Fermatevi un attimo

Oggi hanno preso mio padre e l’hanno portato al Villa Scassi. Mia madre era già lì da qualche giorno, ma non si sono dati appuntamento. Due urgenze e a risolverle la stessa Croce, la nostra Croce d’Oro di Manesseno. Ivano, che stamattina ha dovuto indossare la divisa arancione pur non essendo di turno, mi ha spiegato che il giorno di Natale, ieri, hanno soccorso più di venti persone. Si può dire che il panettone non abbia fatto bene proprio a tutti.

Non riesco a capire come facciano ad essere così operativi, anche in questo periodo, essendo così in pochi. O meglio, lo so come fanno, ma preferirei non saperlo; perché la cosa mi imbarazza, mi mette a confronto con la mia coscienza in posizione di forte svantaggio.

I ragazzi della Croce sacrificano un pezzo della loro vita privata e dei loro affetti per per il prossimo e lo fanno senza ricevere nulla in cambio che non sia la gratificazione derivante dall’avere aiutato qualcuno. Lo fanno soprattutto perché se non lo facessero loro non lo farebbe nessun altro e saremmo nella merda.

E non hanno solo la buona volontà, purtroppo non gli basterebbe; sono, anzi devono essere, anche bravi.

A metà dicembre un mio collega, un poliziotto del reparto in cui lavoro, mentre si cambiava per andare a prendere sua figlia che tornava da scuola, è caduto a terra con un rantolo. Lo hanno soccorso in due, mentre uno gli praticava un massaggio cardiaco l’altro ha chiamato il 118. Così sono arrivati loro, i ragazzi della Croce di Manesseno. Chi li ha visti all’opera li ha descritti come automi del salvataggio. Facevano tutto alla perfezione senza sbagliare un colpo. Si capivano guardandosi negli occhi. Alla fine sono riusciti a riprenderlo, a riportare trentacinque anni della storia del nostro Reparto fra di noi; l’hanno ripreso dalle tenebre in cui l’avevamo perduto. Ci hanno restituito una persona cara e capace e, a distanza di qualche giorno, posso dire che ce l’hanno restituita per come noi la conoscevamo: con la sua grande umanità e col suo brutto carattere.

Ora, vi prego, posate per un attimo la fetta di panettone e seguitemi. Una risorsa come la Croce d’Oro di Manesseno è vitale per il nostro territorio, fa parte delle cose serie, fornisce un aiuto concreto alla collettività e solo grazie alla nostra disponibilità a fornire un aiuto concreto può continuare a vivere. C’è bisogno di militi, di persone che siano in grado di fornire un aiuto anche per poche ore alla settimana: non avete idea di quanto siano utili quelle ore se inserite in un meccanismo efficiente come quello della Croce d’Oro. Certo, fare il milite non è da tutti, ma la maggior parte delle persone in buona salute può avvicinarsi a questa forma di volontariato con serenità. All’inizio si è inseriti in una squadra di esperti del soccorso pubblico, così da avvicinarsi alla materia in modo graduale, poi si cresce.

Un’altra maniera efficace di dare una mano in maniera tangibile è fare un’offerta, peraltro deducibile dalla dichiarazione dei redditi. Coraggio, frugate bene nel portafogli: sono sicuro che qualche rimasuglio di tredicesima è sopravvissuto.

Claudio Di Tursi

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Domenica andiamo a guardarli negli occhi 

 

C’è qualcosa di particolare negli occhi di un volontario della Pubblica Assistenza. C’è la sicurezza di chi saprebbe come tirarti fuori da un arresto cardiaco, di chi con una manovra Heimlich riuscirebbe a farti sputare fuori il boccone che ti sta soffocando e magari con una cintura stretta nel punto giusto riuscirebbe ad evitarti il dissanguamento in seguito ad una ferita.

Negli occhi di un volontario c’è la fierezza di chi tante volte ha vinto la sfida contro il destino, la consapevolezza di quanto sia importante un secondo. Ma c’è anche il dolore per quelli che nonostante il suo aiuto non ce l’hanno fatta e l’amarezza di chi sa che il lieto fine è garantito solo nei film.

Domenica 23 luglio, in piazza Matteotti, volontari della Croce d’Oro di Manesseno celebrano i quarant’anni dalla fondazione. 
Andiamo a guardarli negli occhi.

Claudio Di Tursi


PUBBLICHE ASSISTENZE DI SANT’OLCESE: COSA STA SUCCEDENDO REALMENTE?

Il primo aprile il Secolo XIX ha pubblicato un articolo (clicca qui per leggerlo) che avrà fatto rizzare i capelli a molti dei suoi lettori.  Il titolo recitava “Pubbliche assistenze, la metà è fuori legge” e poi “Bocciatura per sedi non a norma, mezzi con dotazione insufficiente, contributi non versati”; e, come se non bastasse: “Non rispettati i requisiti chiesti da Asl e Regione: due mesi di tempo per evitare lo stop delle ambulanze”.  Seguivano  l’elenco delle pubbliche assistenze buone e  quello delle cattive. Manco a farlo apposta le tre “croci”  di  Sant’Olcese , e cioè la Croce d’Oro di Manesseno, la Croce Bianca di Torrazza e la Croce Rossa di Italiana di Sant’Olcese  erano citate tra le pubbliche assistenza non a norma. Sembrava davvero un brutto Pesce d’Aprile e forse un po’lo è stato.  Per capire cosa stesse succedendo abbiamo preso contatto con i presidenti delle  strutture che ci hanno molto rassicurato spiegandoci che si trattava di semplici adempimenti burocratici in via di risoluzione e che, entro il temine previsto del primo giugno, tutte e tre le strutture sul nostro territorio saranno accreditate. Quello che segue è il comunicato unificato rilasciato pochi minuti fa dalle tre pubbliche assistenze.

A seguito dell’articolo apparso sul Secolo XIX in data 01 aprile 2016, dal titolo “Pubbliche Assistenze: la metà è fuori legge”, le associazioni del territorio di Sant’Olcese P.A. Croce Bianca Torrazza, P.A. Croce d’Oro Manesseno e Croce Rossa Italiana di Sant’Olcese precisano che non è minimamente in discussione la qualità dei servizi erogati, dei servizi svolti da personale volontario qualificato e formato con mezzi e attrezzature certificate e sottoposte a verifica periodica. Inoltre il termine “fuorilegge” è stato impropriamente utilizzato: si precisa, al contrario, che le associazioni in questione sono a norma e si stanno adoperando per mettere in atto i soli adempimenti burocratici mancanti previsti dal D.G.R. 1385/2014 ed essere così accreditati. Si precisa altresì che in alcuni casi è stata la stessa ASL ad aver smarrito documenti regolarmente trasmessi ed aver così compromesso l’accreditamento. I volontari delle tre associazioni del territorio, proseguono a pieno titolo la loro opera di soccorso e trasporto sanitario.

In difesa dei nostri militi si è schierato anche il nostro comune con parole durissime:

La notizia riportata dal principale quotidiano locale è sommaria e qualunquista – ha fatto sapere l’amministrazione comunale – e non tiene minimamente conto della dedizione e del senso di responsabilità con cui i volontari, minuziosamente formati ed addestrati nel rispetto delle norme, svolgono il loro compito per il solo amore del prossimo, del territorio e della divisa che portano. Un amore che le istituzioni, con in testa la Asl, non hanno certo dimostrato negli ultimi anni, depauperando progressivamente i servizi in tutta l’area della Valpolcevera. Il Comune di Sant’Olcese sta fornendo quindi da tempo tutto il supporto necessario per far lavorare al meglio le nostre splendide realtà del mondo delle croci e continuerà a farlo, consapevole che solo il volontariato potrà salvare la nostra comunità dalle mancanze degli enti preposti.

Tutto bene quel che finisce bene, come si suol dire; ai militi vada, naturalmente, la piena solidarietà del Comitato.

 Staremo comunque sul pezzo con la consueta attenzione. Restate sintonizzati.

Claudio Di Tursi

 

 

 

 

E se i militi delle Pubbliche Assistenze…

  

Di Elena Viola*
Oggi si è svolta la cerimonia di inaugurazione di una nuova ambulanza della Croce d’Oro di Manesseno. Alla presenza di autorità e cittadinanza una emozionatissima Andrea (il cui futuro in televisione è ormai certo!) accanto al decano Nesto hanno tagliato il nastro e consegnato alla popolazione il nuovo automezzo all’avanguardia nelle dotazioni, fiammante e lucido come si conviene in una solenne occasione.Erano presenti anche il Prof Henriquet, che ha ricordato il proprio legame con Sant’Olcese e ringraziato la popolazione per il calore con cui ogni anno accoglie la Festa della Solidarietà, ed il Presidente ANPAS Liguria Risso.

Che dire, mi sembra che la festa sia ampiamente riuscita.

Un po’ misero come resoconto vero? Bhè, ad essere sincera mi piacerebbe che queste quattro righe venissero ampliate da chi conta davvero. Mi piacerebbe che i militi della pubblica assistenza di Manesseno, anzi del Comune, mi aiutassero a scrivere questo post. Perché diciamocelo, chi meglio di loro conosce la realtà di un servizio così importante, pieno di responsabilità ma anche fonte di estrema soddisfazione? Io posso solo immaginare che cosa significhi avere la vita di una persona tra le mani. Non mi azzardo a fare nessun tipo di congettura e neppure a far finta di comprendere lo stress e le difficoltà in cui i ragazzi e le ragazze in divisa rossa o arancione operano e prestano il loro servizio giorno dopo giorno. Dire Grazie è riduttivo.

Con molta umiltà vi dico che mi piacerebbe che vi serviste di questo piccolo spazio per condividere pensieri ed emozioni sulla giornata odierna e sul vostro impegno in generale. Facciamo in modo di mantenere viva e partecipata la cerimonia non attraverso l’ufficialità delle parole altrui, facciamolo attraverso le vostre parole.

Dai…

*Elena Viola è Capogruppo in Consiglio Comunale 

 

Scoppia una bombola a Serra Riccò, due anziani ai grandi ustionati di Villa Scassi e quattro appartamenti inagibili. Sul posto è intervenuta la Croce d’Oro di Manesseno.

  
Dal Secolo XIX on line:

Genova – Poco prima delle 15, forte esplosione all’ultimo piano di una palazzina di Serra Riccò, in località Pedemonte: lo scoppio, causato quasi certamente da una fuga di gas, ha provocato il parziale crollo del tetto e il ferimento del 73enne Mario Pasquali e della moglie 74enne, Marisa Cois.

Continua a leggere, clicca qui.

   
    
 

Diventa un eroe in poche e semplici mosse

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Ho il ricordo vivido di una serata di settembre del 2012. Con Danilo Pestarino ed altri amici eravamo alla Sagra degli Gnocchi giù alla Chiesa Nuova: si mangiava, si beveva e si parlava male della Maggioranza, insomma ci si divertiva un sacco. Ad un certo momento una bella “foresta”, una signora diversamente giovane al tavolo vicino al nostro, diventa paonazza in viso. Lì per lì ho pensato di averla sparata troppo grossa come al solito, ma non era quello il motivo. La poverina stava mangiando una bistecca alla griglia ed un ossicino le era andato di traverso, in altre parole stava soffocando. Il Pesta non ci pensa su un attimo: si alza, cinge la foresta al petto e mette in pratica la classica manovra di disostruzione che insegnano ai corsi di pronto soccorso. In breve la signora riprende un colorito normale, garantisce di sentirsi meglio e si risiede al tavolo: da li a qualche minuto rinizierà a cenare con qualche comprensibile titubanza. Il Pesta ritorna al suo posto tra i gridolini di ammirazione delle astanti e la Simona che abbracciandolo sembra dire “Sì … È mio marito, che ci volete fare, l’ho sposato io…”
Scherzi a parte, questo episodio, reale per quanto raccontato in maniera goliardica, mette in luce l’utilità di apprendere certe semplici manovre di primo soccorso che, se messe in pratica correttamente, possono salvare una vita.
Venerdì 4 ottobre alle 20,45, presso la Croce d’Oro di Manesseno, la dottoressa Antonella Lavagetto, specialista in pediatria, ci farà vedere come praticare queste tecniche sui bambini, un’occasione da non perdere.