Che sballo! Tre giorni di Sagra della Ciliegia a Sant’olcese, roba da piantarci le tende.
Appena prima di arrivare agli stand gastronomici, l’odore inebriante delle torte preparate dalle volontarie del Centro Educativo l’Orsetto: non puoi non comprarne almeno qualche fetta, te ne pentiresti fino alla prossima edizione. Poi sotto il tendone dell’ACLI si cena tutte le sera, e al sabato e alla domenica si pranza anche, con le particolarissime e ghiotte preparazioni a base di ciliegia. Tutt’intorno ciliegie a profusione, giochi per i bambini, e la possibilità di divertirsi imparando con numerosi laboratori creativi. Da non perdere la terza Marcia della Ciliegia di domenica 3 giugno alle 9,30.
Il mezzo di elezione per raggiungere la sagra è in trenino di Casella, clicca qui per gli orari.
Tutto il ricavato di questa sagra ecosostenibile verrà devoluto al Centro Educativo l’Orsetto.
Per maggiori informazioni consultate la locandina.
1/2/3 Giugno 2012 Sagra della ciliegia a Sant’Olcese Chiesa
8 maggio 2012
Si fa presto a dire “gelato”…
1 giugno 2012
Opinioni, Scuola Alimentazione, Gelato, Manesseno, salute, Sant'Olcese 2 commenti
Non conosco persone a cui non piaccia il gelato. Se è di quello buono è anche un ottima alternativa per la merenda dei nostri bambini.
Bisogna che però sia fatto con una base di latte e non d’acqua come quello alla frutta: quest’ultimo è ottimo ma da solo non è sufficiente per una merenda equilibrata. Insomma va meglio per le mamme che sono perennemente a dieta.
Già ma come riconoscere quello buono?
Prima di tutto bisogna sfatare un mito: non è detto che che quello artigianale sia migliore di quello industriale. Sono sempre di più, infatti, i gelatai che usano polveri industriali alle quali aggiungono solo acqua o latte. Per loro questo sistema di produzione è troppo conveniente: basso costo della materia prima, sicurezza derivante dal non usare prodotti facilmente deperibili, come quelli freschi, che però sono infinitamente superiori dal punto di vista nutrizionale, e resa elevata che si traduce in elevato guadagno. Come smascherarli?
1) il libro degli ingredienti deve essere esposto: consultatelo. Se non è esposto richiedetelo espressamente.
Il primo ingrediente è quello presente in percentuale maggiore e così via a scalare. Gli ingredienti nobili sono latte, uova, zucchero ( meno ce n’è meglio è). Poi ci vuole l’ingrediente che produce il sapore che avete scelto. Attenzione perché alcuni gusti si producono con aromi artificiali: se scegliete vaniglia un conto è la vaniglia naturale, che lascia nel gelato tanti puntini scuri e piccolissimi ( es. Magnum Algida), altra cosa è l’aroma di vaniglia. Un addensante è utile anche se non indispensabile; solitamente si usa la farina di semi di carrube ché è un prodotto naturale. Tutto il resto è “rumenta”.
So già cosa state pensando: ” Noi non siamo rompiballe come Di Tursi, chi ce l’ha il fegato di chiedere il libro degli ingredienti? “
Vergogna! Bisogna imparare ad essere consumatori consapevoli dei propri diritti e farli valere. Comunque vi voglio aiutare; passate ai punti successivi.

Una coppetta di gelato de “La Cremeria Motta”. Tra gli ingredienti spicca il latte fresco italiano. Clicca per ingrandire
2) i cartellini che indicano i gusti.
Se sono troppo belli con un disegno raffigurante il prodotto ben stampato e chiaramente usciti da una tipografia diffidate: ai gelatai li regala chi li rifornisce della “rumenta chimica” che non volete sicuramente dare ai vostri pargoli.
3) caratteristiche fisiche
Il gelato buono si scioglie in fretta. Se il cono lo mangia la piccola o il piccolo di tre anni SI DEVE sporcare. Quando il gelato non si scioglie è perché ci sono troppi addensanti chimici a tenerlo insieme. Se lo mangiate in coppa sul fondo si deve formare qualcosa di simile al latte, non ad una schiuma od una pappetta.
Quando lo prendete con il cucchiaino il gelato deve separarsi perfettamente e non avere la tendenza a seguite il cucchiaino come se fosse chewing gum.
4) caratteristiche organolettiche
Non deve essere troppo dolce e non deve lasciarvi la bocca impastata.
Non deve avere un retrogusto di roba chimica.
Per capirci qualcosa scegliete uno o al massimo due gusti.
5) i gelati industriali
Il migliore è quello rappresentato nella foto di apertura: l’Häagen-Dazs. Li batte tutti, anche la maggior parte degli artigianali. Da una mia indagine gli artigiani seri, a Genova, si contano sulle dita di una mano. E dita ne avanzano!
Buoni anche anche l’Algida ed il Motta, che in alcuni gusti usa il latte fresco.
L’Häagen-Dazs in questi giorni è in vendita in uno dei supermercati di Manesseno.
Claudio Di Tursi
Ricordi da un’infanzia di periferia
31 maggio 2012
ambiente, Opinioni Claudio Di Tursi, Gelato, ricordi Lascia un commento
Ho vissuto fino quasi alla maggior età in paesino alle pendici del Monte Gazzo sulle alture di Sestri Ponente. Finita la scuola i giochi erano sempre gli stessi, le corse in bici, la fionda, la cerbottana… E si svolgevano prevalentemente in strada. A pallone, invece, giocavamo in un campetto ai lati della ferrovia, sulla linea che porta ad Acqui. Per arrivarci dovevamo buttarci giù da una scarpata. Arrivati in fondo se andavi a sinistra imbucavi la galleria, se comminavi a destra, lungo i binari, arrivavi al campetto: un’area priva di alberi e sufficientemente piana da poterci giocare a sette. Qualche volta, mentre la raggiungevamo, passava il treno. Chi si buttava a terra, chi si addentrava tra i rovi, chi si aggrappava ad un albero e chi, non trovando di meglio, si aggrappava a quello che si era aggrappato all’albero. Passato il pericolo ci guardavamo in faccia l’un l’altro e camminavamo verso la meta ridendo nervosamente, senza dire una parola. Una volta, una sola, arrivato in fondo alla scarpata girai a sinistra, presi la galleria e la percorsi interamente per scoprire cosa c’era dall’altra parte. Ma questa è un’altra storia, anzi… Un altro post.
Nel tardo pomeriggio, di sera dopo cena e quando pioveva c’era il bar. Con Il biliardo, il jukebox, il flipper e, solo più tardi, con i primissimi giochi elettronici: un muro da rompere facendo rimbalzare contro i mattoni una pallina o lo space invaders.
Ti accorgevi che stava iniziando l’estate quando arrivavi al bar ed avevano cambiato la lamiera rettangolare, attaccata al muro con quattro chiodi, con la lista dei gelati.
Passavamo ore a studiare quelli nuovi rispetto all’anno passato.
Devo dire che che il gelato mi piace, forse anche più di allora, ed ho imparato a riconoscere quello buono in base ad alcune semplici regole. Se quelli della maggioranza non ne combinano qualcuna stanotte, ed collega blogger Enrico Trucco non scrive sul suo blog qualcosa che mi fa imbestialire a cui dover controbattere, ve ne parlo nel post di domani.
Claudio Di Tursi
I lavori in alveo del Sardorella: le nostre considerazioni
30 maggio 2012
ambiente, News, Opinioni Alluvione, Manesseno, Sant'Olcese, Sardorella Lascia un commento
di Tullio Sobrero*
Si legge sul blog non blog (dove è impossibile fare osservazioni) della nostra cara maggioranza, che l’entusiasmo regna sovrano perché la Provincia sta sistemando il greto del nostro caro torrente Sardorella, in prossimità dell’abitato di Manesseno. Bontà loro, ci citano perfino, perché mesi or sono avevamo polemizzato per i grossi lavori di sistemazione realizzati sul Secca sul territorio di Genova e Serra Riccò, mentre… visto? Bastava aspettare e sarebbe arrivato anche il nostro turno! E giù di lusinghe e di adulazioni verso quegli Enti così collaborativi e solerti nel soccorrerci nelle nostre necessità!
Forse al nostro caro Enrico Trucco sfugge che fa parte dei compiti istituzionali della Provincia gestire e mantenere in sicurezza l’alveo dei torrenti, del Sardorella come del Secca?
Volendo fare polemica sterile possiamo banalmente osservare che si è dovuto attendere oltre 6 mesi… Sì perché l’attuale sfacelo del Sardorella perdura dal 4 novembre 2011, quando il nostro territorio è stato colpito dall’ultima alluvione. Mi viene da dire che forse, più che ringraziare la Provincia, sia il caso di ringraziare il Cielo! Che in tutto questo tempo (periodo decisamente rischioso, dall’autunno a primavera inoltrata) non ci ha voluto omaggiare di altre piogge torrenziali. Nello stato in cui ancora si trova il torrente, proprio nel tratto più pericoloso compreso fra l’abitato di Manesseno e il nuovo insediamento industriale in sponda sinistra, ne sarebbe bastata molto meno di quella che è venuta a novembre per fare danni decisamente superiori.
A proposito, la volete sapere una cosa? Ad onor del vero non ho mai avuto il piacere di leggerlo da nessuna parte (si sa, scripta manent), ma ne ho ripetutamente sentito parlare dai cari a amministratori del comune prospiciente: la manutenzione del letto del torrente Sardorella, per l’intero tratto in corrispondenza dei nuovi capannoni, è stata appioppata come onere all’impresa costruttrice del complesso. In questi 6 mesi di stato disastroso dell’alveo nessuno li ha costretti ad adempiere ai loro obblighi contrattuali; anzi, per premiarli della loro inadempienza, adesso ci pensa la Provincia a fare il lavoro che spettava a loro, con soldi pubblici naturalmente. Vien da dire: ottimo tempismo degli interventi di manutenzione programmata! Se i nostri amministratori sciorinano ringraziamenti, chissà quanto sarà enorme la gratitudine di questi signori.
A proposito di tempismo, vi voglio raccontare un fatto. 5 anni or sono, durante i vani tentativi di far ragionare l’amministrazione del comune di Genova (ma anche quella di Sant’Olcese, sempre schierata al fianco dei cugini maggiori) sulla pericolosità del riempimento della piana dove stavano sorgendo i capannoni, erano venute quattro gocce d’acqua (una bella piena invero, ma come tante se ne succedono) che come sempre accade avevano scavato sotto l’argine destro, scoprendone per un lungo tratto il piede e mettendone a rischio la stabilità (come avvenne nel 93). Ebbene, in occasione di un incontro con l’assessore provinciale Fossati, il Comitato per la Salvaguardia di Manesseno aveva richiesto che venisse effettuata una verifica della stabilità dell’argine destro. Massima disponibilità da parte del rappresentante dell’amministrazione provinciale: la verifica si sarebbe effettuata di lì a brevissimo. L’incontro si tenne di venerdì. Il lunedì di primo mattino le ruspe del costruttore scesero in alveo e ridistribuirono perfettamente tutto il sedime in alveo, coprendo perfettamente il piede dell’argine: poche ore e il letto sembrava un biliardo! Inutile dire che la verifica di stabilità dette risultati di assoluta tranquillità.
A pensarci bene, forse di tutto quanto abbiamo anche un po’ colpa noi: se avessimo chiesto una nuova verifica di stabilità degli argini, entrambi questa volta, chissà, magari così ce li avrebbero sistemati con maggiore solerzia…
Concludendo, siamo alle solite: i nostri asserviti amministratori si prostrano innanzi ai loro compari di partito, questa volta della Provincia, tessendone le lodi perché svolgono un loro compito colpevolmente in ritardo. Forse lo fanno per darci il buon esempio: bisogna ringraziare ed essere riconoscenti per avere quello che in realtà ci spetta di diritto. Quello che da quarant’anni accade nel nostro caro vecchio comune.
*Tullio Sobrero è il Coordinatore del Comitato Indipendente per Sant’Olcese
Terremoto: evacuata la scuola elementare Matteotti di Manesseno
29 maggio 2012
ambiente, News, Scuola Manesseno, scuola, terremoto 1 commento
Alle 9 di stamane un terremoto di magnitudo 5,8 della scala Richter ha colpito l’Emilia e Modena in particolare dove è stato registrato l’epicentro. La scossa si è sentita anche a Sant’Olcese dove è stata evacuata la Scuola elementare Matteotti. I bambini sono stati portati nel campo di pallone antistante Chiesa Nuova di Manesseno. Dopo un sopralluogo dei vigili volto a verificare lo stato della struttura i piccoli sono stati riportati nelle aule.
Alla scuola elementare di Piccarello la scossa non è stata avvertita, così come alla materna di Arvigo dove, per precauzione, i bambini sono stati tenuti un po’ più di tempo in giardino.
Grazie a quanti sono stati impegnati nella gestione dell’evento.
Claudio Di Tursi
AAA ASSISTENZA MEDICA DIGNITOSA CERCASI
28 maggio 2012
Opinioni assistenza sanitaria, ospedale, Valpolcevera, Villa Scassi Lascia un commento
Pochi giorni fa, mio padre ha avuto problemino di salute che ci ha costretto a portarlo al Pronto Soccorso di Villa Scassi. Il cielo ci ha assistito e, poichè siamo arrivati in un momento di tranquillità del tutto straordinario, l’iter è stato veloce: triage, visita del medico, richiesta di consulto con un neurologo che in tempi ragionevolissimi arriva, fa fare una Tac, fa la diagnosi, prescrive la cura e poi …tutto si blocca.
Motivo? Mancanza di posto letto in reparto. Non resta che attendere in pronto soccorso fino a quando ce ne sarà uno disponibile.
E qui comincia la seconda fase, quella un po’ meno fortunata e che mette a dura prova i nervi di tutti. Sì, perché quando si può aspettare, in condizioni che non sono quelle dell’urgenza, ci si rassegna e si aspetta, ma se si sta assistendo qualcuno che sta veramente male, è dura non perdere le staffe e magari prendersela proprio con chi dà il massimo per garantire cure e assistenza a tutti: quei poveri medici ed infermieri che non hanno un momento di tregua, che girano come trottole, che si prodigano come possono per non far mancare il loro intervento là dove c’è più bisogno…
Ma nonostante tanta serietà professionale, loro non possono proprio rimediare ad una situazione che è frutto di provvedimenti presi a tavolino da Assessori preoccupati solo di far tornare i conti e per i quali la necessità di razionalizzare la spesa li porta sempre ad un unico tragico equivoco: tagliare, tagliare, tagliare…
Tagliare il numero dei primari, tagliare i dipendenti, tagliare i posti letto…
Ma se la popolazione è più o meno sempre la stessa e il numero degli anziani aumenta, non viene il sospetto che un sistema sanitario così gestito non sia più in grado di garantire il diritto alla salute dei suoi cittadini?
Cari politici, riflettete sull’emergenza sanitaria che affligge chi dalla Val Polcevera e dalle vallate limitrofe si deve servire dell’assistenza medica del Villa Scassi!
Nel giro di pochi anni, questo ospedale si è trovato a farsi carico di tutti quei pazienti che in passato avevano come riferimento gli ospedali di Busalla, Rivarolo, Pontedecimo e che ora sono costretti ad attendere per ore ed ore in un Pronto Soccorso affollatissimo nella speranza di riuscire a conquistare prima o poi il sospirato posto letto nel reparto che li deve prendere in cura.
E’ una situazione inaccettabile, che in qualche modo deve essere risolta: lo meritano i pazienti che per anni hanno contribuito con le tasse a garantirsi un’assistenza sanitaria degna di questo nome, lo meritano i medici e quanti lavorano seriamente in questa struttura che allo stato attuale mi pare in difficoltà a gestire un numero di pazienti che non sempre è in grado di accogliere.
*Maria Grazia Lanzavecchia, insegnante, è Consigliere Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese
Una domanda ad Enrico Trucco, Presidente del Consiglio Comunale di Sant’Olcese.
26 maggio 2012
Opinioni Enrico Trucco, finanziamento ai partiti, M5S, Movimento Cinque Stelle, Sant'Olcese 3 commenti
Enrico Trucco, esponente del PD e Presidente del Consiglio Comunale di Sant’Olcese, dalle pagine del suo Blog, commenta il successo del Movimento 5 Stelle alle amministrative che si sono appena concluse. La sua opinione, a nostro avviso, a tratti non è chiara e, soprattutto, non affronta alcune questioni di importanza fondamentale poste dal movimento di Beppe Grillo.
Noi de “lapelledellorso”, però, vogliamo andare a fondo su certe questioni ed una cosa semplice semplice gliela vogliamo chiedere:
Signor Trucco,
il Segretario del suo partito Bersani, in contrasto a quanto desidera il Movimento 5 Stelle e la quasi totalità dei cittadini italiani, è contrario all’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. Qual è la sua posizione in merito?
A G G I O R N A M E N T O : la risposta di Trucco.
Chi vive nell’ottica partitica non concepisce un movimento che nasce dal basso e non vuole avere un partito come riferimento. Cosi Enrico Trucco, nel rispondere alla nostra domanda, ha voluto metterci il cappello da grillini ammettendo candidamente che la cosa gli faceva piacere. Peccato, perché sa benissimo come stanno le cose. Nel 2009 quello di Grillo era un movimento già affermato; se avessimo ragionato in termini di convenienza ci saremmo fatti certificare, possedevamo, infatti, tutti i requisiti. Non lo abbiamo fatto perché volevamo e vogliamo conservare la nostra indipendenza.
Trucco, per venire al merito della discussione, ha risposto dal suo blog alla nostra domanda. In sintesi, pur non approvando le modalità attuali, è favorevole ad una qualche forma di finanziamento dei partiti, una sorta di rimborso con un tetto di spesa. Chi volesse entrare nel dettaglio del Trucco Pensiero può vedere la risposta in coda al suo post su santolceseinforma.
Claudio Di Tursi
Ultime dal Torneo della disperazione
26 maggio 2012
Associazioni, Eventi, News ACR, ANSPI, cazzeggio 1 commento
Un accidente deve aver colpito il nostro infiltrato presso il solito Torneo dei misci a Manesseno, visto che il solito rapporto questa settimana non è pervenuto. Così ho preso il coraggio a due mani e sono andato personalmente a caccia di informazioni. Arrivo proprio mentre si sta giocando una partita. Fuori dal campo urla furibonde da parte degli spettatori ” Mié che û ballun l’é quellu riundu” … ” droughee de suppe” … “arbitro malpigiou”… Le auto parcheggiate lungo il vialetto borlate e con i finestrini rotti dalle pallonate. Guadagno a fatica lo spiazzo antistante la chiesa. Trovo un pacco di documenti vicino al bancone del bar e mi metto a ficcanasare. Davanti ai miei occhi si concretizza l’amara scoperta: il nostro infiltrato D.P. non ha più dato informazioni per la vergogna! La squadra in cui milita, infatti, i “Bersandie”, è ultima in classifica. Mentre trafugo il documento che vedete riprodotto in foto, vengo distratto da urla familiari. È il nostro infiltrato che grida tenuto fermo da un gruppo di muscolosi ragazzi dell’ACR: “Ti ammazzo… ti distruggo…ci hai rovinato…” Ce l’ha con Pinna, il capocannoniere!
Allacciamoci le cinture
23 maggio 2012
Eventi, News, Opinioni 2 commenti
Le cinture di sicurezza sono state il primo accessorio automobilistico che ha migliorato la sicurezza degli automobilisti e di tutti i viaggiatori in genere. Se vi ricordate da accessorio sono diventate parte integrante della vettura e sono state installate di serie su tutte le vetture con obbligo di utilizzo per i sedili anteriori (1988). Successivamente sono state installate anche sui sedili posteriori e dal 2006 è stato introdotto l’obbligo di utilizzo su tutti i sedili a bordo della vettura. Sono una bella invenzione che ha salvato molte vite e che si devono utilizzare sempre, anche per brevi viaggi. Purtroppo certe utilitarie di piccola cilindrata hanno le cinture dei sedili posteriori piuttosto scomode per non dire impossibili da utilizzare anche perchè i sedili anteriori sono talmente vicini alla panca posteriore che per potervi sedere si deve stare in diagonale con i sedili anteriori a diretto contatto col passeggero. Non penso di essere un sovversivo se mi permetto di asserire che in queste vetture le cinture posteriori siano pressocchè inutili.
Accade in questi giorni a Genova che un mio amico, piuttosto robusto, seduto sul sedile posteriore della fiat 600 della moglie, mentre era in coda e andava a passo d’uomo, venga multato dai vigili per essersi slacciato la cintura di sicurezza: 75 euro e -5 punti sulla patente. Stabilito che la mancanza di buon senso e l’ordine di far cassa vigono tra i vigili del Comune di Genova raccomando a tutti, anche in situazioni apparentemente tranquille, in città o nei parcheggi pubblici di indossare sempre le cinture così i vigili…dovranno almeno inventarsi un altro motivo per farvi la multa!
Giorgio Bruzzone
Con l’ICI Sant’Olcese era fra i comuni più cari. E con l’IMU?
23 maggio 2012
News, Opinioni IMU, Sant'Olcese 4 commenti
Questa tabella indica quali erano le aliquote ICI in vigore per Sant’Olcese ed una ventina di comuni limitrofi.
Manco a dirlo eravamo tra i più cari: a parità di categoria catastale conveniva abitare a Portofino. Ora si avvicina la scadenza della prima rata, il 18 giugno, che sarà uguale per tutti; poi ci sarà il conquaglio con la rata di dicembre.
Intanto date un’occhiata alla tabella. E’ consigliata l’assunzione di un Malox.
| COMUNE | ALIQUOTA ORDINARIA | ALIQUOTA ABITAZIONE PRINCIPALE categorie catastali A/1, A/8 e A/9 | DETRAZIONE PER ABITAZIONE PRINCIPALE categorie catastali A/1, A/8 e A/9 |
| Genova | 7,00 | 6,00 | 104,00 |
| Bargagli | 6,50 | 4,80 | 103,29 |
| Busalla | 5,00 | 5,00 | 103,29 |
| Camogli | 7,00 | 4,25 | 104,00 |
| Campomorone | 7,00 | 7,00 | 103,30 |
| Ceranesi | 7,00 | 5,80 | 110,00 |
| Davagna | 6,80 | 6,30 | 103,29 |
| Fracconalto | 6,00 | 6,00 | 103,29 |
| Levanto | 7,00 | 5,00 | 103,30 |
| Monterosso | 6,30 | 4,00 | 104,00 |
| Montoggio | 6,00 | 5,50 | 129,11 |
| Portofino | 6,50 | 4,50 | 206,58 |
| Rapallo | 6,20 | 4,50 | 129,11 |
| Ronco Sccrivia | 6,80 | 5,00 | 120,00 |
| Santa Margherita Ligure | 7,00 | 4,00 | 186,00 |
| Sant’Olcese | 7,00 | 6,00 | 113,62 |
| Savignone | 6,50 | 4,50 | 103,29 |
| Serra Riccò | 6,50 | 5,80 | 144,00 |
| Sori | 6,60 | 5,00 | 200,00 |
| Vobbia | 6,00 | 4,00 | 105,00 |
(fonte:http://www.comuni-italiani.it)
Claudio Di Tursi
Ricetta della sera: LATTINE ALL’AMMINISTRAZIONE
22 maggio 2012
ambiente, Opinioni, Scuola Raccolta differenziata Lascia un commento
Il comitato è li
eto di presentarvi questa semplice ricetta che da anni l’amministrazione di Sant’Olcese contribuisce a cucinare in via Cervi.
Ingredienti per inquinare l’equivalente di 1mq di terreno :
3 latte di pelati vuote e sporche
1 bel cartone marrone (abbondante)
3 casse da frutta colorate belle mature con plastica incorporata
1 cassetta in cartone blu
plastica quanto basta
Procedimento:
svuotare le scatole dei pelati lasciandole belle zozze, mischiarle per bene con una parte di plastica da imballo e lasciarle riposare nella scatola grande di cartone. Unire quindi le altre scatole e la rimanente plastica. Basta quindi NON DIRE ALLE CUOCHE CHE SI DEVONO PORTARE GLI INGREDIENTI NELLE CAMPANE e depositare come sempre il materiale a fianco dei bidoni verdi. La foto ritrae la ricetta di oggi 22 maggio alle 20:00
per “IL GAMBERO ROTTO”
Giorgio Bruzzone







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