Manesseno: la maledizione di luglio

Foto di repertorio

Una grossa nube ha completamente oscurato la Madonna della Guardia, stasera. Un cattivo presagio. Nell’aria c’è un odore indefinibile, sempre più pungente via via che ci si avvicina al luogo dell’empietà. Da lì giungono urla disumane, da lì non usciranno vivi. È lì che saranno puniti per la loro superbia. Cadranno e si romperanno le ossa. La loro pelle sarà offesa dal pietrisco. Mangeranno la polvere.

Nell’anno in cui la nazionale non può giocare il mondiale, questo gruppo di sciagurati ha deciso di sfidare le regole del buon senso e della buona creanza disputando, anche quest’anno, l’immondo torneo calcistico che ammorba la nostra comunità da tempo immemorabile.

Le squadre di disperati si affronteranno fino a giovedì della prossima settimana. I corpi madidi dei giocatori si impaneranno con la terra scura del campetto antistante la Chiesa Nuova di Manesseno in un rituale di sventura che da sempre colpisce con i suoi effetti nefasti il calcio di ogni categoria.

Unico conforto per gli spettatori di tanta miseria umana, il piccolo servizio di ristoro con i suoi meravigliosi panini e le fresche bevande.

Claudio Di Tursi

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L’avventura elettrica di Giuliano

Giuliano, il benzinaio Eni di Manesseno, lungi dall’avere accusato la batosta del senso unico, si è buttato anima e corpo in una nuova avventura: la vendita ed il noleggio di E-Bike.

Si tratta di bellissime e praticissime mountain bike elettriche di ultima generazione che vende o noleggia.

Dei prezzi di vendita è inutile parlarne, dipendono dal modello, ma i prezzi per il noleggio sono questi:

40 € un giorno,

20 € mezza giornata,

Sconti se si prende la bicicletta per più giorni.

Farsi un giro su una bici a pedalata assistita è qualcosa da provare, prima o poi. Prima provate, prima ve ne innamorate.

per maggiori informazioni:

Cell. 3498414906

poggi_giuliano@libero.it

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Scuola Media Ada Negri, qualcosa non va.

A margine di un Consiglio d’Istituto riunito per delibere di routine, il Preside dell’Istituto Comprensivo di Serra Ricco e Sant’Olcese ha fatto una comunicazione che è giusto venga condivisa fra tutto gli utenti, ma che riguarda nello specifico la scuola media Ada Negri di Sant’Olcese. Il Preside, che evidentemente ha letto la lettera che uno studente di prima media ha scritto al nostro Sindaco, ci ha reso partecipi di un’anomalia legislativa che, se da un lato lo individua come responsabile per la sicurezza per tutti i plessi che compongono l’Istituto Comprensivo, dall’altro non gli concede la facoltà di agire concretamente per sanare situazioni di sicuro pericolo. Il potere di intervenire con opere di manutenzione, infatti, è in capo al Sindaco per le scuole elementari e medie e all’amministrazione provinciale per quanto riguarda le superiori.

Il Preside ha parlato anche di un canale di comunicazione col comune che spesso si inceppa, di una mancanza di programmazione di quegli interventi di manutenzione che renderebbero un po’ migliore la vita degli alunni e degli insegnanti della Ada Negri.

Elena Viola ed io, che come sapete rappresentiamo i genitori di Sant’Olcese, abbiamo proposto di convocare un Consiglio d’Istituto aperto al nostro Sindaco, al Sindaco di Serra Riccò, agli assessori competenti ed ai caposettore delle opere pubbliche dei due comuni e, se le cose non dovessero risolversi, di organizzare qualche manifestazione con relativo passaggio sui social, sui giornali e sulle TV locali.

Siamo sicuri che questo non succederà, finora il nostro Sindaco e la Giunta non ci hanno mai deluso.

Elena Viola e Claudio Di Tursi

Rappresentanti della componente genitori nel Consiglio d’Istituto dell’IC di Serra Riccò e Sant’Olcese

Uno studente di prima media scrive al Sindaco (in incognito)

Ho 12 anni, abito a S.Olcese e mi chiamo Orso ( perché? Pensavate che i Ferragnez detenessero il monopolio dei nomi sopra le righe…se così vogliamo chiamarli?)

Ho appena terminato la prima media, alla Ada Negri. Mi ci sono voluti circa 9 mesi per imparare a sopravvivere in questa jungla fatta di materie, professori e compagni con gli ormoni impazziti…

Alla fin fine siamo arrivati in fondo a questa prima media e per festeggiare il lavoro svolto dai compagni del Consiglio Comunale dei Ragazzi ci hanno portato a Villa Serra (che a me mi piace da matti, ci farei tutte le materie in Villa, ginnastica, scienze, storia e geografia … tutto quel verde sprecato e noi chiusi nelle aule …). Nell’auditorium ci ha salutato il Sindaco, Armando, che a me mi piace perché ti chiama per nome e lo puoi chiamare per nome. Le mie compagne sono tutte  pazze del Sindaco, credo che sia il primo nella lista dei fighi che gira a ricreazione. Io, modestamente,  sono in penultima posizione ma ho speranze per il futuro.  Tanto lui tra poco si sposa…

Ecco, dicevo, il Sindaco ci ha salutato, ci ha fatto sedere e poi ha parlato e alla fine ha pronunciato le parole che mi sono sembrate pesanti come pietre: NUOVO EDIFICIO SCOLASTICO!

E’ vero che ha precisato che noi non la frequenteremo mai e che forse i nostri figli lo faranno … però metti che tira fuori dal cilindro un superpotere e …zac! Ti costruisce una nuova scuola?!? Io non ce la posso fare!

Perché fare una nuova scuola quando puoi avere questa? Certo, la mia scuola oggi è dentro ad un condominio, a vederla da fuori è decisamente bruttina… però dai, quando la signora del piano di sopra prepara il tocco di funghi a me mi viene una fame…mi ricorda il tocco della nonna Cesira e tutto mi sembra più bello. Mi dispiace solo per i compagni che mangiano a scuola, a loro ci vorrebbe il ricostituente della Cesira per affrontare il pranzo in quella stanza… triste… grigia…sembra la prua di un Titanic arenato nel Secca.

Nella mia scuola abbiamo un sacco di luce, perché fare una scuola in un posto magari più luvego…  ? Nelle nostre aule quasi tutte le tapparelle non funzionano. Meglio, vuoi mettere che risparmio? Noi facciamo educazione al risparmio energetico. Ed è per questo che le luci di emergenza nei corridoi funzionano a scartamento ridotto e il bagno dei docenti è buio. Anzi, i Prof dimostrano di essere particolarmente atletici facendola al buio, io non sempre ci riesco e al mattino quando la mamma se ne accorge son pattoni.

All’incontro tutti a parlare di scuola tecnologica… ma anche noi abbiamo la lim, nell’aula polivalente. Certo, la tapparella rotta ci costringe a peripezie da gatto Silvestro ma è un dettaglio, come la maniglia che manca dalle porte dei bagni dei disabili o il fatto che almeno un bagno degli studenti su 4 ad ogni piano sia fuori uso, ci sia una crepa nel soffitto della sala Professori o il fatto che infiltrazioni d’acqua costringano intere classi a spostarsi da un’aula all’altra… non siete mai contenti: qui si insegna religione e storia assieme, Mosè che guida il popolo eletto fuori dall’Egitto attraverso il Mar Rosso – che io lo conosco bene dato che almeno una volta al mese il nonno Berto mi costringe a 3 ore di cinema precambriano. Tutta cultura che ti verrà bene, poi. Ora ho capito a cosa si riferiva.

Certo, Nonno Berto dice anche che si deve fare attività fisica, che la carne che cresce a mescia e quindi un bel giardino dove sfogarsi un po’ ci vorrebbe. Ma io gli dico sempre: ma dai, abbiamo fatto l’asilo in Arvigo, le elementari a Manesseno e vuoi che siamo abituati al giardino?!? Ma manco alla palestra se è per quello!

Lui scuote la testa e torna a guardare Ben Hur. Del resto lui non la capisce l’edilizia scolastica moderna.

Ciao da Orso M. Tullo.

Sant’Olcese: dove l’estate significa sagra!

Ragazze e ragazzi dai nove ai settant’anni, spesso Intere famiglie, si ritrovano alle nostre sagre di paese per cucinare, sbarazzare i tavoli, servire, prendere le ordinazioni e fare i conti. Sono persone vicine alle tante associazioni che organizzano quella miriade di eventi gastronomici che da aprile a settembre riempiono di sapore i nostri fine settimana.

Lo fanno per il valore enorme che ha il socializzare in carne ed ossa, perché il ricavato viene utilizzato per iniziative importanti dal punto di vista sociale e per dare una mano a chi necessita del nostro aiuto.

Date un senso al loro impegno, partecipate agli eventi. Non ve ne pentirete.

Il Pastaio del Paese: non solo ravioli.

Quelli che vedete in foto sono i ravioli che ho comperato questa sera dal Pastaio del Paese, il nuovo negozio che ha aperto in piazza della Costituzione a Manesseno, quella delle Twin Towers per intenderci.

Erano nel mio piatto e ci sono rimasti per poco.

Innanzitutto la cottura: l’impasto è tenace, i ravioli si possono cucinare alla perfezione senza incertezze e senza che si rompano. La cosa non è di poco conto e vi spiego perché. Se buttate un chilo di ravioli freschi in una pentola d’acqua bollente, ci vorrà un po’ di tempo perché l’acqua ritorni a bollire: è fisica. Se l’impasto dei ravioli è poco resistente cuoceranno prima che riprenda il bollore e quando si decideranno a venire a galla saranno irrimediabilmente scotti. Questo con i ravioli del Pastaio del Paese non è successo.

Il sapore di questi ravioli è spiccatamente genovese. Si sentono nella giusta proporzione il gusto della persa, delle borragini e della carne ma le spezie, e questo è molto difficile, non prendono il sopravvento.

Mentre io mi perdevo in queste elucubrazioni i ragazzi hanno fatto il bis fregandomi sul tempo, ben mi sta.

Ho parlato con due amiche della mia intenzione di provare le specialità del negozio e mi hanno raccontato degli ottimi gnocchi e del pesto che ha la caratteristica di essere a grana un po’ più spessa, cosa che lo riconduce alle origini e che ne rallenta l’ossidazione. Lo proverò e vi saprò dire.

Un vero negozio di pasta fresca ci mancava a Manesseno, Il Pastaio del Paese è già aperto ma farà l’inaugurazione ufficiale sabato 12 maggio dalle 18 alle 20 offrendo un apericena ai suoi ospiti. Vale sicuramente la pena di farci un salto.

Claudio Di Tursi