Il Comune di Sant’Olcese eroga fondi ai giornali di vallata: è giusto?

Spesso si usano i giornali di vallata per fare propaganda politica e screditare l’opposizione

Il nostro comune, ogni anno, eroga fondi per sovvenzionare due giornali di vallata. Si tratta del mensile “La Polcevera” e del bimestrale “Qui e non solo dintorni”. Non sono  cifre importanti, intendiamoci, siamo sotto ai tremila euro; ma si tratta comunque di soldi della collettività che vengono sottratti ad altre attività sociali e per i quali, in qualche modo,  devono essere erogati servizi ai cittadini. Trattandosi di giornali, quindi, è lecito pensare che al cittadino, come servizio di pubblica utilità, vengano date notizie inerenti l’attività del comune ed ogni altra informazione utile a rapportarsi con l’amministrazione  ed a capire le modalità di fruizione dei servizi che questa offre. Se li offre.

Purtroppo questo accade per i comuni limitrofi, che hanno gli stessi spazi sugli stessi giornali, ma non per Sant’Olcese. Il nostro comune usa questi giornali come cassa di risonanza per l’operato degli Assessori e del Sindaco che spesso si lasciano andare a considerazioni fortemente negative nei confronti del Comitato, con il consigliere del Centro Destra, Patrizia Altobelli, sovente chiamata a far da arbitro tra i due litiganti.

Usando per la polemica politica un giornale che in qualche modo si sovvenziona,  ed attaccando dalle sue pagine l’opposizione, ci si mette allo stesso livello Silvio Berlusconi che spesso viene citato, a ragione, come esempio negativo quando con i suoi giornali conduce campagne contro i suoi avversari politici.

Quella che  qui mettiamo in discussione non è la deontologia professionale dei giornalisti, che spesso danno spazio alle repliche di chi viene attaccato, ma l’uso distorto che viene fatto di questi mezzi che potrebbero avere ben altra utilità per alpopolazione.

Per le beghe della politica esistono giornali e media indipendenti: noi del Comitato quando abbiamo qualcosa da dire al Sindaco ed alla maggioranza, scriviamo una lettera sul Secolo XIX  o su questo blog senza spendere soldi del contribuente.

Un esempio di quanto scritto ci viene dall’articolo che potete leggere cliccando qui (link). Si tratta dell’annosa vicenda in cui la maggioranza è stata condannata dal TAR Liguria  a pagare le spese al legali al Comitato che ha dovuto proporre ricorso per far valere la questione di principio di fronte al Bilancio Consuntivo 2011 che la maggioranza  ha tentato di approvare nonostante fosse gravato da pesanti irregolarità procedurali.

Buona lettura.

Se volete approfondire:

https://lapelledellorso.wordpress.com/2012/07/15/santolcese-i-dipendenti-i-dirigenti-il-tar-ed-il-bilancio-comunale/

https://lapelledellorso.wordpress.com/2012/07/27/ricorso-al-tar-il-comune-di-santolcese-condannato-a-risarcire-le-spese-al-comitato/

https://lapelledellorso.wordpress.com/2012/08/08/ricorso-al-tar-finalmente-lopinione-del-sindaco-angelo-cassissa/ (Botta e Risposta tra il Sindaco ed Il Portavoce del Comitato)

 

Claudio Di Tursi

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Macchè Martorelles: gemelliamoci con Ancona e Capri Leone!

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Ancona

A quanto pare sono molte le analogie che ci legano al Capoluogo delle Marche. Anche la loro Amministrazione, per esempio, non è riuscita ad approvare il bilancio consuntivo 2011 facendo infuriare l’opposizione di centrosinistra!

 

Ancona: bilancio consuntivo “irregolare”. Il Comune è in dissesto finanziario
di Maria Gloria Frattagli, pubblicato il 27 aprile 2012

Il Resto del Carlino

ANCONA – In permanente stato di dissesto finanziario. Non perché non quadrano i conti di bilancio, ma perché l’Amministrazione non ha fatto trascorrere i 20 giorni stabiliti per legge che consentono ai consiglieri di prendere visione del rendiconto di bilancio e quindi formulare le relative osservazioni prima di essere posto in votazione. E’ stato un vero uragano il primo e unico intervento del Consiglio di ieri. L’ex alleato del sindaco, Eugenio Duca, capogruppo di Sinistra per Ancona, l’ha fatta pagare cara (in realtà ha fatto solo rispettare la legge ndr) al primo cittadino e a tutta la nuova maggioranza. E’ lui che rilevato il difetto di forma che sarebbe diventato sostanziale, al punto da rendere il bilancio illegittimo, se il rendiconto fosse stato votato dall’aula. Leggendo un suo intervento sul mancato decorso dei venti giorni, Duca ha imposto la riflessione: ha fatto chiamare il Collegio dei revisori sugli scranni degli assessore che con tutta onestà hanno dichiarato di non aver ricevuto alcuna delibera di approvazione del bilancio consuntivo.

Ancona non è un caso isolato: numerose sono le cittadine, specialmente nel sud Italia, dove si sono verificati gli stessi inconvenienti: è il caso, ad esempio di Capri Leone, ridente cittadina del messinese, che ha avuto gli stessi problemi. Ci gemelliamo?
Claudio Di Tursi

Sentenza del TAR: la versione “truccata” della maggioranza

20120801-105310.jpgPerso tra una le notizie delle varie sagre, ecco comparire su “santolceseinform@” un articolo tra lo stizzito ed il professorale, come al solito non firmato – e se avrete la pazienza di arrivare fino i fondo vi spiegheremo perché – di risposta sulla questione del ricorso al TAR presentato dal Comitato, in cui il Comune di Sant’Olcese è stato condannato a pagare le spese legali, TUTTE le spese legali, della controparte, il Comitato appunto.

Ora, se siete persone che amano una politica nuova, non urlata, leale ed intellettualmente onesta, non proseguite nella lettura di questo articolo; perché, se fa male a noi scriverlo, possiamo immaginare quanto possa fare male a voi leggerlo.
Ma dobbiamo ristabilire la verità dei fatti che emerge dalla semplice lettura degli atti e dei documenti, che nel corso dell’articolo verranno richiamati puntualmente, perché il livello delle cose accadute realmente e la maniera in cui vengono stravolte nel racconto che ne fa l’ultima incarnazione del regime che da quarant’anni soffoca Sant’Olcese, sono tipici del modus operandi della politica del ventennio e delle peggiori dittature.
Ma prima di tutto, prima che il lettore si stanchi delle noiose precisazioni che, nostro malgrado, saremo costretti a fare, vorremmo fare chiarezza su una cosa semplice semplice anticipando la conclusione di quest’articolo: a pagare le nostre spese legali, e non solo, devono essere il Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale, gli Assessori ed i consiglieri che hanno approvato un atto illegittimo sapendo di farlo, in quanto da noi avvertiti, ed assumendosi la responsabilità del gesto in caso di violazioni a quanto prescritto dalla legge. Cos’altro significa “assumersi la propria responsabilità” se non pagare le spese del ricorso alla Giustizia Amministrativa che è stato costretto a fare chi ha voluto a tutti costi evitare che in questa vergognosa vicenda a soccombere fosse la legalità? Se tra le delibere esposte all’Albo Pretorio del comune ne troveremo qualcuna che autorizza il pagamento con soldi pubblici della parcella emessa dell’avvocato del comune per la difesa in questa causa, o se verranno usati fondi della collettività per pagare le nostre spese legali, non mancheremo di farvelo sapere perché possiate, a vostra volta, diffondere quella che sarebbe una notizia scandalosa.

A questo punto inizia la parte noiosa ed è probabile che ne abbiate abbastanza, ma, se decidete di proseguire, fatelo in un momento in cui non siete disturbati ed avete un po’ di tempo a disposizione: per noi è troppo importante che voi capiate esattamente come stanno le cose.

1) Una questione di principio
Riceviamo sistematicamente i documenti necessari alla discussione delle pratiche da trattare nelle commissioni e nel Consiglio comunale con troppo ritardo. Questo implica non riuscire quasi mai ad approfondire quanto vorremmo la materia di volta in volta in discussione. Più volte abbiamo fatto presente il problema ma non siamo stati ascoltati. Per stilare il bilancio consuntivo la maggioranza ha a disposizione quattro mesi: non sono bastati a produrre la maggior parte dei documenti necessari nei tempi dovuti pur portando in consiglio la pratica l’ultimo giorno utile.

Copia dei documenti in questione, non recanti l’indicazione dei numeri di protocollo, ci sono stati consegnati solo il due maggio dietro nostra richiesta specifica.

Noi avremmo dovuto pronunciarci sul bilancio, confezionato a mo’ di rompicapo, e capirlo senza avere i documenti necessari a disposizione e senza poterci rivolgere ai nostri consulenti esterni, esperti di enigmistica più che di economia, perché la cosa ci è vietata dall’ultima modifica bulgara al regolamento che disciplina l’accesso agli atti. Il bello è che qualche consigliere della maggioranza ha dichiarato di aver approvato il bilancio perché l’ha compreso! Dopo aver chiesto inutilmente il rinvio della pratica siamo stati costretti a rivolgerci al TAR per far valere le nostre ragioni ed affermare un principio semplice: gli atti approvati in Consiglio Comunale devono essere legittimi.

2) La paura del Commissario Prefettizio
Se non si fosse approvato il bilancio consuntivo in comune sarebbe arrivato un Commissario Prefettizio per guidare gli uffici preposti alla redazione dell’atto nei tempi e nei modi previsti dalla legge. Ma un estraneo che mette il naso negli affari del Comune di Sant’Olcese è evidentemente visto come il fumo negli occhi dai nostri amministratori che hanno preferito rischiare un ricorso. Un rischio calcolato perché pensavano che mai saremmo stati capaci di tirare fuori i soldi necessari. Calcolato male, come al solito.

3) Il Ruolo del Presidente del Consiglio Comunale
Non avremmo mai creduto che il nostro Presidente del Consiglio un giorno avrebbe fatto prevalere la sua appartenenza ad un partito rispetto ai doveri che gli impone la sua carica. Il 30 aprile è successo. Egli sapeva perfettamente che portare la pratica del Bilancio Consuntivo con quei presupposti era impossibile, eppure, per compiacere la sua maggioranza, l’ha posta in votazione assumendosi le responsabilità di questo gesto qualora fosse stato sbagliato. Dalla sentenza del TAR si evince chiaramente che avevamo ragione noi del comitato nel chiedere il rinvio della pratica. Assumersi le proprie responsabilità significa pagare i danni di tasca propria, non coi soldi dei cittadini, e rassegnare le dimissioni. Aspettiamo che i due eventi si verifichino, ma siamo scettici.
Ci stupisce, inoltre, il suo prendere posizione nelle beghe di partito: avete mai visto Guerello, Presidente del Consiglio Comunale di Genova, comportarsi nella stessa maniera?
Il nostro Presidente del consiglio, dalle pagine del suo blog, entra spesso in polemica con noi del Comitato con articoli di risposta alle critiche che muoviamo alla maniera maldestra con cui viene amministrato questo paese. Quel che è peggio è che lo fa quasi sempre senza firmarsi, forse perché sa benissimo di venir meno all’imparzialità e all’equidistanza che dovrebbero contraddistinguere chi ricopre la sua carica.

4) La retromarcia
Ricevuta la notifica del ricorso, il Sindaco e compagni si sono precipitati ad annullare la delibera del 30 aprile. Lo hanno fatto convocando un Consiglio Comunale straordinario il 12 luglio. Prima ci hanno chiesto se volevamo ritirare il ricorso. Non hanno fatto precedere la richiesta da frasi come “avevate ragione” o ” scusate, abbiamo sbagliato”, assenti nel loro vocabolario che è zeppo, invece, delle locuzioni adatte ad esprimere la loro arroganza; cosa che ha rafforzato la nostra volontà di dargli una bella lezione.

5) La sentenza che non hanno saputo leggere.
In soldoni il TAR Liguria con la sua sentenza ha voluto dire: “Avete fatto l’errore di approvare una delibera senza i necessari presupposti di legge e l’avete annullata per autotutelarvi solo quando avete ricevuto la notifica del ricorso del Comitato. Visto la scaltra manovra io non mi posso pronunciare ma ora la metà del totale delle spese di giudizio, quella di competenza del Comitato, le pagate voi, incluse TUTTE le spese accessorie come la parcella del loro avvocato”.
Loro hanno capito che ci devono pagare metà delle spese: che abbiano veramente intenzione di mettere mano al portafogli?
Ma la parte più bella del resoconto che santolceseinform@ fa della vicenda è questa: “…. dichiara valida ed esecutiva la delibera a partire dal 30 aprile…”
Cosa che è frutto di pura immaginazione, giudicate voi leggendo la sentenza:
http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Genova/Sezione%202/2012/201200635/Provvedimenti/201201119_20.XML

E per finire un’altra cosa che dal blog della maggioranza fanno fatica a capire: bisogna sempre firmarsi quando si esprime un opinione. Noi non denunceremo mai nessuno per avere espresso un opinione nei nostri confronti per quanto negativa possa essere.

Claudio Di Tursi

Ricorso al TAR: Il Comune di Sant’Olcese condannato a risarcire le spese al comitato!

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

…….

– rilevato che gli atti impugnati risultano essere stati oggetto di provvedimento di annullamento in conseguenza alla proposizione del presente gravame, come emerge dalle premesse dello stesso annullamento;

– ritenuto che pertanto il ricorso debba essere dichiarato improcedibile;

considerato che sussistono giusti motivi per compensare la metà delle spese di lite, ponendo la restante parte a carico dell’amministrazione resistente che ha ritirato l’atto solo in seguito al ricorso.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria (Sezione Seconda)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile.

Condanna parte resistente (il Comune di Sant’Olcese n.d.r) al pagamento della metà delle spese processuali in favore di parte ricorrente (Il Comitato), liquidate in complessivi euro 1.500,00 (millecinquecento0), oltre accessori dovuti per legge. Spese compensate per la restante parte.

Questo è un estratto della sentenza del TAR che riguarda il nostro ricorso per l’annullamento dell’approvazione del Bilancio Consuntivo 2011, dicui abbiamo parlato in questo post.

Non ci vuole un avvocato per capire, dalla semplice lettura delle parti in rosso, che:

  • Avevamo ragione a non volere approvare un atto tanto illegittimo da essere annullato dalla maggioranza in autotutela non appena ricevuta la notifica del nostro ricorso;
  • se non si fosse fatto l’annullamento della delibera in autotutela il ricorso sarebbe stato procedibile ed allora per il comune sarebbero stati guai più seri;
  • il TAR riconosce che la stessa maggioranza nell’annullare la sua delibera ci ha dato ragione e condanna il Comune a risarcire le spese legali Sostenute dal Comitato.

Speriamo che il Sindaco, Gli Assessori ed il Presidente del Consiglio Comunale di Sant’Olcese abbiano capito da questa piccola lezione che il Comitato difenderà sempre la legalità delle decisioni prese in Consiglio Comunale, che non è disposto a nessun compromesso quando si parla di diritti dei cittadini e che di fronte ad altre sopraffazioni reagiremo con la stessa forza.

Ci auguriamo, inoltre, visto che per bocca del Presidente Enrico Trucco la maggioranza approvando la delibera si assumeva le proprie responsabilità, che le spese di giudizio vengano ripartite tra Sindaco, Assessori, Presidente del Consiglio e tutti i Consiglieri che hanno votato in maniera favorevole all’approvazione dell’atto dichiarato illeggittimo dalla stessa maggioranza prima che dal TAR. Le colpe degli Amministratori non devono ricadere sui cittadini. Sarà nostra cura informarvi in merito a ques’ultimo ma importante punto.

Stay tuned! ( … O se preferite rimanete collegati!)

Claudio Di Tursi

Per approfondire :

La sentenza del TAR:
http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Genova/Sezione%202/2012/201200635/Provvedimenti/201201119_20.XML

Un articolo sull’argomento a firma Claudio Di Tursi apparso sul Secolo XIX del 14 luglio:
https://lapelledellorso.files.wordpress.com/2012/07/difficile-per-i-cittadini-chiedere-giustizia.pdf

La dichiarazione di voto del Comitato nel consiglio del 12 luglio, convocato in fretta e furia dalla maggioranza per annullare la delibera illegittima dopo il nostro ricorso:
https://lapelledellorso.files.wordpress.com/2012/07/dichiarazione-di-voto-12-7-2012.pdf

Sant’Olcese, I Dipendenti, i Dirigenti, il TAR ed il Bilancio Comunale

Nel giro di pochi anni i dipendenti comunali sono passati da 31 a 26 unità. Gli impiegati ed i dirigenti andati in pensione o trasferiti, complice il blocco del turn over, non sono stati rimpiazzati. L’intento di snellire la macchina comunale può essere lodevole, ma la razionalizzazione delle risorse deve essere accompagnata da una riorganizzazione che, attraverso la concertazione con le forze sindacali ed un uso spinto dei sistemi informatici, miri alla distribuzione equa dei carichi di lavoro ed alla riduzione degli sprechi, con ricadute positive sui servizi offerti all’utenza: i cittadini di Sant’Olcese.

Un esempio concreto di come invece i nostri amministratori procedano in direzione ostinata e contraria al buon senso è data dalle vicissitudini che sta attraversando il Settore Finanziario del nostro Comune. Andata in pensione per anzianità il Dirigente, Carla Bondelli, con più di trent’anni di esperienza nel mantenimento della contabilità comunale, si è pensato di sostituirla con il funzionario responsabile del Settore Socio Sanitario e Culturale, laureata in pedagogia, mantenendola impegnata sui entrambi i fronti. Non ancora contenti, i nostri amministratori, hanno pensato bene di attivare con il Comune di Sori una convenzione per la condivisione del dirigente in questione. Così la dottoressa Pierini potrà dedicare al nostro comune soltanto 18 ore alla settimana Continua a leggere