C’è modo e modo di guardare la televisione
di Maria Grazia Lanzavecchia*
Non amo i film di guerra e quindi, quando ne trasmettono qualcuno, giro prontamente canale per non dover assistere a scene violente che mi fanno star male. Ieri sera, però, ho fatto un’eccezione e, su richiesta dei miei figli, abbiamo guardato tutti insieme “Salvate il soldato Ryan”.
Inutile dire quanto abbia dovuto sforzarmi per non defilarmi già dopo i primi cinque minuti, ma lo sforzo è stato premiato, alla fine, quando insieme abbiamo fatto alcune riflessioni.
Chiacchierando con loro, che credo rispecchino in pieno la media dei ragazzi di oggi, mi sono resa conto che hanno visto il film come una qualunque altra pellicola, sganciata completamente dalla realtà storica da cui è nata. Certo, si sono più volte interrogati sul perché della guerra, si sono chiesti allibiti come dei generali abbiano potuto mandare al massacro migliaia e migliaia di giovani ben sapendo che il costo in vite umane dell’operazione Overlord sarebbe stato altissimo, ma non sono arrivati a provare un moto di gratitudine nei confronti di quei ragazzi che hanno perso la vita per noi, per garantirci una vita libera dai totalitarismi e da ogni violazione dei diritti umani.
E in un baleno ho preso atto di almeno tre cose su cui non si ha spesso occasione di riflettere:
1) Si vive la pace come un dato di fatto, ovvio, scontato, dovuto. Un nostro diritto.
2) Si vive la democrazia come un dato di fatto, ovvio, scontato, dovuto. Un altro nostro diritto.
3) Si vive nell’oblio del nostro passato come un dato di fatto, ovvio, scontato, dovuto. L’ennesimo diritto acquisito. Ignari che nell’oblio del nostro passato, c’è anche l’oblio di quel passato eroico, scritto con il sangue dei martiri che hanno lottato per garantirci tutti quei “diritti” che troppo spesso indegnamente rivendichiamo senza far nulla per trasmetterli integri alle generazioni future.
E allora mi sono interrogata, prima come madre e poi come insegnante.
“Noi genitori – ma anche noi insegnanti – facciamo riflettere a sufficienza i nostri ragazzi sul fatto che vivere in pace e in democrazia non è mai stato per tutti un fatto così scontato? Che molte persone, anche in Italia, anche in periodi non molto lontani da noi, hanno pagato a caro prezzo la sete di giustizia, pace e libertà che sentivano per sé e per gli altri?
Li aiutiamo a comprendere che in un sistema di diritti e doveri, se siamo nel giusto quando rivendichiamo i nostri diritti, non possiamo poi però venir meno ai nostri doveri?
Li sappiamo educare ad essere cittadini responsabili, sì da essere in grado di elaborare un progetto di vita che abbia al centro un’unica, essenziale parola: “IMPEGNO”?
Forse quello che stiamo seminando è giusto, c’è solo bisogno di dare tempo al tempo, di attendere il tempo della maturazione del seme. Ma forse possiamo anche fare qualcosa di meglio e di più: presentare le grandi battaglie degli eroi del nostro tempo, riflettere sulle loro parole, trasmettere quell’amore per la vita e per i valori che la rendono piena…
E renderli consapevoli del fatto che tutto questo passa solo attraverso un’unica essenziale parola: IMPEGNO.
*Maria Grazia Lanzavecchia, insegnante e madre, è Consigliere per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese
Il 17 febbraio abbiamo perso una bella occasione.
Il 17 febbraio la trasmissione di Radio 2 “Caterpillar” ha proposto un iniziativa a cui, di anno in anno, aderiscono sempre più comuni italiani : “m’illumino di meno”. Si tratta in una giornata in cui l’accento viene posto sulle tematiche connesse al risparmio energetico ed all’ecosostenibilità. Le amministrazioni pubbliche che partecipano spengono per qualche ora l’illuminazione di monumenti, palazzi piazze per focalizzare l’attenzione sulle problematiche ambientali. Quest’anno gli aderenti all’iniziativa sono stati invitati a concentrare in un’intera giornata tutte le azioni virtuose di razionalizzazione dei consumi, sperimentando in prima persona le buone pratiche di:
- riduzione degli sprechi;
- produzione di energia pulita;
- mobilità sostenibile (bici, car sharing, mezzi pubblici, andare a piedi)
- riduzione dei rifiuti (raccolta differenziata, riciclo e riuso, attenzione allo spreco di cibo).
Il Comitato Indipendente avrebbe potuto segnalare l’iniziativa alla maggioranza attraverso una mozione in Consiglio Comunale, ma questo non è stato fatto ed accampare le solite scuse, tempi ridotti,cose più importanti, l’alluvione ecc.. significherebbe non tributare all’iniziativa la considerazione che merita. Insomma, abbiamo sbagliato, come maggioranza e come opposizione.
Ce la facciamo a rimediare partecipando l’anno prossimo?
Claudio Di Tursi
Un anniversario che non ha niente a che fare con Sant’Olcese…O forse no!
di Maria Grazia LAnzavecchia*
Il 16 Febbraio 2005 in Italia entra in vigore il Protocollo di Kioto, un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale sottoscritto nella città giapponese di Kyoto l’11 dicembre 1997 da più di 160 Paesi in occasione di una conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Entra in vigore solo il 16 febbraio 2005 in attesa della ratifica anche da parte della Russia e chiede all‘Italia di ridurre le proprie emissioni di gas serra del 6,5% rispetto ai livelli del 1990, entro il 2012. L’indagine condotta da Amici della Terra sul posizionamento dell’Italia, evidenzia che il nostro paese è in grave ritardo nel rispetto degli obiettivi della politica climatica europea; nello specifico, rispetto a Kioto l’Italia è al terz’ultimo posto nell’Unione Europea dei 27, con una distanza del 13,6% rispetto all’obiettivo. mentre l’Unione Europea nel suo complesso realizza ampiamente il suo obiettivo di riduzione, dell’8% rispetto al 1990, superandolo di 5 punti percentuali. Come al solito, abbiamo perso un’altra occasione per far qualcosa di buono per noi, per il genere umano, per il nostro pianeta. E siccome dalle istituzioni non spero nulla, ma conto invece molto sulla riflessione personale e sul desiderio dei singoli di cambiare stile di vita in relazione alle priorità che si pongono, vi lascio il messaggio di questa bellissima poesia che tocca le corde dei cuori e può aiutarci a fare ogni giorno le scelte migliori per noi e per i nostri simili, semplicemente ricordandoci che il metro di tutto deve essere sempre e soltanto l’uomo.
Non vivere su questa terra come un inquilino, o come un villeggiante stagionale.
Ricorda: in questo mondo devi vivere saldo, vivere come nella casa paterna.
Credi al grano, alla terra, al mare ma prima di tutto all’uomo.
Ama la nuvola, il libro la macchina, ma prima di tutto l’uomo.
Senti infondo al tuo cuore il dolore del ramo che secca, della stella che si spegne, della bestia ferita, ma prima di tutto il dolore dell’uomo.
Godi di tutti i beni terrestri, del sole, della pioggia e della neve, dell’inverno e dell’estate, del buio e della luce,
ma prima di tutto godi dell’uomo.
*Maria Grazia Lanzavecchia, grazie a Dio, è Consigliere per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese
La gestione della sicurezza alle scuole medie.
di Maria Grazia Lanzavecchia*
Lunedì 6 Febbraio, alle ore 16.45, presso la media Ungaretti di Serra Riccò, ho partecipato ad un corso per la sicurezza nelle scuole.
Ci hanno presentato gli argomenti due Vigili del Fuoco: uno era Carrossino, Assessore ai Lavori Pubblici nel nostro Comune, l’altro era un suo collega già in pensione, un certo D’Amato, resosi disponibile per fare incontri sulla sicurezza nelle strutture pubbliche.
Dopo che il Signor Carrossino ha introdotto l’argomento, è iniziata la relazione del Sig. D’Amato che, aiutandosi con alcune slide, ci ha passato in rassegna vari esempi di segnaletica inefficace, mal posizionata, non sufficientemente visibile o che dava indicazioni su vie di fuga impraticabili.
Tutto questo, ovviamente, allo scopo di sensibilizzare la nostra attenzione sulle indicazioni presenti nei plessi. Ci invitava poi a controllare che le vie di fuga fossero effettivamente agibili, che non ci fossero ostruzioni sul percorso, non ci fossero porte chiuse od ostacoli che potessero impedire l’evacuazione delle scolaresche.
Ci ha poi spiegato quanto sia difficile gestire la sicurezza nei luoghi in cui c’è abitualmente una grande presenza di folla come accade nei centri commerciali, nei teatri, nelle multisale e ci ha precisato che, per deformazione professionale, quando si trova in luoghi del genere è sempre molto attento alle indicazioni che vede in giro e che, se scopre delle criticità difficilmente eliminabili, oltre ad evitare di frequentare quei posti, invita anche chi conosce a fare lo stesso.
Ci ha poi detto quali sono i nostri compiti, cosa possiamo fare per migliorare la sicurezza, ci ha dato alcune informazioni sulle dimensioni che per esempio devono avere i corridoi per essere sicuri e ha concluso soddisfatto chiedendoci più volte se era riuscito a metterci un po’ di paura, se era riuscito a preoccuparci almeno un po’, perché, secondo lui, quello è lo stato d’animo giusto per essere preparati e giustamente reattivi in caso di emergenza.
Al che, dato che trovo corretto a domanda rispondere, ho fatto presente che siamo già preoccupati
a sufficienza, che non ci serve essere messi ulteriormente in allarme ed ho ribadito che la nostra vera necessità è semmai avere indicazioni su cosa possiamo e dobbiamo fare quando siamo consapevoli di insegnare in una scuola che ha parecchie criticità dal punto di vista sicurezza, dato che proprio lui, qualche decina di minuti prima, ci aveva suggerito di tenerci alla larga da strutture che non possiedono i requisiti minimi per essere evacuati in sicurezza.
Facendo mie le preoccupazioni delle colleghe della Scuola Media Negri espresse durante una riunione sulla sicurezza tenuta ad inizio anno, ho manifestato l’impossibilità di trovare una sistemazione adeguata agli zaini dei ragazzi perché, comunque siano collocati, creano sempre intralcio e pericolo in caso di fuga, dati gli spazi molto ridotti sia di aule che di corridoi ed ho ribadito che le dimensioni dei corridoi non sono a norma.
E quale risposta mi è stata data? Che la maggior parte delle scuole ha qualche problema con cui convive, che i Sindaci e le Amministrazioni comunali non sono certo in grado di sopperire alle esigenze di tutti gli edifici scolastici, ma che noi veniamo formati appositamente per essere consapevoli delle criticità al fine di essere in grado di individuare da soli le misure di auto protezione adatte a mettere in salvo, in caso di necessità, noi ed i nostri alunni.
Detto più crudamente, e senza troppi giri di parole, nel mio cervello di malpensante si è fissato un messaggio che mi batte in testa e che più o meno, a seconda dell’umore del momento, suona così: “Bello mio, sappi che tu insegni in un edificio non a norma, noi ti formiamo per non fartelo mai dimenticare, dopodiché arrangiati. Noi, in quanto istituzioni, abbiamo elaborato una buona strategia per pararci le spalle. Tu vedi di fare del tuo meglio perché, comunque, ogni responsabilità sarà la tua: NOI TI ABBIAMO FORMATO!
Una volta si faceva la caccia al colpevole solo dopo eventi nefasti o comunque per accertare le responsabilità di gravi disagi subiti dalla popolazione (si pensi alla Vincenzi del dopo alluvione o ad Alemanno dopo la nevicata di Roma.)
Ora, l’unico ambito in cui si sono fatti significativi passi avanti, mi pare sia quello dell’attribuzione delle responsabilità a chi subisce una situazione senza avere la possibilità di risolverla, in questo caso noi insegnanti, mentre le Istituzioni continuano a sonnecchiare in tutta tranquillità, autoassolvendosi. Che tristezza!
*Maria Grazia Lanzavecchia è Consigliere Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese
C’è da spostare un camion: è un diesel?!
di Maria Grazia Lanzavecchia*
Stamattina, 9 Febbraio, questo piccolissimo mezzo è stato parcheggiato fuori mano nel bel mezzo della strada dalle 7.00 alle 7.30 in attesa che qualche buon’anima della Lidl arrivasse ad aprirgli i cancelli.
Non mi pare un intralcio da poco alla viabilità… Come si vede dalla foto, chi andava verso il centro era costretto percorrere un bel pezzo fuori mano, mentre chi procedeva in direzione Comago si trovava degli intrepidi sulla sua traiettoria.
Dato che come fotografa valgo poco, non sono riuscita a documentarvi i momenti di massimo caos, ma vi garantisco che qualche momento di tensione c’è stato, anche perché l’autista, sollecitato a spostarsi almeno sulla giusta corsia, ha ignorato ogni invito e non si è mosso di un millimetro.
Forse, se al momento giusto gli Amministratori Comunali fossero stati in grado di valutare l’impatto sul traffico e sulla viabilità che un supermercato di queste dimensioni avrebbe avuto, ora non saremmo sull’orlo della crisi di nervi tutte le volte che cerchiamo parcheggio in ora di punta e non avremmo dei travasi di bile già al mattino di buon’ora appena mettiamo il naso fuori casa!
P.S. ho dimenticato di precisare che questa non è affatto una cosa straordinaria; semmai l’unica cosa anomala è stata la durata del parcheggio selvaggio; fino ad oggi, infatti, si erano fermati per “soli” 15 – 20 minuti.
*Maria Grazia Lanzavecchia è Consigliere per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese
Emergenza acqua per il gelo a Costa Monti – AGGIORNAMENTO IMPORTANTE -
Le frane che hanno interessato la zona di Costa Monti in seguito all’alluvione del 4 novembre hanno provocato guasti anche alle tubature dell’acqua. Mediterranea delle Acque ha fatto allacci provvisori con bypass coibentati non interrati per sopperire all’emergenza. Le basse temperature degli ultimi giorni hanno fatto sì che la formazione di ghiaccio impedisca il normale afflusso presso le utenze. Sono ormai sei giorni che le abitazioni non ricevono acqua e, a quanto ci è dato sapere, l’autobotte della Protezione Civile arrivata ieri non ha servito tutte le famiglie in difficoltà della zona.
Sappiamo che amministratori e tecnici del comune ogni tanto danno uin’occhiata al nostro blog e li preghiamo di dare una mano alle famiglie di Costa Monti.
Coloro che desiderino segnalare situazioni simili sono pregati di farlo commentando questo post o usando il modulo di contatto.
- AGGIORNAMENTO -
Riceviamo da Milvio Medicina, Presidente della Guardia Antincendi di Sant’Olcese una importante precisazione: il rifornimento idrico a Costa Monti è stato effettuato in totale autonomia dalla Guardia Antincendi.
Nello scusarci per l’errore commesso esprimiamo al Presidente Medicina il nostro ringraziamento per questa importante operazione. Abbiamo la fortuna di poter contare su una simile struttura operante sul nostro territorio e siamo molto contenti nel poter annoverare Milvio Medicina tra i nostri lettori.
Dopo questa premessa vi lascio alle parole del Presidente della Guardia Antincendi di Sant’Olcese.
“Per completezza d’informazione il servizio di rifornimeto idrico a Costa Monti è stato svolto dalla Guardia Antincendi Sant’Olcese che, in piena autonomia, fuori da ogni tipo di convezione e obbligo ha risposto alle richieste di aiuto pervenute direttamente da privati cittadini e da privati cittadini per tramite dell’Aministrazione Comunale. Tutto ciò e, come sempre, con la massima volotà e nel limite delle possibilità di mezzi e volontari.
Infine si sottolinea che tale servizio è in corso da lunedì 6 febbraio u.s. ed ha soddisfatto tutte le richieste pervenute all’Associazione. Nella speranza di fare cosa gradita e utile alla popolazione, tale puntualizzazione ci è parsa doverosa.
Cordiali Saluti
Milvio Medicina
Presidente Associazione Guardia Antincendi Sant’Olcese”
Resoconto dei lavori della commissione mensa per le scuole di Sant’Olcese
Ieri, 7 febbraio, si è riunita la commissione mensa. Presenti il Responsabile della Marangoni, la ditta che fornisce il servizio, la Signora Casalino dei servizi Sociali, del Comune di Sant’Olcese, l’insegnante Francesco Mancuso ed il sottoscritto in qualità di membri designati dal Consiglio d’Istituto.
I lavori si sono concentrati sulle migliorie da apportare al Menu e sulle modalità di somministrazione del pasto ai bambini. Molto utile si è rivelato il lavoro svolto dalle rappresentanti di classe della scuola Mattotti che hanno raccolto le indicazioni dei genitori ed hanno prodotto un insieme di suggerimenti non ridondanti o contrastanti fra loro. Ne è uscito una serie di proposte di buon senso sulle quali è stato facile far convergere l’assemblea.
Si è quindi deciso di apportare queste modifiche al menù:
- drastica riduzione dei secondi freddi, al posto dei quali verranno somministrate preparazioni a base di carni bianche o pesce;
- eliminazione dei primi freddi che, come l’insalata di riso, sono poco appetibili nella stagione invernale;
- riduzione dei primi in bianco che verranno rimpiazzati da pasta al pesto, risotto allo zafferano, lasagne e polenta;
- introduzione tra i contorni delle patate al forno ed incremento del numero di volte in cui viene proposto il purè;
- verrà privilegiata la somministrazione di parmigiano e stracchino rispetto ad altri formaggi, quali la mozzarella , poco appetibili durante la stagione invernale.
Alla ditta, inoltre, è stato chiesto di verificare le grammature delle pietanze.
Mi preme segnalare l’estrema disponibilità della Marangoni che ha inteso far propri i suggerimenti dell’utenza con grande spirito di collaborazione.
Nei prossimi giorni la signora Casalino elaborerà un nuovo menù avvalendosi della collaborazione del personale preposto alla preparazione dei pasti che una volta approvato dalla ASL, speriamo in tempi brevi, diventerà operativo.
Claudio Di Tursi
8 febbraio: niente pasto nelle scuole di Sant’Olcese
Domani 8 febbraio,
in tutte le scuole del Comune di Sant’Olcese, non verrà servito il pranzo.
Al momento non conosciamo i motivi che hanno portato il Sindaco a prendere questa decisione, ma possiamo pensare che ci sia stata la rottura di qualche impianto a causa del freddo intenso di questi giorni.
Scuola Matteotti: ha vinto il freddo siberiano.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Alessandra, una mamma che si è impegnata per trovare una soluzione al problema del freddo che affligge la scuola elementare Matteotti di Manesseno.
Sono la mamma di un’alunna della classe 2°A e ho partecipato alla stesura della lettera che il blog ha pubblicato.
Stamattina alle 8 mi sono ritrovata davanti alla scuola Matteotti, insieme alle altre mamme della classe e non, per valutare l’emergenza “freddo” a scuola.
Le temperature rilevate, con la caldaia a pieno regime, sono state: la più bassa nei corridoi ed in sala mensa: 11.5 gradi. La classe più fredda era la 2° A, dove si raggiungevano a stento i 13 gradi e la più calda la 5° con 17 gradi.
A questo punto io e altre mamme , un po’ di tutte le classi, ci siamo recate in comune in cerca di spiegazioni. Dopo aver girato, non poco, siamo tornate a scuola e siamo riuscite a contattare il sindaco Angelo Cassissa , che si è reso disponibile a confrontarci con noi per far fronte all’emergenza freddo “siberiano” di questi giorni a scuola.
Dal confronto, che ha coinvolto oltre al Sindaco, il Responsabile del Settore Lavori Pubblici Stefano Bertoro, telefonicamente l’Assessore ai servizi Sociali Egle Belli e in ultimo anche il preside Ferrarelli , si è deciso di affrontare l’emergenza con queste misure:
· Riduzione del periodo di frequenza fino a venerdì 10 febbraio: gli alunni usciranno alle 12;
· Richiesta, che potrebbe essere anche evasa nell’immediato, ad ENEL per aumentare la potenza di cui può fruire la Matteotti, in modo di poter utilizzare stufe elettriche o termoventilatori per aumentare la temperatura delle aule e della mensa;
· Applicazione di schermature alle porte a vetri e alle finestre per limitare la dispersione di calore all’esterno.
Oggi, va riconosciuto, la gestione dell’emergenza contingente ha trovato una risposta civile e responsabile da parte dell’amministrazione, nell’interesse primario dei nostri bambini.
Tuttavia quanto è accaduto dimostra che le problematiche che da sempre affiggono la scuola Matteotti di Manesseno debbano finalmente essere messe in testa all’agenda dei lavori pubblici che questa Amministrazione deve realizzare.
Alessandra.




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