TARES: tutta la verità!

tarestascheEsponenti di spicco della maggioranza girano per il paese dicendo a commerciati e cittadini che le aliquote applicate per la famigerata TARES sono le più basse possibili: vediamo come stanno in realtà le cose.
Sul sito del Comune di Sant’Olcese è possibile consultare la delibera di approvazione delle tariffe TARES 2013. Per avere un’idea del come sono state scelte le tariffe e di quali margini di azione  erano disponibili per limitare il più possibile l’esborso da parte dei contribuenti, occorre vedere la delibera di approvazione del piano finanziario. In particolare consigliamo di dare un’occhiata al file PEF.PDF, per capire a colpo d’occhio le scelte operate.

Innanzitutto l’attuale maggioranza ha dovuto scegliere un criterio per ripartire il costo della raccolta tra utenze domestiche (le famiglie),  e utenze non domestiche (le imprese). Si poteva operare una scelta in base alle superfici (per il comune sono domestiche l’83,53% e non domestiche il 16,47%) oppure in base alla produzione teorica di rifiuti (per il comune sono domestiche 78,74% e non domestiche 21,26%) oppure, ed è questa la scelta fatta dalla maggioranza, utilizzando le percentuali già utilizzate in precedenza per la ripartizione della TARSU (domestiche 63,13%, non domestiche 36,87%).

È da notare come non sia  ben chiaro come saltino fuori le percentuali che si è deciso usare (63,13 famiglie 36,87 imprese) e come comunque questo criterio agevoli le famiglie o penalizzi le imprese a seconda dei punti di vista.

Per le famiglie, a partire da quest’anno, la Tares si differenzia a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare. Per un nucleo familiare composto da due persone l’importo della Tares si compone di una quota fissa pari a 0,62 euro per metro quadro (su questa componente non era possibile operare modifiche) e di una quota variabile pari a 121,33 euro. Questi 121,33 euro derivano da una scelta operata dall’attuale maggioranza: il Ministero delle Finanze ha fissato una forbice (da 1.40 a 1.80) e la maggioranza ha scelto di aumentare il coefficiente minimo del 64% della differenza tra il minimo ed il massimo portandolo a 1,66. Analizzando i dati appare evidente che la scelta è stata far pagare quasi il massimo possibile ai nucleo monofamiliari e il minimo possibile alle famiglie numerose (6 o più componenti).

TARIFFE COMUNALI 2013

Appartamento 100 mq

Quota fissa €/ mq.

Quota variabile €.

Maggiorazione (Stato)

Addizionale Provinciale

TARES 2013

TARSU 2012

1 persona

0,53

67,40

30

6,012147

156,26

197,75

2 persone

0,62

121,33

30

9,170627

222,58

197,75

3 persone

0,69

149,46

30

10,94058

259,75

197,75

4 persone

0,75

179,94

30

12,7617

298,00

197,75

5 persone

0,81

220,67

30

15,09568

347,01

197,75

6 + persone

0,86

249,10

30

16,74818

381,71

197,75

Prendendo ad esempio la solita abitazione di 100 mq dove vive la solita famiglia di 2  persone, il calcolo è così costruito:(0,62 x 100)+121,33+30+9,17=222,58

Per quello che riguarda le utenze non domestiche, anche qui l’attuale maggioranza ha dovuto operare delle scelte all’interno delle forbici stabilite dal Ministero, ad esempio ha scelto di far pagare il massimo possibile ai distributori di carburante e il minimo possibile ai ristoranti e alle trattorie. Vediamo come vengono fuori le tariffe scelte per i bar: il coefficiente per la parte fissa andava scelto nell’intervallo da 3,96 a 6,29, l’attuale maggioranza l’ha aumentato a 6 ; il coefficiente per la parte variabile è stato fissato a 40,00 (intervallo 32,44 – 51,55); in base a questa scelta, considerati i costi da ripartire, le tariffe sono state fissate in euro 10,28 a mq per la parte fissa e in euro 17,37 a mq per la parte variabile. Sul piano finanziario approvato a luglio dall’attuale maggioranza erano presenti delle comparazioni tra la spesa sostenuta da un bar di 100 mq nel 2012 (tarsu 1.001,65) e quella da sostenere nel 2013 (TARES 2.933,95). Se l’attuale maggioranza avesse scelto di far pagare il minimo possibile ai bar, il nostro ipotetico bar di 100 mq avrebbe dovuto pagare 2.099,00 euro, ben 835 euro di meno!

Le forbici sono state fissate dal Ministero sulla base della produzione teorica di rifiuti da parte delle diverse categorie, nel dettaglio l’attuale maggioranza ha scelto di portare al minimo le tariffe TARES di ristoranti e trattorie, plurilicenze alimentari o miste, ortofrutta, pescherie e negozi di fiori; di far pagare il massimo possibile a distributori di carburanti, case di riposo e negozi di abbigliamento, magazzini, uffici, agenzie, alle altre categorie ha imposto quasi il massimo possibile ( cioè il minimo + 80% dell’intervallo), ritoccando un po’ i risultati dei bar, rialzando cioè la parte fissa e diminuendo poco la parte variabile.

Quindi:

1-      Nessun mistero, gli assessori e gli uffici comunali avevano tutti i dati per calcolare il dovuto da ciascuno di voi già alla fine di luglio quando sono state approvate le tariffe; non si capisce da cosa derivi la sorpresa di questi giorni per un dato che si conosceva già da mesi.

2-      È oggettivamente impossibile far pagare di meno un negozio a cui già si sta applicando la tariffa minima possibile a meno di non aumentare la parte di spesa a carico delle  famiglie diminuendo della stessa cifra la quota destinata alle imprese;

3-      Comunque l’ultima data utile per intervenire sul piano finanziario e sulle tariffe TARES era il 30/11/2013.

Anche l’avviso apparso sul sito del comune aiuta a fare un po’ di chiarezza, abbiamo qualche giorno in più per i pagamenti perché gli f24 sono oggettivamente arrivati un po’ più tardi del previsto.

Non fatevi ingannare da facili promesse pre-elettorali:  pagherete quanto stabilito a suo tempo dal comune.

Diffondete questo post su Facebook, in modo da far capire a tutti da cosa deriva l’aumento delle tariffe ed aiutate i meno abili con conti e calcolatrice.

A cura dello staff economico – finanziario del Comitato Indipendente per Sant’Olcese.

Annunci

UN POST VIETATO AI MINORI!

vietatominoriCi sono cose, sensazioni, stati d’animo che è difficile descrivere senza ricorrere al turpiloquio. Ora, io vi devo raccontare delle cose, e, siccome sono particolarmente incazzato, sono sicuro che mi scapperà qualche termine un po’ colorito, ed infatti il primo è già andato.
Quindi vi avverto, proseguendo la lettura incontrerete parole che potrebbero urtare la vostra sensibilità: passate ad altro, siete ancora in tempo!

Come sapete l’altro ieri ho partecipato alla Commissione Urbanistica nella quale abbiamo discusso di quei cazzo di loculi dentro i quali seppellire marciapiedi, strade, illuminazione pubblica, metanizzazione, rete fognaria ed il sogno di vivere in un posto civile.

A margine di questo splendido convivio, ho saputo dai consiglieri di maggioranza che il 23 luglio alle 18,00 si terrà un Consiglio Comunale. I presenti si sono mostrati meravigliati nell’apprendere come io, a differenza loro, non avessi ricevuto dalla segreteria del comune la mail inviata già da una settimana, in cui veniva data questa informazione. Le palle hanno iniziato a girami piano, ma non se n’è accorto nessuno perché a quella velocità ancora non fanno rumore. Ho telefonato immediatamente al nostro capogruppo, Danilo Pestarino, per chiedere se lui ne sapesse qualcosa. Il Pesta è caduto dalle nuvole ed io ho chiesto ulteriori delucidazioni. Quando il Consigliere Traverso, candidamente, mi ha detto che addirittura avevano sondato la loro disponibilità per giorno ed ora, in modo da scongiurare il pericolo di assenze dovute a situazioni lavorative, ferie sovrapposizioni ad impegni precedentemente presi, nel basso della sala macchine ha iniziato a girare tutto a piena potenza. Mi è venuto in mente Ivano Mocci, per il quale il Consiglio Comunale fissato sempre in un giorno feriale ad un orario del cazzo, le dieci di mattina o le tre del pomeriggio, ha comportato problemi lavorativi tali da contribuire in maniera determinante a fargli prendere la sofferta decisione di lasciare la carica, mi sono venuti in mente i salti mortali che fa la Maria Grazia Lanzavecchia, insegnante, per la quale venire al consiglio significa abbandonare la classe con i problemi di coscienza che ne derivavano, mi sono venute in mente le volte in cui è dovuto essere assente Giorgio Bruzzone, che come sapete è un ricercatore del CNR ed è spesso impegnato in missioni scientifiche all’estero. Ma soprattutto mi sono venute in mente le sedie vuote lasciate dai cittadini che non possono prendere una giornata di ferie per venire a seguire i lavori del Consiglio Comunale, anche quando all’ordine del giorno ci sono temi che li riguardano da vicino come la sicurezza delle scuole, l’IMU, ecc… Ed è questa la cosa che più mi ha mandato in bestia. In questo paese da sempre si è voluto tenere deliberatamente la gente al di fuori della stanza dei bottoni, lontano dalle decisioni importanti prese sulla loro pelle, sicuri che l’opera di trasformazione da cittadini pensanti a sudditi lobotomizzati sia ormai cosa fatta.

Spesso veniamo accusati di creare un clima conflittuale, ma cazzo, ditemi voi come si deve fare per andare d’accordo con questa gente che non perde occasione di oltraggiarci con comportamenti fortemente discriminanti e lesivi delle prerogative del mandato che abbiamo ricevuto dai cittadini.

Chi non capisce che dietro un gesto di cortesia rivolto alla sola maggioranza si nasconde l’ennesimo atto di discriminazione ed arroganza ai danni della minoranza è indegno di amministrare il nostro comune.

Claudio Di Tursi

Ricorso al TAR: Il Comune di Sant’Olcese condannato a risarcire le spese al comitato!

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

…….

– rilevato che gli atti impugnati risultano essere stati oggetto di provvedimento di annullamento in conseguenza alla proposizione del presente gravame, come emerge dalle premesse dello stesso annullamento;

– ritenuto che pertanto il ricorso debba essere dichiarato improcedibile;

considerato che sussistono giusti motivi per compensare la metà delle spese di lite, ponendo la restante parte a carico dell’amministrazione resistente che ha ritirato l’atto solo in seguito al ricorso.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria (Sezione Seconda)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile.

Condanna parte resistente (il Comune di Sant’Olcese n.d.r) al pagamento della metà delle spese processuali in favore di parte ricorrente (Il Comitato), liquidate in complessivi euro 1.500,00 (millecinquecento0), oltre accessori dovuti per legge. Spese compensate per la restante parte.

Questo è un estratto della sentenza del TAR che riguarda il nostro ricorso per l’annullamento dell’approvazione del Bilancio Consuntivo 2011, dicui abbiamo parlato in questo post.

Non ci vuole un avvocato per capire, dalla semplice lettura delle parti in rosso, che:

  • Avevamo ragione a non volere approvare un atto tanto illegittimo da essere annullato dalla maggioranza in autotutela non appena ricevuta la notifica del nostro ricorso;
  • se non si fosse fatto l’annullamento della delibera in autotutela il ricorso sarebbe stato procedibile ed allora per il comune sarebbero stati guai più seri;
  • il TAR riconosce che la stessa maggioranza nell’annullare la sua delibera ci ha dato ragione e condanna il Comune a risarcire le spese legali Sostenute dal Comitato.

Speriamo che il Sindaco, Gli Assessori ed il Presidente del Consiglio Comunale di Sant’Olcese abbiano capito da questa piccola lezione che il Comitato difenderà sempre la legalità delle decisioni prese in Consiglio Comunale, che non è disposto a nessun compromesso quando si parla di diritti dei cittadini e che di fronte ad altre sopraffazioni reagiremo con la stessa forza.

Ci auguriamo, inoltre, visto che per bocca del Presidente Enrico Trucco la maggioranza approvando la delibera si assumeva le proprie responsabilità, che le spese di giudizio vengano ripartite tra Sindaco, Assessori, Presidente del Consiglio e tutti i Consiglieri che hanno votato in maniera favorevole all’approvazione dell’atto dichiarato illeggittimo dalla stessa maggioranza prima che dal TAR. Le colpe degli Amministratori non devono ricadere sui cittadini. Sarà nostra cura informarvi in merito a ques’ultimo ma importante punto.

Stay tuned! ( … O se preferite rimanete collegati!)

Claudio Di Tursi

Per approfondire :

La sentenza del TAR:
http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Genova/Sezione%202/2012/201200635/Provvedimenti/201201119_20.XML

Un articolo sull’argomento a firma Claudio Di Tursi apparso sul Secolo XIX del 14 luglio:
https://lapelledellorso.files.wordpress.com/2012/07/difficile-per-i-cittadini-chiedere-giustizia.pdf

La dichiarazione di voto del Comitato nel consiglio del 12 luglio, convocato in fretta e furia dalla maggioranza per annullare la delibera illegittima dopo il nostro ricorso:
https://lapelledellorso.files.wordpress.com/2012/07/dichiarazione-di-voto-12-7-2012.pdf

Cristo si è fermato a Sant’Olcese

Il sito ufficiale del Comune di Sant’Olcese, in barba alla legge sulla trasparenza promulgata col decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009, non è aggiornato. Il risultato immediato più tangibile per il cittadino e l’impossibilita di rendersi conto di come il comune viene amministrato e di come vengono spesi i suoi soldi. L’aggiornamento delle determine dei capo settore, ad esempio, è fermo al 31 dicembre 2010. Questo è un grosso problema per chi si voglia occupare di seguire un po’ più da vicino l’operato dei nostri amministratori che, è sempre bene ricordarlo, sono nostri dipendenti.

Un esempio può chiarire meglio come questo disservizio sia particolarmente penalizzante per l’esercizio della funzione di controllo che spetta all’opposizione e che è un diritto/dovere del cittadino.

Dalla home page del comune di Sant’Olcese www.comune.santolcese.ge.it si accede all’elenco delle prestazioni esterne che il comune ha commissionato nel 2011. Volendo sapere cosa ha fatto un consulente esterno per il comune a cui sono andati 5.500 euro per un incarico, ci si trova davanti ad un lapidario “Determinazione responsabile settore finanziario n. 57 del 18/07/2011”. Con un po’ di fatica si giunge alla pagina che raggruppa tutte le detrermine: in alto a destra si sceglie “il comune informa”, poi sulla sinistra si fa clic sul segno + in corrispondenza della voce “atti amministrativi” e si sceglie determine. Qui si scopre che la registrazione di queste ultime è ferma al 31/12/2010 e, per forza di cose, ci si deve fermare… A meno che non si conosca il trucchetto e si vada a cercare la determina incriminata tra quelle pubblicate all’albo pretorio. Con un po’ di fatica si riesce a scaricare il documento e si scopre che i 5500 sono dati ad un signore che lavora per il comune di Casella per fornire un aiutino al capo settore che sostituisce il responsabile del settore finanziario che è andato in pensione e che, essendo nuovo della materia, ancora non se ne è impadronito.
Poche cose sono sicure come la data in cui un dipendente pubblico va in pensione, perché non affiancare per tempo i due dirigenti?
Ci avanzavano forse 5500 euro?

Per quanto riguarda invece l’operazione trasparenza, sempre dalla home page,in basso sulla sinistra, nel box dedicato all’operazione trasparenza, che sui siti istituzionali deve essere presente per la legge richiamata in testa a questo post, cliccando su “operazione trasparenza curriculum vitae dei dirigenti e tassi di assenza dei dipendenti” si accede ad una pagina vuota.

Per avere un idea di come dovrebbero funzionare le cose non bisogna andare molto lontano: accedendo al sito ufficiale del comune di Serra Riccò http://www.comune.serraricco.ge.it e sulla sinistra cliccando” operazione trasparenza”, si accede immediatamente ai dati la cui diffusione è prevista per legge.

Forse sarebbe bene che i nostri amministratori facessero una gita, magari virtuale così ci costa meno, a Serrà Riccò.

Claudio Di Tursi