Truffe: l’importanza delle segnalazioni

lapelledellorso:

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Occhio a cartelli come questi

Occhio a cartelli come questi

Ci giunge questa segnalazione da Manesseno, che riportiamo (grazie Fabio).

Scrivo per segnalare che ieri, andando a trovare un parente (condominio di via F.lli Cervi a Manesseno) ho notato un cartello “sospetto”, che allego. Ho cercato un po’ su internet, scoprendo che è una truffa… ecco il link.

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/04/23/AQLwgIaC-salvavita_controlli_venditori.shtml

Magari può essere utile pubblicizzare la notizia, il cartello potrebbe essere anche in altri condomini.

Grazie,
Fabio

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L’otto per mille alla scuola

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di Elena Viola*
Mercoledì sera un Consiglio dei Ministri lampo ha deciso di consentire di destinare l’otto per mille alla scuola modificando di fatto il regolamento sulla ripartizione della quota delle imposte sul reddito di ogni cittadino, cespito a diretta gestione statale.
L’ “l’opzione –scuola” prevede che gli introiti derivanti dall’otto per mille siano utilizzati per la riqualificazione delle strutture scolastiche, nello specifico utilizzati per la “ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficienza energetica” degli immobili di proprietà pubblica adibiti a istruzione pubblica.
L’edilizia scolastica è una questione di grande interesse, a livello nazionale ma – e soprattutto – a livello locale; i nostri figli trascorrono a scuola gran parte della loro giornata e sappiamo tutti che gli edifici scolastici del nostro comune soffrono in maniera endemica di problemi strutturali. E’ doveroso e giusto consentire loro di frequentare luoghi sicuri e confortevoli.
Fonti ministeriali reputano che l’operazione frutterà circa 150 milioni di euro, non molto in verità se consideriamo che sempre la stessa fonte stima che occorrano circa 30 miliardi di euro per la messa in sicurezza e la riqualificazione degli edifici scolastici; tuttavia mi sento fiduciosa, un passo avanti è stato compiuto. Speriamo che a breve si riesca a dirottare questi cespiti anche verso il ripascimento delle casse degli istituti scolastici che soffrono di una inarrestabile emorragia di fondi destinati all’offerta formativa e ai servizi agli alunni.

*Elena Viola è Capogruppo in Consiglio Comunale per il Comitato Indipendente Per Sant’Olcese

Ferrovia Genova – Casella: importanti news dalla riunione odierna con i vertici della Regione

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Genova, 24 Luglio 2014: Vesco: “Alla ripresa del servizio ferroviario, previsto per l’inzio dell’anno 2015, la scelta più ovvia sarà quella di dirottare sul trenino tutta l’utenza da Casella a Genova, tratta che attualmente vede una concorrenza ingiustificata tra i pullman ATP e la Ferrovia Genova Casella, sulla quale abbiamo investito molto”. Questo scenario sarebbe, soprattutto per noi santolcesini, davvero ottimale, considerato che, a differenza dei pullman che da Casella raggiungono la città via autostrada, il trenino attraversa molte località, che nella maggior parte dei casi non offrono alcun mezzo di trasporto alternativo.
Ma lasciamo da parte i sogni e parliamo della realtà, positiva peraltro, emersa ufficialmente nel corso di un incontro tenutosi oggi pomeriggio in Regione, su invito dell’Assessore Vesco che ha convocato noi utenti, i rappresentanti dei Comuni attraversati e i vertici di AMT.
I punti principali da enucleare sono i seguenti:
– avvenuta pubblicazione da parte della SUA del Comune di Genova del bando (successivo a nuova progettazione) relativo alla sostituzione della travata metallica della Fontanassa; in base a quanto riferitoci, proprio oggi sono state aperte le buste con le offerte; i lavori dovrebbero, salvo intoppi procedurali, iniziare a settembre per concludersi a dicembre;
– avvenuta instaurazione della procedura ad invito diretto per la manutenzione e parziale rifacimento della travata metallica di Crocetta, per cui AMT, che gestisce direttamente la pratica, è in attesa di offerte da parte delle imprese contattate;
– manutenzione straordinaria e restauro di alcuni rotabili, alcuni in FGC ed altri presi in carico da officine specializzate a seguito del fallimento delle officine di Arquata Scrivia;
– prosecuzione dell’iter per la costruzione del nuovo deposito – officina di Casella Deposito, con previsione di pubblicazione del bando tra fine estate e l’autunno 2014 e svolgimento dei lavori entro il 2016; più o meno in contemporarea verrà consegnato il nuovo tram – treno Sirio da parte di Ansaldo Breda;
– imminente inizio della manutenzione straordinaria, già appaltata da tempo, all’armamento a Cappuccio, Vicomorasso (fondamentale per l’utilizzo della nuova area di lavaggio rotabili già predisposta) e tratto Casella Paese – Casella Deposito, dove peraltro, nel tratto promiscuo, verrà a breve posizionato un semaforo per regolare il traffico, come da tempo richiesto dal Comune di Casella.
In sostanza, possiamo dirci soddisfatti nel constatare come la nuova dirigenza che AMT ha posto a capo della FGC sembri interessarsi delle sorti del trenino, e che soprattutto siano stati superati gli intoppi, anche attinenti al progetto iniziale, che avevano causato la stasi del procedimento a seguito dell’insuccesso della gara bandita l’anno scorso relativamente ai lavori sui ponti metallici.
Seguiremo gli eventi e vi terremo informati.
Silvia Bevegni e Flavio Poggi
(rappresentanti del Comitato spontaneo utenti FGC)

Piano Triennale dei lavori pubblici: qualche considerazione

SabrinaPoggi.jpgSul sito del comune leggiamo le linee di intervento che il piano triennale prevede. Sono davvero contenta di leggere che per Sant’Olcese chiesa è previsto un importante intervento così come per costa monti e via Sanzio.

Più di tutti ci preme la definizione, peraltro contemplata, del lavoro di ripristino di via Canzio, l’inverno non sarebbe stato gestibile con una strada inagibile in quelle condizioni!!

Altri i lavori previsti nel prossimo triennio, una progettualità efficace come quella che  si sta via via definendo potrà rendere migliore la vivibilità del nostro paese.

Il comitato si interroga sul progetto relativo alla viabilità di Manesseno punto di partenza per la messa in sicurezza delle nostre strade, sulle quali troviamo troppi fiori. Seguiremo i lavori con interesse e ve ne daremo conto.

 

*Sabrina Poggi lavora per il CNR con funzioni amministrative. Santolcesina da sempre, fa parte del Coordinamento del Comitato Indipendente per Sant’Olcese.

 

Luna: la paura di non riuscire a tornare

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Erano alla centoventiquattresima ora di missione. Durante l’attività extra veicolare tutto era andato per il meglio, a parte l’istallazione del sismografo che fino all’ultimo non ne voleva sapere di stare nella giusta posizione. Avevano installato il riflettore laser e raccolto ventidue chili di campioni di terreno e rocce portati dentro il modulo lunare con una carrucola speciale. Avevano anche tentato di dormire senza riuscirci, un tentativo durato sette ore. Però si erano riposati: le pulsazioni di Neil, l’unico dei due ad essere monitorato in telemetria dal centro di controllo missione di Huston, avevano raggiunto i cinquanta battiti al minuto. Notevole, visto il luogo atroce in cui si trovavano. Ora, ricevuto il “Go” dei controllori di volo, potevano finalmente staccarsi dal suolo ed iniziare il rientro verso casa.
Invece sono lì a guardare inebetiti il pulsante dell’accensione dei motori che si è staccato, è uscito dalla sua sede e giace sul fondo del velivolo. Di sicuro l’avevano divelto entrando nel modulo e dandogli una botta con uno degli ingombranti zaini del Portable Life Support.
È il 21 luglio 1969, a guardare sgomenti il moncone dell’interruttore sul pavimento del LEM sono Buzz Aldrin e Neil Armstrong e questa è una storia vera.
Imprigionati a 384 mila chilometri dalla terra, bloccati sul suolo lunare dalla rottura di un pezzo da un quarto di dollaro, i due hanno a malapena la forza di spiegare al controllo missione quello che sta succedendo. Sono abituati al rischio, hanno visto la morte in faccia diverse volte, soprattutto Armstrong che per la NASA ha collaudato ogni sorta di diavoleria volante; ma questa è una beffa, non può finire così.
Intanto, mentre Collins compie la sua ventitreesima orbita intorno alla Luna, aspettando i suoi compagni che forse non arriveranno mai, a Huston una squadra di ingegneri ha riprodotto il guasto in una copia identica del modulo lunare usata per le simulazioni e sta cercando una soluzione.
Sulla Luna la temperatura all’interno del LEM è scesa a quindici gradi e mezzo, l’ossigeno al momento è sufficiente, ma non può durare per molto. Di sicuro Aldrin ed Armstrong stanno pensando a come risolvere il problema, ma è anche probabile che nelle loro menti scorrano i fotogrammi di quella che è in assoluto l’impresa più grande e sconvolgente mai compiuta dall’Uomo.
Quando cinque giorni prima il Saturn V, la bestia di centodieci metri d’altezza che li ha sparati in orbita, ha acceso i motori sprigionando una potenza devastante, tutti i sismografi degli Stati Uniti hanno registrato piccole scosse. Incollati ai teleschermi a seguire l’evento c’erano 600 milioni di spettatori tra cui Nixon, il presidente degli Stati Uniti, che aveva già preparato il discorso nell’eventualità, non remota, che la missione fallisse e bisognasse consolare tre vedove. O forse due perché Collins, che orbitava intorno alla luna a bordo del Modulo di Comando, aveva già pianificato di tornare sulla terra da solo se qualcosa fosse andato storto. E qualcosa era andato storto già nella prima fase dell’allunaggio. Il computer di bordo del LEM, un prodigio dell’informatica per quei tempi ma con una capacità di calcolo e di memoria molto minore dello smartphone che avete in tasca, andò in owerflow perché Armstrong e Aldrin avevano erroneamente attivato il radar di rendez-vous, che sarebbe stato utile solo al rientro per ricongiungersi col Modulo di Comando, e che aveva saturato con i suoi dati la memoria. Armstrong fu costretto ad effettuare la discesa in modalità manuale e dovette anche scegliere un posto diverso da quello previsto che si era rivelato pieno di rocce. Ci riuscì quando mancavano appena venticinque secondi all’esaurimento del carburante. Una manovra eccezionale compiuta da uomini eccezionali che ora rischiavano di perdere la vita per una banalità.
A Huston la l’apprensione aumenta di minuto in minuto. Il direttore di volo Gene Kranz nel gilet bianco appositamente confezionato da sua moglie per l’occasione – ne cuciva uno diverso per ogni missione per scaramanzia – aspetta notizie dal gruppo di teste d’uovo. Notizie che tardano ad arrivare.
La tensione tra il gruppo degli ingegneri è palpabile. Il silenzio è rotto solo dal click – clack prodotto dal tappo di una Fischer Pen che uno di loro metteva e toglieva nervosamente. Non era una penna normale, la Fisher. Aveva il corpo in metallo e poteva scrivere anche sott’acqua, a testa in su ed in condizione estreme di temperatura, grazie alla particolare formulazione del suo inchiostro che, nel refill chiuso ermeticamente, era spinto a pressione verso la punta: per questo gli astronauti delle missioni Apollo l’avevano nella dotazione personale standard.
Ad un tratto la folgorazione. Un ingegnere strappò la Fisher dalle mani del collega e corse nel simulatore ad introdurla nel buco lasciato libero dalla levetta dell’interruttore: il contatto si chiuse.
Provarono parecchie volte e solo quando furono sicuri trasmisero la procedura ai due astronauti. Aldrin eseguì: ficcò la sua penna nella sede dell’interruttore ed il motore partì liberandoli dall’incubo.
Nessuno seppe niente di quello che era successo, la cosa fu gestita su canali radio di servizio e classificata come segreto di stato.
A rivelarla, parecchi anni dopo, fu John Mc Leish, uno dei responsabili delle relazioni esterne della NASA, durante una conferenza stampa.
Oggi, a quarantacinque anni da quegli eventi, rimaniamo ancora colpiti da questa impresa talmente straordinaria da aver indotto più di qualche stolto a pensare che fosse tutta una messa in scena. Guardando documentari sull’argomento, leggendo le interviste rilasciate dai protagonisti e da chi lavorava nelle retrovie, ci si accorge, però, che c’è un filo che collega tutto quanto e che spiega le ragioni di questo successo straordinario: tutti dicono di avere lavorato con entusiasmo e dedizione per una causa comune, ognuno sa di essere stato determinante per la riuscita e si sarebbe sentito responsabile del fallimento. Forse il senso di queste imprese, al di là del progresso tecnologico che portano e delle sue ricadute, sta proprio in questo.

Claudio Di Tursi

Sky assume venditori a Genova

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di Maria Grazia Lanzavecchia
In tempi di crisi come questi, con la disoccupazione giovanile che ha raggiunto cifre davvero preoccupanti, penso sia doveroso dare notizia delle varie opportunità lavorative di cui si viene a conoscenza.
In questo caso, la notizia da divulgare e’ che Sky cerca cento venditori nelle principali città italiane, Genova, Savona e Imperia comprese, tanto per citare le sedi più vicine. Le candidature dovranno essere inviate via mail a selezione.personale@skytv.it.
Chi verrà selezionato, all’inizio dovrà occuparsi di promuovere abbonamenti e servizi Sky in centri commerciali e fieristici, e durante manifestazioni di vario tipo. In seguito, le persone che dimostreranno le migliori attitudini alla vendita, avranno la possibilità di essere inserite stabilmente nell’organico dell’azienda.
Forse non sarà l’opportunità in cui si spera o per cui ci si sente “tagliati'”, ma i giovani in cerca di primo lavoro devono avere l’umiltà, la disponibilità e il coraggio di cimentarsi con tutto ciò che offre il mercato, nella speranza di poter realizzare, prima o poi, quello che desiderano.
*Maria Grazia Lanzavecchia è Consigliere Comunale per il Comitatop Indipendente per Sant’Olcese

Te lo do io il sole!

sole_beneficidi Maria Grazia Lanzavecchia*

La stagione estiva, tempo  privilegiato per trascorrere vita all’aperto e prendere il sole in modo intelligente, può essere un’occasione per migliorare il nostro stato di salute.
Nuovi studi sugli effetti della vitamina D hanno infatti dimostrato che essa fornisce un’efficace protezione nei confronti di tumori, malattie cardiovascolari, osteoporosi ed artrite reumatoide.
L’ultima osservazione in merito viene da una ricerca del British Medical  Journal che ha monitorato oltre 26.000 persone tra i 50 e i 79 anni; chi aveva livelli più bassi di vitamina D era più a rischio di morte per infarto e per tumori.

Sono almeno quattro le funzioni che la vitamina attiva nell’organismo umano.  La prima e più nota e’ quella di favorire l’assorbimento e l’uso del calcio a livello del tessuto osseo.
Previene e protegge da infezioni croniche come la tubercolosi, e da alcune forme di cancro come quello della mammella, della prostata e dell’intestino, addirittura di alcune malattie reumatoidi autoimmuni, come l ‘artrite reumatoide.
Previene e limita nei tessuti affetti da infiammazione cronica mutazioni cellulari cancerogene.

Determina all’interno delle cellule del sistema immunitario la sintesi di una specie di antibiotici che uccidono batteri e virus, ragione per cui d’estate siamo più protetti dalle varie infezioni.

Per aumentare l’apporto di vitamina D, quindi, oltre a consumare cibi che ne sono particolarmente ricchi come il pesce azzurro, l’aringa e il salmone, dobbiamo sfruttare al meglio le belle giornate. Infatti, una breve esposizione quotidiana al sole, senza creme solari, nelle ore mattutine e nel tardo pomeriggio, permette una sintesi sufficiente di vitamina D per il fabbisogno giornaliero.

Approfittiamone!

*Maria Grazia Lanzavecchia è Consigliere Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese