Il cervello va nel sacchetto?

di Chiara Ferraris*

La domanda di inizio anno è: salveremo il mondo grazie ai sacchettini biodegradabili? Qui ci sono due schieramenti chiarissimi, a seguire i social. Gli “assolutamente sì “ e gli “assolutamente no”. I primi hanno intuito con grande saggezza infusa loro dall’alto che i sacchettini a due centesimi l’uno sono la soluzione ai disastri ambientali e che ogni strappo al supermercato equivalga alla salvezza di un cormorano. I secondi sono dei burinj che, i-phone di ultima generazione alla mano, non vogliono spendere due miseri centesimi per salvare il pianeta, sebbene dilapidino il loro stipendio in cose inutili, costosissime e inquinanti.

A leggere i social la popolazione italiana, oggi, è suddivisa in queste due categorie. Io non credo che le cose siano così semplici, né da un verso né dall’altro. E visto che siamo all’inizio dell’anno e liste dei buoni propositi non ne ho ancora stilato, allora le mie le regalo a questa causa, sperando possa aiutarci a riflettere.

Vorrei, innanzitutto, che le persone non riflettessero sull’inquinamento solo in qualche occasione fornita dalle polemiche. Vorrei che tutti, facendo la spesa, ci interrogassimo su quanto siano necessari tutti questi incartamenti, imballaggi, eccetera… se davvero abbiamo bisogno i biscotti incartati uno ad uno in confezioni da cento, in modo da avere la merenda pronta in ogni momento. Se dobbiamo avere porzioni monouso impacchettate e se davvero, a nome dell’igiene, sia necessario dover infilare nei sacchettini qualsiasi genere di frutta o verdura. Vorrei ci chiedessimo anche, mentre insacchettiamo, da dove arriva la frutta e la verdura che compriamo, quanto carburante è stato usato per farmi magiare il frutto esotico o quanto in generale è costato avere le fragole a gennaio. Vorrei che la gente non si sentisse a posto con la coscienza sulla questione inquinamento, perché usa sacchettini biodegradabili, così come vorrei che chi usa il lato economico per opporsi a questa vicenda si faccia realmente i conti in tasca, e si renda conto di quanti soldi regala ogni giorno a chi questo mondo lo usa come discarica. E rispetto chi invece i conti se li è fatti e non gli va giù di spendere una decina di euro all’anno per una causa che avrebbe potuto essere affrontata in altri modi. Vorrei che i politici attuassero per davvero norme a difesa dell’ambiente, e non solo frugando nelle tasche dei consumatori, ma con delle manovre significative, in cui ci debbano mettere anche del loro. Vorrei che la faccenda dei sacchettini non diventasse un alibi per alleggerire le coscienze, ma che fosse un primo passo verso una maggiore consapevolezza ecologica. Vorrei che ci regalasse una visione ampia sulla questione, e non che diventi cenere che ci annebbia la vista e rende fumosa la realtà.

Ah! Ovviamente vorrei anche la pace nel mondo! Buon anno.

* Chiara Ferraris, insegnante di scienze per la scuola secondaria superiore.

Annunci

Presto 24 migranti a Sant’Olcese


L’annosa questione dell’ospitalità da offrire ai migranti da parte dei comuni sembrava  essersi ormai definitivamente risolta. L’accordo con il Governo, faticosamente raggiunto a dicembre 2016 e ben illustrato da un articolo del Fatto Quotidiano (clicca per leggerlo), fissava in 2,5 ogni mille abitanti i migranti da accogliere a cura dei comuni che ne avessero fatto richiesta su base volontaria. I Sindaci aderenti all’iniziativa avrebbero portato a casa qualche incentivo economico e la garanzia di una salvaguardia da ulteriori invii. Ma secondo l’Unione Europea questo non era abbastanza, i nostri sindaci spesso, per mantenere l’appeal elettorale, declinavano gentilmente l’invito facendo a meno dei cospicui incentivi pur di conservare un buon rapporto con la cittadinanza. Così nell’ottica europea, tesa a diminuire al massimo i flussi verso le grandi città del nord Europa – specialmente ora che l’Inghilterra procede a passi spediti verso la Brexit ed è stato costruito il muro di Calais – bisognava fare partire la macchina dell’accoglienza italiana più presto possibile. Il deputato danese Adölph Fisk ha presentato un emendamento approvato nella Commissione Esteri AFET che prevede che i comuni delle nazioni di primo impatto – l’Italia naturalmente è fra queste – debbano predisporre obbligatoriamente un piano di accoglienza per 4 migranti ogni mille abitanti da sistemare nelle case sfitte da più di sei anni rese abitabili, se è il caso, a cura del proprietario con la partecipazione del comune ove è ubicato l’alloggio in misura del 75% per i soli lavori di ripristino delle condizioni igienico-sanitarie.Al nostro comune andrebbero 24 migranti; al Sindaco  spetta individuare i criteri di scelta delle abitazioni che devono essere operativi entro il 30 giugno 2017.

I COMPUTER TORNANO IN VITA CON I RAGAZZI DI RI-GENERAZIONE

Un progetto delle Cooperative La Cruna, Agorà e Cisef per il bando della Compagnia di San Paolo “Stiamo tutti bene: educare bene, crescere meglio“.
Giovedì 30 marzo alle ore 15.30 prima consegna di computer riportati a funzionare nell’ambito del progetto Ri-Generazione finanziato con il bando della Compagnia di San Paolo “Stiamo tutti bene” e destinato a ragazzi tra gli 11 e i 14 anni dell’alta Val Polcevera: i giovani coinvolti hanno donato i computer che hanno riportato “in vita” alla scuola Ada Negri di Sant’Olcese dove saranno utilizzati per diverse attività, prevalentemente con alunni che necessitano di sostegno. 

Oltre ai partecipanti al progetto ed i loro genitori, erano presenti il dirigente scolastico Ferrari Guido e gli assessori dei tre Comuni coinvolti Gabriele Taddeo, Serena Di Cecio e Gigliola Bruzzo.

I ragazzi che frequentano le scuole di Serra Riccò, Sant’Olcese e Mignanego (e Genova in alcuni casi) stanno partecipando da febbraio ai laboratori organizzati nell’impianto di stoccaggio e avvio al riutilizzo di rifiuti tecnologici gestito dalla Cooperativa Sociale La Cruna a Rivarolo. Seguiti dagli educatori di Cisef e Agorà imparano dai professori e da alcuni studenti che svolgono l’alternanza scuola-lavoro dell’IPSIA ODERO come riassemblare un pc a partire da componenti di scarto; insieme ad una studentessa del DIBRIS installano browser e programmi open-source e infine con gli esperti della Scuola di Robotica usano il computer e il programma Scratch per fare muovere e interagire robot creati con altri componenti di scarto.

Un progetto a tutto tondo insomma che affronta il tema della prevenzione della dispersione scolastica con metodi formativi nuovi, avvicina i ragazzi in modo concreto al mondo del lavoro, li sensibilizza ai problemi di salvaguardia dell’ambiente e trasmette loro l’importante concetto che una oggetto rotto può essere riparato e può tornare ad essere utile. 

La possibilità di recuperare materiali, ridare loro forma e renderli di nuovo utili può infatti restituire ai ragazzi la consapevolezza di “poter fare” e di avere in sé delle risorse, attivando una ricaduta in termini di cittadinanza attiva e restituendo loro un riconoscimento sociale.

Per realizzare questa idea ci sono voluti gli sforzi congiunti di tanti enti di diversi ambiti: l’idea del progetto e il coordinamento della formazione è a cura della Cooperativa La Cruna con IPSIA Odero, Dibris e Scuola di Robotica; il coordinamento dei ragazzi e delle scuole è seguito dalla Cooperativa Cisef, gli educatori sono della Cooperativa Cisef e del Consorzio Agorà; i ragazzi provengono dalle scuole dell’Istituto Comprensivo Serra Riccò e dell’Istituto comprensivo Teglia e i comuni di Sant’Olcese, Mignanego e Serra Riccò collaborano attivamente mettendo a disposizione risorse come il pulmino 9 posti che viene utilizzato per l’accompagnamento gratuito dei ragazzi coinvolti. 

Il progetto coinvolge circa 30 ragazzi e le loro famiglie, da febbraio a giugno saranno effettuate 63 ore di formazione e sarà attivato anche uno sportello di counseling a disposizione gratuita delle famiglie.

Fiamme sulle alture tra Nervi e Sant’Ilario. Proclamato lo stato di grave pericolosità su tutta la Liguria 

Un incendio pericolosissimo è divampato sulle alture tra Nervi e Sant’Ilario. Al momento sono diciannove le famiglie evacuate. L’Aurelia e l’autostrada sono bloccate, sulla zona sono in azione due Canadair giunti da Roma. Su tutta la Liguria è stato proclamato lo stato di grave pericolosità che prevede il divieto di accendere qualsiasi tipo di fuoco, sia pirotecnico, sia per l’abbruciamento di materiale vegetale e anche il divieto di mettere in funzione apparecchi elettrici come motoseghe. La decisione è stata assunta a seguito delle condizioni di particolare secchezza del terreno e della vegetazione e per le condizioni climatiche che tendono a favorire l’insorgere di incendi boschivi.

A tutti i nostri concittadini raccomandiamo di prestare la dovuta attenzione a queste indicazioni.

Meteo: allerta ARANCIONE dalla mezzanotte fino all 15 del 22 novembre. Il forte maltempo durerà almeno fino a giovedì.

COMUNE DI SANT’OLCESE-SERVIZIO PROTEZIONE CIVILE-ALLERTA ARANCIONE PER PIOGGE DIFFUSE E TEMPORALI dalle ore 00:00 del 22/11/2016 alle ore 15:00 del 22/11/2016.

Questo il testo di un SMS diramato pochi minuti fa dal Comune di Sant’Olcese.
In realta Piemonte e Liguria saranno sotto scacco almeno fino a giovedi 24, giorno in cui sono attese fortissime pioggie, con una piccola tregua nella giornata di mercoledì. Al momento non è stata disposta la chiusura delle scuole che, com’è noto, si ha con l’allerta ROSSA. 

Vale, come sempre, il consiglio di limitare al massimo gli spostamenti.

Trallallero canti popolari e apericena@ereixe.com

 

DOMENICA 16 Ottobre dalle ore 18 le voci del Gruppo Spontaneo Trallalero in uno dei luoghi dove tanto si è cantato e si canta, Torrazza, nell’Agriturismo E Reixe, luogo bellissimo dall’atmosfera accogliente, situato in una posizione magica che guarda tutta la vallata. I canti a partire dalle ore 18 per prepararsi ad un apericena con sfiziosità varie e a seguire, focaccia con il formaggio e funghi porcini, vino bianco del nostro e per finire torta Zena fatta con la ricetta originale. Prezzo della serata: apericena e concerto 20 euro.