che sia lunedì per poter conoscere (anche se molti li conosco già) i miei nuovi ragazzi, certo che quello che potrò dare sotto forma di insegnamento mi verrà restituito decuplicato sotto forma di entusiasmo.
Ciao Danilo

Danilo Pestarino è allenatore di calcio Usd Campomorone Sant’Olcese anno 2012/13 leva 2004/2005.