Scuola Media Ada Negri, qualcosa non va.

A margine di un Consiglio d’Istituto riunito per delibere di routine, il Preside dell’Istituto Comprensivo di Serra Ricco e Sant’Olcese ha fatto una comunicazione che è giusto venga condivisa fra tutto gli utenti, ma che riguarda nello specifico la scuola media Ada Negri di Sant’Olcese. Il Preside, che evidentemente ha letto la lettera che uno studente di prima media ha scritto al nostro Sindaco, ci ha reso partecipi di un’anomalia legislativa che, se da un lato lo individua come responsabile per la sicurezza per tutti i plessi che compongono l’Istituto Comprensivo, dall’altro non gli concede la facoltà di agire concretamente per sanare situazioni di sicuro pericolo. Il potere di intervenire con opere di manutenzione, infatti, è in capo al Sindaco per le scuole elementari e medie e all’amministrazione provinciale per quanto riguarda le superiori.

Il Preside ha parlato anche di un canale di comunicazione col comune che spesso si inceppa, di una mancanza di programmazione di quegli interventi di manutenzione che renderebbero un po’ migliore la vita degli alunni e degli insegnanti della Ada Negri.

Elena Viola ed io, che come sapete rappresentiamo i genitori di Sant’Olcese, abbiamo proposto di convocare un Consiglio d’Istituto aperto al nostro Sindaco, al Sindaco di Serra Riccò, agli assessori competenti ed ai caposettore delle opere pubbliche dei due comuni e, se le cose non dovessero risolversi, di organizzare qualche manifestazione con relativo passaggio sui social, sui giornali e sulle TV locali.

Siamo sicuri che questo non succederà, finora il nostro Sindaco e la Giunta non ci hanno mai deluso.

Elena Viola e Claudio Di Tursi

Rappresentanti della componente genitori nel Consiglio d’Istituto dell’IC di Serra Riccò e Sant’Olcese

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Pizzeria La Baita del Diamante: un’autentica rivelazione!

Insieme ai compagni di scuola di mia figlia ed ai loro genitori, abbiamo festeggiato la fine dell’anno scolastico in pizzeria. Abbiamo scelto la Baita del Diamante, un locale immerso nel verde di Campi, all’inizio del sentiero che porta a Forte Diamante, comodissimo da raggiungere dalla strada che porta a Trensasco. È da lì che vi scrivo, praticamente in diretta.

Stiamo mangiando una pizza a dir poco fantastica. Un impasto molto fragrante, fatto con farine di tipo 0 e 1 sapientemente miscelate ad accogliere ingredienti di primissima qualità. Un esplosione di sapori che abbiamo potuto cogliere nella sua variegata interezza grazie al suggerimento dello staff di fare il giro pizza, un modo divertente di stare insieme assaggiando un po’ tutte le pizze proposte dal locale.

Alla Baita cucinano anche altri piatti; ho sentito parlare di ravioli fatti in casa: mi riservo di tornarci con la famiglia per assaggiare anche quelli. Vi farò sapere.

Per questa sera è tutto.

Claudio Di Tursi

Uno studente di prima media scrive al Sindaco (in incognito)

Ho 12 anni, abito a S.Olcese e mi chiamo Orso ( perché? Pensavate che i Ferragnez detenessero il monopolio dei nomi sopra le righe…se così vogliamo chiamarli?)

Ho appena terminato la prima media, alla Ada Negri. Mi ci sono voluti circa 9 mesi per imparare a sopravvivere in questa jungla fatta di materie, professori e compagni con gli ormoni impazziti…

Alla fin fine siamo arrivati in fondo a questa prima media e per festeggiare il lavoro svolto dai compagni del Consiglio Comunale dei Ragazzi ci hanno portato a Villa Serra (che a me mi piace da matti, ci farei tutte le materie in Villa, ginnastica, scienze, storia e geografia … tutto quel verde sprecato e noi chiusi nelle aule …). Nell’auditorium ci ha salutato il Sindaco, Armando, che a me mi piace perché ti chiama per nome e lo puoi chiamare per nome. Le mie compagne sono tutte  pazze del Sindaco, credo che sia il primo nella lista dei fighi che gira a ricreazione. Io, modestamente,  sono in penultima posizione ma ho speranze per il futuro.  Tanto lui tra poco si sposa…

Ecco, dicevo, il Sindaco ci ha salutato, ci ha fatto sedere e poi ha parlato e alla fine ha pronunciato le parole che mi sono sembrate pesanti come pietre: NUOVO EDIFICIO SCOLASTICO!

E’ vero che ha precisato che noi non la frequenteremo mai e che forse i nostri figli lo faranno … però metti che tira fuori dal cilindro un superpotere e …zac! Ti costruisce una nuova scuola?!? Io non ce la posso fare!

Perché fare una nuova scuola quando puoi avere questa? Certo, la mia scuola oggi è dentro ad un condominio, a vederla da fuori è decisamente bruttina… però dai, quando la signora del piano di sopra prepara il tocco di funghi a me mi viene una fame…mi ricorda il tocco della nonna Cesira e tutto mi sembra più bello. Mi dispiace solo per i compagni che mangiano a scuola, a loro ci vorrebbe il ricostituente della Cesira per affrontare il pranzo in quella stanza… triste… grigia…sembra la prua di un Titanic arenato nel Secca.

Nella mia scuola abbiamo un sacco di luce, perché fare una scuola in un posto magari più luvego…  ? Nelle nostre aule quasi tutte le tapparelle non funzionano. Meglio, vuoi mettere che risparmio? Noi facciamo educazione al risparmio energetico. Ed è per questo che le luci di emergenza nei corridoi funzionano a scartamento ridotto e il bagno dei docenti è buio. Anzi, i Prof dimostrano di essere particolarmente atletici facendola al buio, io non sempre ci riesco e al mattino quando la mamma se ne accorge son pattoni.

All’incontro tutti a parlare di scuola tecnologica… ma anche noi abbiamo la lim, nell’aula polivalente. Certo, la tapparella rotta ci costringe a peripezie da gatto Silvestro ma è un dettaglio, come la maniglia che manca dalle porte dei bagni dei disabili o il fatto che almeno un bagno degli studenti su 4 ad ogni piano sia fuori uso, ci sia una crepa nel soffitto della sala Professori o il fatto che infiltrazioni d’acqua costringano intere classi a spostarsi da un’aula all’altra… non siete mai contenti: qui si insegna religione e storia assieme, Mosè che guida il popolo eletto fuori dall’Egitto attraverso il Mar Rosso – che io lo conosco bene dato che almeno una volta al mese il nonno Berto mi costringe a 3 ore di cinema precambriano. Tutta cultura che ti verrà bene, poi. Ora ho capito a cosa si riferiva.

Certo, Nonno Berto dice anche che si deve fare attività fisica, che la carne che cresce a mescia e quindi un bel giardino dove sfogarsi un po’ ci vorrebbe. Ma io gli dico sempre: ma dai, abbiamo fatto l’asilo in Arvigo, le elementari a Manesseno e vuoi che siamo abituati al giardino?!? Ma manco alla palestra se è per quello!

Lui scuote la testa e torna a guardare Ben Hur. Del resto lui non la capisce l’edilizia scolastica moderna.

Ciao da Orso M. Tullo.

Sant’Olcese: dove l’estate significa sagra!

Ragazze e ragazzi dai nove ai settant’anni, spesso Intere famiglie, si ritrovano alle nostre sagre di paese per cucinare, sbarazzare i tavoli, servire, prendere le ordinazioni e fare i conti. Sono persone vicine alle tante associazioni che organizzano quella miriade di eventi gastronomici che da aprile a settembre riempiono di sapore i nostri fine settimana.

Lo fanno per il valore enorme che ha il socializzare in carne ed ossa, perché il ricavato viene utilizzato per iniziative importanti dal punto di vista sociale e per dare una mano a chi necessita del nostro aiuto.

Date un senso al loro impegno, partecipate agli eventi. Non ve ne pentirete.

Imprenditore edile rumeno usava il territorio di Sant’Olcese come discarica.

Dal sito di Repubblica

Scavando e rovistando fra i detriti di una mini discarica abusiva rinvenuta nelle campagne dell’entroterra di Genova, i carabinieri forestali sono riusciti a identificare prima l’abitazione dove erano stati effettuati i lavori e poi a denunciare l’impresario edile che, all’insaputa del committente per cui aveva lavorato, aveva smaltito in modo irregolare i rifiuti. La piccola discarica abusiva è stata scoperta nel comune di Sant’Olcese. Il denunciato è un artigiano di 33 anni di nazionalità romena titolare di un’impresa edile.

L’uomo è stato denunciato per lo smaltimento illecito di rifiuti. Gli investigatori proseguono le indagini per definire la posizione di altri soggetti che avrebbero collaborato nello smaltimento dei rifiuti.

Villa Serra, luci e ombre

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Da troppo tempo in Villa Serra le cose non vanno come dovrebbero, e non parliamo – sia chiaro- della disgrazia di qualche mese fa.

Vediamo parecchia incuria, il retro palco è diventato una discarica a cielo aperto, sedie arugginite sono abbandonate riverse sul prato antistante e costituiscono un pericolo per i bambini che ci giocano intorno.

Il 25 aprile – appena in tempo per la ripresa della stagione – il chiosco ha ripreso a funzionare, fortunatamente.  Sei mesi fa era stato prorogato il bando di gara per il suo affidamento, sintomo non di un disinteresse da parte degli imprenditori ma, molto probabilmente, di oneri di concessione da versare al consorzio troppo alti. “Difficile starci dentro” ha commentato, conti alla mano, uno dei tanti gestori che avrebbe voluto partecipare alla gara e al quale abbiamo chiesto un parere. 

La pizzeria, che quando era aperta registrava regolarmente il tutto esaurito, quest’anno ancora non è stata assegnata, probabilmente per le stesse motivazioni. A titolo indicativo per tutto il 2017 il vecchio gestore del chiosco ha pagato per l’affitto 15.250,00 euro, mentre per tenere aperta la pizzeria da marzo ad ottobre dello stesso anno ha versato nelle casse del parco 4.880,00 euro.

 La vocazione a fare cassa emerge con chiarezza  anche se ci si concentra sulla programmazione degli eventi estivi proposti da qualche anno a questa parte. Completamente assenti, o rarissimi, balletti, spettacoli teatrali, musica jazz e sinfonica che lasciano invece il posto a manifestazioni più commerciali e rumorose che mal si inseriscono nella cornice del parco storico, arrecando disturbo al vicinato  e agli animali della tenuta, ma rimpinguano a dovere le casse dell’ente. 

Sullo sfondo un cambio al vertice che ci lascia perplessi. Michele Casissa, storico presidente del Consorzio Villa Serra, da dicembre dell’anno scorso, all’età di 75 anni, ha deciso di fare un passo indietro.

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Per la sua sostituzione si era ipotizzato in un primo momento il nome di Umberto Lo Grasso, nove mesi per firme false comminati dal Tribunale di Genova a febbraio del 2015, sentenza poi annullata in appello, e la storia non proprio edificante delle primarie del PD nel seggio di Certosa al quale affluirono in massa riesini suoi compaesani mentre lui soggiornava nei pressi. Visti i comprensibili mal di pancia si è pensato allora a Giulio Torti, storico ed indimenticato Sindaco di Sant’Olcese, che alla veneranda età di 78 anni prenderebbe in mano le sorti del parco.

Tanti Auguri.

Claudio Di Tursi