L’ACR lancia il “rigiocattolo”

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/9f1/30057589/files/2014/12/img_0304.jpgBellissima iniziativa quella del “rigiocattolo”: giochi praticamente nuovi ceduti per un’offerta che si spera non sia troppo simbolica.
Il rigiocattolo, dopo essere stato aperto questa sera dalle 18 alle 20, bissa domani 21 dicembre:
Apertura dalle 10,20 davanti alla Chiesa Nuova!

Piazza della Costituzione. Finalmente…

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Con l’inaugurazione della “Piazza della Costituzione Italiana”, lo spazio antistante la Conad di via Don Sturzo a Manesseno, si chiude l’annosa questione dell’urbanizzazione selvaggia ed insensata che ha portato alla costruzione dei palazzoni alla confluenza del Sardorella e del Secca, le “Twin Towers” come vengono chiamate dagli abitanti di Manesseno. La vicenda è nota ai più, metri cubi di cemento, un progetto approvato e fortemente voluto dalla la giunta precedente, le altre opere di urbanizzazione che dovevano mitigare l’impatto del complesso residenziale – un locale al piano terra e dei box interrati- vendute a buon prezzo a chi le ha costruite e lo spazio antistante i palazzoni curiosamente delimitato con delle fioriere che in qulache modo sembravano voler denotare la presenza di uno spazio privato…
Per molto tempo abbiamo dovuto aspettare questa inaugurazione che sancisce inequivocabilmente come il bene sia nella piena disponibilità dei cittadini e probabilmente senza il cambio della guardia epocale che c’è stato fra i nostri amministratori staremmo ancora aspettando: la vivace partecipazione alla cerimonia di giovedì sera ci dimostra come la gente di Sant’Olcese abbia ben compreso questo particolare.
L’entusiasmo dei ragazzi, il loro impegno – che tra l’altro ha portato al nome attribuito alla piazza: “piazza della Costituzione Italiana” – e la loro allegria hanno contriubuito a fare di una cerimonia istituzionale una festa di popolo. Siamo stati coinvolti dalle parole dei Presidenti del Consiglio dei Ragazzi, ci siamo emozionati per le voci limpide ed i canti natalizi eseguiti dai ragazzi della scuola media “Negri”, siamo stati corroborati dal vin brulè e dalla cioccolata calda offerti dai volontari delle associazioni.
E come facciamo ogni qualvolta che condividiamo le scelte della maggioranza, anche in questa occasione ci congratuliamo per questo ennesimo passo nella giusta direzione.

Elena Viola e Claudio Di Tursi,
Capogruppo e Portavoce del Comitato Indipendente per Sant’Olcese

12a PUNTATA – IL PIANETA E’ AL COLLASSO: PREPARIAMOCI…

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di Flavio Poggi
Torniamo alle “Cose da sapere” con uno sguardo a un modello economico diverso da quello liberistico basato sulla globalizzazione: parliamo di autarchia. Buona lettura!

Autarchia verde: “Confesso che in gioventù sono stato affascinato dal mitico “Libro dell’autosufficienza” di John Seymour […]. Con questo non voglio dire che il mio progetto sia di vivere isolato in una fattoria coltivando grano, allevando vacche e maiali, facendomi la birra e il formaggio. Ci sono gradi diversi di autosufficienza. Il bello è fare ciò che è possibile e ciò che piace e condividere con la cellula sociale locale ciò che non si è in grado di fare da sé. E non pensare passatista, ma evoluzionista. Non voglio tornare al medioevo! Voglio andare avanti. I pannelli solari, il computer i internet hanno bisogno di una struttura tecnologica e industriale che li supporti. […] L’esperimento dell’autosufficienza di un popolo è già stato fatto molte volte nella storia. In Italia il più noto è l’Autarchia del Ventennio fascista. […]
Depurata quell’esperienza dalla deplorevole impronta ideologica e bellica, resta lo sforzo di un popolo per estrarre il massimo dalle sue magre risorse energetiche, minerarie e agricole. I migliori scienziati escogitarono soluzioni tecnologiche d’avanguardia […], furono create istituzioni intelligenti […], furono stampati manuali, promossi convegni, diffuse conferenze radiofoniche che illustravano nuove tecnologie e incitavano a “non buttar via nulla, nemmeno il resto dei resti, il rifiuto dei rifiuti”. Ebbene tutto ciò che di buono e saggio c’era in questa esperienza è stato erroneamente buttato via insieme all’odiosa politica autoritaria e sepolto in fretta dall’inondazione di petrolio del Piano Marshall e dal consumismo acritico […].
L’esperimento autarchico mette in luce tuttavia una inquietante fragilità: allora l’Italia aveva 42 milioni di abitanti che riuscivano a nutrirsi in modo appena sufficiente […] e mancavano di molti altri prodotti ai quali rinunciavano stoicamente (da quelli più utili, come metalli e combustibili, a quelli più voluttuari,come il caffè e la cioccolata, sostituiti dagli antipatici “surrogati”). Come potrebbe oggi l’Italia autosostenersi con 60 milioni di abitanti e una bella fetta di suolo agrario sottratta dalla cementificazione? Non potrebbe.
[…] un’autarchia va oggi praticata perché abitiamo tutti in un’unica “nazione”, il pianeta Terra, i cui confini sono chiusi:possiamo trarre quello che ci occorre soltanto dal suo interno e la “nazione planetaria” soffre degli stessi limiti che affliggevano i paesi in guerra nel XX secolo. Contare sulle proprie forze, fare di più con meno, non sono capricci, ma linee della politica economica da adottare nel XXI secolo.”

COMMENTO: confesso che provare a guardare con occhio, non dico positivo, ma almeno neutro un’esperienza tragica come quella del fascismo in Italia, ancorché solo per qualche specifico aspetto, non è cosa che mi riesca facile. Sapendo, inoltre, che quella Autarchia è stata un’esperienza obbligata, causata dalle scelte politiche di un dittatore, che ha affamato il suo popolo, è difficile guardarla per gli aspetti positivi… tuttavia, al lato pratico, le conseguenze su di noi di una eventuale crisi economica causata dall’aver portato alle estreme conseguenze i fattori forzanti del nostro modello socio-economico, descritti nella nona puntata di questa rubrica, potrebbero essere non molto diversi da quelli sperimentati dai nostri nonni nel Ventennio. Con la differenza che i nostri nonni provenivano da un tenore di vita di gran lunga inferiore al nostro e certamente si adattarono con meno fatica alle privazioni imposte dalla scellerata politica fascista. Naturalmente possiamo sempre sperare che questi scenari tragici siano irrealistici e che la nostra società sia in grado di cambiare il proprio modello economico in maniera progressiva senza che si debbano mai verificare collassi improvvisi e devastanti. Ma, come si dice a Genova, “maniman”…meglio iniziare spontaneamente e serenamente ad adottare comportamenti più autarchici e meno consumistici. In questo modo adotteremmo fin da subito una “politica economica individuale” indubbiamente più sostenibile per la nazione planetaria e, dopotutto, dove sta scritto che la felicità stia sempre e solo nell’acquistare più possibile, consumare più possibile, sprecare più possibile e poi gettare via con noncuranza?
*Flavio Poggi, geologo, è consigliere comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese

I cittadini ci sono! A Comago!

FullSizeRenderDi Michela Agostini*

Lunedì 15 dicembre a Comago si svolto un incontro tra gli amministratori comunali, che hanno relazionato circa il lavoro svolto da quando si è insidiato il nuovo consiglio comunale, e la cittadinanza.
Numerosa e “calda” la partecipazione degli abitanti di Comago, che da subito hanno chiesto notizie sulla difficile viabilità d’accesso alla frazione e sulla situazione frane.
In particolare si è discusso della regimentazione acque, avendo ben presenti i danni subiti dal territorio causa delle recenti alluvioni. Sono state segnalate frane, disagi alla circolazione, chiusure di tratti stradali.., tutte situazioni che il sindaco conosceva bene, e su cui, per quanto possibile e di competenza l’amministrazione comunale, sta operando.

Per quanto riguarda la viabilità, la cronica carenza di fondi non lascia grandi speranze. Si è chiesto quali siano gli introiti del comune relativi agli oneri di urbanizzazione incassati grazie alla costruzione di nuove case. L’assessore al bilancio Trucco, che con precisione ha sciorinato le cifre di tasi, tari e imu incassate dal comune, non ricordava neanche ” a spanne”, il gettito derivato dagli oneri di urbanizzazione derivanti dalle nuove costruzioni. L’idea, implicitamente deducibile dalle domande dei cittadini, è quella che i soldi incassati grazie alle case costruite a comago, possano essere spesi per la viabilità stessa, già alluvionata prima delle alluvioni, e in condizione sempre più diffcile e pericolese.
Invece, ben pochi, e in massima parte relagati all’ambito di spesa della “ somma urgenza” sono gli interventi attuati lungo la stada di comago, e non appare chiaro un progetto programmatorio che consenta di mettere in sicurezza tale viabilità.
Inoltre non è parso cortese l’intervento del consigliere Gianluigi Pittaluga: quando gli ho fatto notare che in quanto politico lui è tenuto a rispondere non solo di cio’ che fa lui come singola persona, ma anche di come si comportano i tecnici e gli uffici le cui azioni sono riconducibili all’Amministrazione in carica, mi ha risposto:

“ma mi ha visto bene, mi ha riconosciuto?
Io sono quello che le ha dato lo spazio per i laboratori domenica”.

Domenica, nel corso della manifestazione-mercato organizzato dalla Pro Loco a Manesseno, ho pensato di proporre laboratori artigianali per bambini e adulti. Sabato, visto il brutto tempo, ho chiesto all’assessore Simona Lottici se fosse possibile trovare uno spazio al coperto, perché io potevo certo bagnarmi come tutti le altre persone che gestiscono i banchetti, ma i bambini non sarebbero certo venuti a lavorare sotto la pioggia. Mi è stata così assegnata la sede della pro loco dove ho lavorato pochissimo, come del resto tutti i banchi le cui attività sono state rovinate dalla pioggia.

Interessante l’intervento dell’assessore Lottici, che ha illustrato il piano di organizzazione della raccolta differenziata su tutto il territorio comunale, la cui attuazione è prevista nel corso del prossimo anno. L’assessore Taddeo, in un sintetico intervento, ha relazionato in merito al proprio operato, relativamente alle scuole ed ai servizi sociali.

Da attenta osservatrice del lavoro della pubblica amministrazione, se pure dal mio punto di vista limitato, mi sento di definire encomiabile il comportamento del sindaco e degli assessori durante l’emergenza alluvione, ( a Comago in particolare abbiamo potuto osservare il lavoro di Simona Lottici). Ammirevole è la buona volontà, l’impegno e la costante presenza sul territorio dei nuovi assessori e del sindaco, impegnati in tante piccole e grandi situazioni, fungendo da catalizzatori per le esigenze e le proposità del territorio. Interessante il progetto dell’assessore Taddeo relativo al mondo musicale santolcesino, ancora molto in embrione, mentre l’inaugurazione del nuovo centro sociale per i ragazzi del territorio, ha visto la realizzazione di un’esigenza cui era necessario dare risposta da molto tempo.

Pero’ in conclusione di queste mie riflessioni legate all’incontro di lunedi sera, vorrei ricordare la stessa frase da me detta a Claudio Di Tursi ed ai sui “colleghi” del comitato, quando, in campagna elettorale, hanno presentato il programma del comitato a Comago:

“attenti perché noi vi osserveremo e controlleremo quello che farete”.

E così facciamo e faremo nei confronti di chiunque ci amministra o ci amministrerà.

*Michela Agostini abita a Comago. Funzionario del Comune di Genova, si occupa di scuole e nidi d’infanzia.”

 

Commento:

Quando accaduto lunedì sera a Comago deve essere spunto di riflessione, numerosi sono gli insegnamenti che ne derivano.
Sarebbe bellissimo, per esempio, se i cittadini fossero più partecipi della vita politica del paese. All’Ultimo incontro della maggioranza con i cittadini di Manesseno, i presenti si contavano sulle dita di una mano. A Comago, invece, gli abitanti hanno capito che la qualità della loro vita dipende anche dall’operato dell’Amministrazione Comunale che, molto correttamente, desidera periodicamente confrontarsi con i cittadini. Questo non avviene in tutti i comuni, è un occasione per sviluppare un dialogo importante e costruttivo che non va sprecata; troppo facile lamentarsi su Facebook quando qualcosa non va nel giro ristretto delle proprie amicizie virtuali facendo a meno del contradittorio.
Gli amministratori, dal canto loro, devono capire che certi incontri non si possono improvvisare. Su certe questioni che oramai si sono incancrenite, la curva Bargellini sotto questo punto di vista è un esempio emblematico, la gente pretende risposte. E lo sa, lo sappiamo tutti che la nuova amministrazione comunale costituisce un punto di rottura rispetto al passato, ma questa non deve essere l’unica cifra caratterizzante dell’azione amministrativa; è necessario misurarsi con le questioni, che sappiamo benissimo essere complesse, che una volta risolte migliorerebbero sensibilmente la vita dei cittadini. Questo, naturalmente, non significa non riconoscere alla nuova compagine amministrativa l’impegno profuso in numerose iniziative che hanno già ora segnato una importante svolta positiva.
E poi il momento di finirla definitivamente con certi metodi che hanno caratterizzato la politica del passato. Le affermazioni del Consigliere Pittaluga con delega al rapporto con le frazioni e la Pro Loco, che fa pesare a Michela di avergli gentilmente concesso i locali per il laboratorio con i bambini, ci riportano alla mente episodi che vorremmo dimenticare.

Claudio Di Tursi

20 dicembre: la magia del concerto di Natale

silviaA cura di Silvia Bevegni*
E così alla fine anche quest’anno siamo riusciti a preparare il concerto di Natale!
Purtroppo la divulgazione dell’evento ha avuto inizio solo una decina di giorni prima della data, fissata da tempo… Vari motivi, legati anche alla recentissima introduzione nel repertorio di nuovi canti, arrangiati appositamente per noi dal nostro maestro Cillo, ci stavano inducendo a soprassedere quest’anno. Ma non potevamo né volevamo rinunciare! Anche perché, al di là del piacere di stare e cantare insieme e di creare un bel clima pre natalizio insieme ai bambini dell’asilo, che apriranno la serata, il nostro fine è la beneficenza. Anche quest’anno vorremmo raccogliere, grazie alle libere offerte di chi vorrà partecipare, una somma da devolvere a chi ne ha più bisogno.
Abbiamo pensato, visti i recenti eventi alluvionali, di destinare il ricavato a una realtà, che sia associazione, attività, famiglia o altro, di Montoggio particolarmente danneggiata dall’alluvione.
Ci siamo attivati per sapere chi si trovi tuttora in maggiore difficoltà, quindi sabato sera saremo più precisi in merito.
Ci auguriamo che lo scarso preavviso non impedisca una numerosa partecipazione…
Vi aspettiamo sabato 20 dicembre alle ore 21 nell’oratorio di San Giovanni Battista a Sant’Olcese!
*Silvia Bevegni, avvocato, fa parte del Coordinamento del Comitato Indipendente per Sant’Olcese.

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Eppoi esistono quelli che…

20140215-083429.jpgdi Sabrina Poggi*
Eppoi esistono quelli che a Natale si ammalano di malinconia, quelli che vorrebbero saltare dal 25 al 6 a pie pari, quelli che si sentono oppressi dagli impegni famigliari, dalle luci, dai colori, quelli che non sentono il calore. Quante volte mi è capitato di provare la stessa malinconia…
Gli eventi ci travolgono, arriviamo alle feste stremati stanchi ed impoveriti dalla quotidianità; così vediamo come unico miraggio, per chi può, la sveglia che non suona. La storia pubblicata da Claudio ( sempre lui metto a mezzo) ci obbliga a fermarci, a pensare cosa sia il vero coraggio, quattro calci ad un pallone in una trincea. Mi scrollo allora di dosso la stanchezza, l’insofferenza e mi guardo un attimo intorno, vedo persone forti con le mani consumate dal lavoro, bambine (si lo so sono ragazze…) magari non perfette ma che danno un senso alla vita, case piccole ma calde, alberi finti ma colorati e allora penso che questo deve essere un momento per riflettere, per correggere il tiro, per allungare una mano, regalare attenzioni, sentimenti, verità, tempo.
Sarà questa una grande occasione. Cogliamola!

*Sabrina Poggi lavora per il CNR con funzioni amministrative. Santolcesina da sempre, fa parte del Coordinamento del Comitato Indipendente per Sant’Olcese.

A Natale regalaci una storia.

Manesseno: la ferramenta che mancava!

 FerramentaSi alza una saracinesca, si illumina un’insegna e si porta in paese un servizio utilissimo, quello della ferramenta. Il nuovo negozio è in via don Sturzo, proprio attaccato alla Macelleria, subito dopo la LIDL.
Ha di tutto, dagli attrezzi da giardino, alla bulloneria al materiale elettrico ed idraulico.

Guardando sugli scaffali ho potuto scorgere anche qualche oggetto  che poteva rappresentare il classico regalo utile e non banale.

Fateci un passo, non ve ne pentirete!
ferramenta panoramica

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